Capranica – Riceviamo e pubblichiamo – Quarantotto giorni. Tanto è trascorso da quando la ditta venuta ad eseguire i lavori per l’interramento dei cavi della Bul (Banda ultra larga) nel comune di Capranica ha tranciato di netto, nel corso di uno scavo finalizzato alla realizzazione di un tombino di accesso alle nuove linee, i fili della rete telefonica e internet di alcune famiglie residenti in via Arquà Petrarca.
La segnalazione del guasto è stata effettuata appena questo si è verificato, cioè il 5 settembre scorso. Ognuna delle famiglie interessate ha contattato subito il proprio gestore di linea fissa. Qualcuno ha Telecom, altri Vodafone, ma i cavi sono tutti di competenza della Telecom. Da quella data, non si è visto nessuno che venisse a sostituire i cavi danneggiati, permettendo così il ripristino del collegamento interrotto.
La data presunta di “chiusura del ticket”, in gergo tecnico la soluzione del problema, viene da allora sistematicamente e seraficamente spostata di settimana in settimana, senza che si muova niente, o che si abbia almeno il riguardo di spiegare agli utenti perché stanno attendendo così tanto, quando la causa del guasto è ben nota.
Il timore è che Telecom attenda di vedersi risarcire il danno da chi ha materialmente tranciato i cavi, prima di effettuare il lavoro di ripristino, dimostrando, nel caso sia questa la realtà dei fatti, una mancanza di rispetto assoluto nei confronti sia dei suoi utenti diretti (che usano internet per necessità di lavoro e di studio, prima ancora che di intrattenimento), sia degli altri gestori che hanno in concessione le sue linee, impedendo di fatto alle famiglie colpite di ovviare in altro modo alla disconnessione di cui sono cadute vittime.
E’ infatti facilmente immaginabile quanto potrebbero essere lunghi i tempi di risoluzione di un eventuale contenzioso tra Telecom e la ditta responsabile del danneggiamento, e a farne le spese sarebbero esclusivamente i cittadini, costretti a pagare per un servizio che non ricevono già da più di un mese e mezzo (oltre al danno la beffa: il rimborso non potrà essere richiesto fino alla risoluzione del guasto) e impossibilitati a cambiare gestore, in quanto l’unica derivazione che raggiunge le loro abitazioni dai gabbiotti centrali dei diversi gestori è, appunto, quella tranciata.
Risulta a conti fatti incredibile che, nel 2022, ad alcune famiglie (se 5 o 500 è irrilevante), per di più residenti nel centro abitato accanto ad altre famiglie che, non interessate dal guasto, godono regolarmente del servizio telefonico, venga negata la connessione internet, senza sapere di fatto a quale interlocutore rivolgersi per ottenere il ripristino in tempi brevi di un servizio così essenziale nella vita di oggi e per essere tutelate in quella che si configura a conti fatti come una pesante limitazione della loro libertà personale.
Tullia Lori
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