Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La rete Antitratta della Tuscia promuove un incontro nella mattinata di sabato 22 all’interno di Tuscia in bio.
Helga Gayer, presidente del Greta, ha dichiarato: “La tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento lavorativo è aumentata in tutti gli stati membri del consiglio d’Europa, colpendo un numero crescente di uomini, donne e bambini. Riguarda tutti i settori economici, tra cui il lavoro domestico, i settori non regolamentati e l’economia informale. Il consiglio d’Europa ha istituito norme omnicomprensive per aiutare gli stati ad affrontare la tratta di esseri umani”.
Sono almeno 50 milioni i moderni schiavi nel mondo, persone costrette a un lavoro o a un matrimonio forzato, che non possono rifiutare a causa di minacce, violenza, coercizione, inganno o abuso di potere. Il numero è aumentato significativamente negli ultimi cinque anni e nel 2021 era di 10 milioni in più rispetto a quanto registrato dalle stime globali del 2016. Ovviamente le maggiori vittime sono donne e bambini. Secondo il rapporto “Stime globali della schiavitù moderna: Lavoro forzato e matrimonio forzato” che riporta dati del 2021.
La schiavitù moderna è presente in quasi tutti i paesi del mondo e non conosce frontiere etniche, culturali o religiose, tanto che più della metà (52 per cento) del lavoro forzato e un quarto di tutti i matrimoni forzati si concentrano nei paesi a reddito medio-alto o alto. I lavoratori migranti hanno una probabilità più che tripla di essere sottoposti a lavoro forzato rispetto ai lavoratori adulti non migranti.
Secondo Ryder, presidente Oil: “Politiche e normative nazionali efficaci sono fondamentali ma i governi non possono farlo da soli. Le norme internazionali forniscono una base solida ed è necessario un approccio che coinvolga tutti. I sindacati, le organizzazioni dei datori di lavoro, la società civile e la gente comune hanno tutti un ruolo fondamentale da svolgere”.
In totale il lavoro forzato in settori diversi dallo sfruttamento sessuale commerciale rappresenta il 63 per cento di tutto il lavoro forzato, mentre lo sfruttamento sessuale ai fini commerciali rappresenta il 23 per cento. Quasi quattro su cinque delle persone vittime di sfruttamento sessuale ai fini commerciali sono donne o ragazze. Quasi uno su otto di tutti i lavoratori forzati sono bambini (3,3 milioni) e più della metà di essi sono vittime di sfruttamento sessuale a fini commerciali.
Per quanto riguarda invece il matrimonio forzato, si stima che, le persone coinvolte siano circa 22 milioni, con un aumento di 6,6 milioni rispetto alle stime globali del 2016.
Rete Antitratta della Tuscia
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