Intervento dell’ambulanza e dei carabinieri al Riello – foto d’archivio
Viterbo – (sil.co.) – Non gli compra la droga, lo rapina e lo mena al capolinea del Riello. Sfila il portafoglio dalla tasca della vittima che avrebbe rifiutato l’acquisto di sostanza stupefacente e lo prende a calci nel sedere mentre il derubato prova a bloccarne la fuga, provocandogli una contusione al gluteo sinistro giudicata guaribile in tre giorni dai sanitari del pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle.
In manette per rapina e lesioni è finito un ventenne italiano. Il “colpo” sabato in pieno giorno al capolinea del Riello.
Il “rapinatore”, un giovane con precedenti del capoluogo, è stato arrestato dai carabinieri attorno all’una e mezza del 15 ottobre. Poco prima di rapinarlo, il ventenne avrebbe offerto dello stupefacente alla vittima, che avrebbe declinato, motivo per cui l’arrestato avrebbe agguantato il borsello custodito dalla vittima nella tasca posteriore dei pantaloni, contenente la somma di 110 euro in contanti.
All’arrivo dei militari, il giovane sembra si fosse già dato alla foga, ma grazie alle descrizioni fornite da testimoni e parte offesa è stato prontamente rintracciato.
Sottoposto a fermo e condotto in caserma per procedere all’identificazione e alle altre formalità di rito, il ventenne avrebbe ammesso subito le proprie responsabilità, confessando di essersi appropriato del portafoglio e di avere cercato di bloccare la vittima, colpendola durante la colluttazione che ne è seguita, mentre si divincolava per darsela a gambe, pensando di farla franca facendo perdere le sue tracce.
Difeso dall’avvocato Luigi Mancini, il ventenne è comparso lunedì mattina per la direttissima davanti al giudice Francesco Rigato che, nonostante la confessione, non ha convalidato l’arresto, non essendo stato effettuato in flagranza di reato. Il giovane, rimesso in libertà senza alcuna misura, resta indagato a piede libero per i reati di lesioni e rapina.Il fascicolo che lo riguarda è stato inviato in procura.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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