Viterbo – (g.f.) – Ambulanze nel Lazio e nella Tuscia, che direzione prende l’affidamento del servizio soccorso sanitario in area extraospedaliera?
La regione, attraverso Ares, ha deciso di reinternalizzare l’attività, ma si tratta di un procedimento che ha bisogno dei suoi tempi. Nel frattempo è stata bandita una gara ponte, per coprire il servizio anche nella Tuscia, essendo l’appalto in scadenza, ma una decina di postazioni, in altrettanti centri della Tuscia, sono rimaste scoperte, insieme ad altre nel Lazio.
Considerando che ogni punto va moltiplicato per due, tanti quanti sono i turni giornalieri, ciascuno da 12 ore, si tratta di buchi non di poco conto.
Per questo, l’11 ottobre è stata inviata una manifestazione d’interesse, rivolta a soggetti iscritti in un albo. Per un’attività da iniziare a partire dal 16 dello stesso mese.
Potevano partecipare non solo realtà produttive, ma anche associazioni di volontariato, onlus, oltre a cooperative.
Il costo del servizio, nel frattempo è tornato a 20 euro da 40 a professionista. Situazione ante Covid.
Un quadro che ha messo in allerta gli operatori del settore, per le incertezze derivanti da un eventuale passaggio ad associazioni, provenendo magari da società e con impiego a tempo indeterminato. Timori sulla situazione lavorativa.
Qualcuno ha sollevato dubbi pur per i pochi giorni entro i quali si poteva rispondere alla manifestazione d’interesse e non ultima, la riduzione dei costi.
Più di un operatore ne ha parlato con l’ex consigliere regionale Daniele Sabatini, che preso atto dei timori di chi effettua questo importante servizio, ha chiesto un incontro con la direttrice generale Ares 118 Maria Paola Corradi.
“Me la ricordo molto preparata – spiega Sabatini – l’ho conosciuta all’epoca e ho ben chiara la sua competenza nel settore, ma quello che mi hanno rappresentato le persone che effettuano il servizio desta grande preoccupazione”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY