![]() Villa Rosa |
Riceviamo e pubblichiamo – La congregazione delle suore ospedaliere, tradendo apertamente la propria vocazione sociale (che dovrebbe essere l’ispirazione di una vita dedicata all’assistenza), ha proditoriamente annunciato il licenziamento di 73 lavoratori della struttura Villa Rosa.
Ciò mentre proseguiva la trattativa sindacale, egregiamente mediata dal Prefetto di Viterbo; e rendendo evidente che la congregazione non vuole parlare con nessuno, non intende concertare nulla; vuole soltanto scaricare sulle spalle dei lavoratori un aumento dei propri profitti, come il più spregiudicato dei capitalisti.
Non esiste alcun esubero nell’organico della struttura; lo ha accertato la Ausl, che lo ha sanzionato nel verbale dell’ultimo incontro avvenuto in Prefettura.
Dunque, i 25 licenziamenti per esubero, che la Congregazione prospettava, non avevano alcun fondamento. E siccome questo è chiarissimo, ora la congregazione ne minaccia altri 73; prospettando la chiusura di reparti, cioè la cessazione dell’assistenza.
Il che significa dire: se non ci consentite di risparmiare, sulla pelle dei lavoratori, chiuderemo servizi destinati a persone che soffrono.
Il tutto perché la congregazione – in questo difficile momento di crisi – invece di declinare la solidarietà, vuole speculare sulla difficoltà per aumentare profitti. Magari obbligando i lavoratori ad accettare di guadagnare di meno, per continuare a lavorare lo stesso.
Noi non intendiamo accettare questo ricatto. Abbiamo letto parole di apprezzamento e di riconoscenza da parte della politica per quel che Villa Rosa ha fatto per questo territorio. È vero; o meglio: è stato vero …
Non è più vero, ora…
Oggi, la congregazione è un pessimo esempio; e come tale deve essere additata, alla comunità, da chi del benessere della comunità ha la responsabilità. Se altri ne seguiranno l’esempio, i danni per i lavoratori, e per gli assistiti, saranno tanto incalcolabili quanto irreparabili.
Chiediamo urgentemente che la congregazione sia convocata per riprendere il filo di un dialogo che ha deliberatamente, quanto irresponsabilmente interrotto. Nel frattempo, agiremo tutte quelle iniziative che rendano palese lo stato di agitazione dei lavoratori. Che meritano di più: come i pazienti che assistono, come questo territorio.
Antonella Ambrosini
Cgil Fp Viterbo
Giampietro Brizi
Cisl Fp Viterbo
Angelo Sambuci
Uil Fpl Viterbo
Vittorio Ricci
Fials Viterbo
Rolando Bernardini
Ugl Viterbo
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