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Trasporti - Antonio Paglia (Cgil): "Un disagio per chi lavora e una pessima immagine per l'azienda"

Cotral, dipendenti da anni senza divise nuove

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Antonio Paglia, segretario Filt Cgil

Antonio Paglia, segretario Filt Cgil

Cotral

Cotral

(f.b.) – Ai dipendenti della Cotral è assolutamente vietato ingrassare… ma anche dimagrire.

Insomma, nessuno può permettersi di cambiare taglia, altrimenti il rischio è di ritrovarsi con la camicia troppo stretta o, viceversa, con i pantaloni che si reggono a stento in vita.

Il problema delle divise, al di là della forma fisica di autisti e controllori dell’azienda di trasporti regionale, è reale.

“Sono anni – spiega Antonio Paglia (Filt Cgil) – che i dipendenti della Cotral non ricevono più nuove divise. Ora, al di là del problema di chi ingrassa o dimagrisce, c’è soprattutto una questione di decenza e di decoro”.

Il disagio, infatti, non è soltanto per chi cambia taglia, ma di tutti, perché con il passare degli anni, inevitabilmente, le divise si logorano.

“C’è un chiaro contratto nazionale – continua Paglia – che prevede un ricambio periodico di tutte le componenti della divisa: dalla camicia, ai pantaloni, alla giacca. E’ normale che dopo un certo numero di mesi queste si rovinino. Eppure sono ormai anni che l’azienda non ci fornisce più niente”.

Questa situazione, oltre a creare un problema ai dipendenti, non è certo un ottimo biglietto da visita per la stessa azienda.

“Non credo che sia un bello spettacolo da mostrare ai viaggiatori dei mezzi – aggiunge Paglia -. L’immagine che la Cotral dà di se stessa in questo modo è a dir poco ridicola.

Gli autisti rischiano di non essere adeguati e, ancor peggio, chi ha il ruolo di controllore se si presenta alle persone senza una divisa dignitosa perde anche di credibilità nello svolgimento delle sue mansioni”.

Le richieste di rinnovo del vestiario sono state inoltrate da tempo ed è anche stata avanzata la proposta di gestire la questione del cambio delle divise dalla sede provinciale di Viterbo per evitare di far fare viaggi, spesso inutili, ai dipendenti fino alla sede centrale di Roma.

“Speriamo che si trovi una soluzione quanto prima – conclude Paglia -. Così non si può proprio andare avanti”.


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18 aprile, 2013

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