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Viterbo - Intervista a Veronica Aneris direttrice di Transport & Environment che a livello europeo sta promuovendo la campagna Streets For Kids

“Chiusura porta della Verità, le intruse sono le macchine non i bambini…”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Porta della Verità, Viterbo. Le intruse sono le macchine non i bambini e le famiglie”. Veronica Aneris è la direttrice di Transport & Environment, una delle associazioni che a livello europeo promuovono la campagna Streets For Kids che venerdì scorso, con il sostegno dell’amministrazione comunale e della sindaca Chiara Frontini, ha visto per la prima volta chiudere porta della Verità al traffico durante l’ora di ingresso e di uscita dalle scuole, con tanto di manifestazione pomeridiana di bambini e genitori a piazza Luigi Concetti.


Veronica Aneris

Veronica Aneris


Un percorso che la giunta Frontini intende proseguire anche in futuro, nonostante le possibili ostilità da parte di automobilisti e commercianti di una zona, come quella tra via Mazzini, via Vetulonia e porta della Verità arrivata ormai al collasso, con macchine parcheggiate in terza fila, sui marciapiedi, sulle fontane storiche e il sagrato di chiese medievali. Il tutto senza tener conto che proprio lungo queste vie camminano ogni giorno centinaia di bambini e ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori che si trovano da queste parti, in tutto quattro plessi scolastici.


Viterbo - La manifestazione di venerdì scorso a piazza Concetti

Viterbo – La manifestazione di venerdì scorso a piazza Concetti


Veronica Aneris, come è andata la sperimentazione di venerdì scorso?
“E’ andata molto bene e c’è stata molta partecipazione. E’ stato bellissimo vedere la via usata diversamente con i bambini che potevano correre liberamente senza che le mamme dovessero dirgli in continuazione di stare attenti alle macchine. Poi alle 17,30, quando le macchine hanno ripreso il dominio della strada, si è visto un mondo completamente diverso. E siamo ripiombati nello smog e nella desolazione precedente”.

Perché chiudere chiudere porta della Verità al traffico durante l’uscita e l’entrata a scuola?
“Per la città di Viterbo i motivi sono due. Il primo, la situazione di insostenibilità che riguarda un punto nevralgico tra porta della Verità, via della Verità, via Vetulonia e via Mazzini che vede quattro plessi scolastici più un parco giochi dedicato ai bambini. Qui, se misurassimo i livelli di inquinamento locale saremmo sicuramente e ampiamente sopra i limiti di legge. Una situazione che dal punto di vista sanitario va risolta. Sul fronte della sicurezza invece non ci sono marciapiedi e attraversamenti. Siamo in un centro storico, quindi l’intruso non sono i bambini o le famiglie ma le macchine che creano una situazione di congestione indegna. La nostra campagna ha una ragione di essere che per Viterbo è doppiamente importante. Le strade scolastiche dal settembre 2020 sono entrate a far parte del codice della strada. Dunque le strade scolastiche sono uno strumento per sviluppare la mobilità dolce, cioè quella a piedi o in bicicletta”.

Quale è la situazione di Viterbo in termini di mobilità sostenibile?
“Viterbo è tra l’ultima città in Europa per mobilità sostenibile con il 93% della popolazione che usa l’automobile per spostarsi, malgrado gli spostamenti giornalieri, e questo vale per tutta Italia, siano sotto i 10-12 chilometri. Maglia nera europea. Non solo, ma il più alto numero di auto ogni 100 abitanti: 73 macchine ogni 100 persone. La media europea è di 58. Questa iniziativa può essere veramente il punto di partenza di un percorso che porti a rivedere tutta la mobilità e a fare di Viterbo una città vivibile”.


Viterbo - La manifestazione di venerdì scorso a piazza Concetti

Viterbo – La manifestazione di venerdì scorso a piazza Concetti


Incontrerà anche l’amministrazione comunale?
“Sì, domani dovrei vedere sia l’assessore alla qualità degli spazi urbani Emanuele Aronne che la sindaca Chiara Frontini”. 

I viterbesi, secondo lei, preferiscono usare l’automobile? Perché è questo ciò che si dice di solito…
“I viterbesi preferiscono usare l’auto perché non ci sono le infrastrutture per andare in bicicletta oppure camminare o servizi di trasporto pubblico efficienti. Più si usa l’automobile e più saremo portati ad usarla, soprattutto a Viterbo dove è pericoloso camminare. Basta vedere via Mazzini che è strettissima. Per ridurre il numero di persone che vanno in macchina bisogna realizzare infrastrutture adeguate, ossia rendere possibile un altro modo di spostarsi. Viterbo non ha alcuna pista ciclabile. C’è solo quella in strada Bagni ma è completamente inutilizzabile. La città ha poi una Ztl troppo timida e nessun servizio di mobilità condivisa. Infine, il trasporto pubblico è sostanzialmente inesistente. Quindi non è una questione di scelta dei cittadini, ma una scelta obbligata per tutti andare in macchina. Per questo chiudere la strada a porta della Verità farà in modo che andare a scuola sarà più gradevole e più sicuro. E avrà un effetto positivo sulla mobilità”.

Anche i commercianti della zona di porta della Verità sarebbero contrari…
“E’ una situazione molto classica che abbiamo visto in tantissime città europee. Negli anni esperienze ne sono state fatte tantissime e hanno mostrato che dopo una resistenza iniziale, gli stessi commerciali sono contenti perché si rendono conto che gli acquisti aumenti anziché diminuire. Ci sono esperienze di questo tipo in tutta Italia e in tutta Europa. Detto questo, diversi commercianti di via Mazzini e dintorni sono responsabili di automobili parcheggiate fino alla terza fila per comprare un etto di prosciutto, cosa che rende la situazione invivibile. E questo non è più possibile”.

Daniele Camilli


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27 ottobre, 2022

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