Papa Francesco
Città del Vaticano – “In nome di Dio, fermate la follia della guerra”. Queste le parole di papa Francesco nel libro ‘Vi chiedo in nome di Dio’, pubblicato da Piemme e anticipato oggi dalla Stampa.
“Chiedo in nome di Dio che si metta fine alla follia crudele della guerra – ha detto papa Francesco -. La guerra in Ucraina ha messo le coscienze di milioni di persone del centro dell’Occidente davanti alla cruda realtà di una tragedia umanitaria che già esisteva da tempo e ci ha mostrato la malvagità dell’orrore bellico. Non esiste occasione in cui una guerra si possa considerare giusta. Non c’è mai posto per la barbarie bellica”.
“Oggi assistiamo a una terza guerra mondiale a pezzi – ha aggiunto il pontefice – che tuttavia minacciano di diventare sempre più grandi, fino ad assumere la forma di un conflitto globale. Al rifiuto esplicito dei miei predecessori, gli eventi dei primi due decenni di questo secolo mi obbligano ad aggiungere, senza ambiguità, che non esiste occasione in cui una guerra si possa considerare giusta. Non c’è mai posto per la barbarie bellica. Chiedo alle autorità politiche di porre freno alle guerre in corso, di non manipolare le informazioni e di non ingannare i loro popoli per raggiungere obiettivi bellici. La guerra non è mai giustificata. Infatti non sarà mai una soluzione: basti pensare al potere distruttivo degli armamenti moderni per immaginare quanto siano alti i rischi che una simile contesa scateni scontri mille volte superiori alla supposta utilità che alcuni vi scorgono”.
“Alcuni politici che rivendicano le loro radici cristiane ma poi fomentano conflitti bellici come modi per risolvere gli interessi di parte. No! Un buon politico deve sempre puntare sulla pace; un buon cristiano deve sempre scegliere la via del dialogo – ha concluso Bergoglio -. Se arriviamo alla guerra è perché la politica ha fallito. E ogni guerra che scoppia è anche un fallimento dell’umanità. Avere armi nucleari e atomiche è immorale. Sbaglia strada chi pensa che siano una scorciatoia più sicura del dialogo, del rispetto e della fiducia, ovvero gli unici sentieri che porterebbero l’umanità alla garanzia di una convivenza pacifica e fraterna”.
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