Canepina – Riceviamo e pubblichiamo – A volte si scoprono cose che si erano formate nel tempo senza che ce ne rendessimo conto immediatamente. Come le perle nelle conchiglie o le colonie corallifere nei fondali marini. Come una scultura che emerge silenziosamente dal marmo sotto i colpi esperti dell’artista che già vede il futuro. Come una sinfonia che nasce tra gli strumenti e le note.
Tra le persone e nella storia sembra avvenga la medesima cosa. Un paesino tra i castagni a 501 metri sul livello del mare, di 21 chilometriquadrati, 3000 abitanti circa (3001 quando c’ero anche io), non lontano da Viterbo e da Roma, con ricordi antichi dal primo-secondo secolo della nostra era. Il nome Canepina deriva forse da Canapina, perché la abbondanza delle acque sorgive era terreno fertile per la coltivazione della canapa tessile essenziale nella economia locale. E chi non conosce la tradizionale cucina locale (I Maccaroni, il fieno, i ceciliani)?
Vengono anche dall’estero per farsi delle belle scorpacciate. Ritroviamo e gustiamo in mezzo a questa gente la semplicità e la bontà naturale delle cose e delle persone anche se a volte annebbiata o impolverata dalla fragilità umana. Ma non è forse vero che non tutte le ciambelle vengono con il buco? Nonostante tutto la furbizia, l’inventiva e un po’ di “birbità” ha permesso di sopravvivere alle intemperie della storia, dove non pochi venendo da altrove hanno trovato una casa, dove le figlie e i figli stanno riuscendo a incanalare questa ricchezza culturale nelle professioni più disparate e nell’arte: medicina, giurisprudenza, arti, musica, ingegneria, informatica, psicologia, economia.
E in questo oceano che pullula di vita alcuni riescono anche a emergere a livello di attenzione internazionale. Ecco finalmente un Evento di alto livello culturale e artistico messo in piedi dal Gsc (Gruppo spontaneo canepinese, in vita da 40 anni), nel loro bellissimo teatro senza pari nella zona, dedicato al fondatore del gruppo, Momo Pesciaroli, da poco scomparso dalle scene visibili. Il teatro è stato completamente restaurato, “state of the art” (all’avanguardia), anche con la collaborazione di privati e aziende locali.
Il 12 novembre prossimo, alle 21, con il tenore Antonio Poli, che di recente si è esibito a La Fenice, accompagnato da un gruppo di strumentisti, con un pianoforte Fazioli, conosciutissimo in tutto il mondo, di Paolo Fazioli. Tutti e due hanno origini e radici in Canepina, tra sorgenti di acque pure, immersi in una storia che racconta 20 secoli di vita e di energie, tra castagneti secolari. Il concerto del quale potete ammirare una anteprima nel video preparato da Marco Carusotti è cornice d’arte per la poesia che scorre tra le montagne dei Cimini e il canto di un popolo tenace e interessante.
Non perdiamoci l’occasione di immergerci nella bellezza che esiste tra di noi. A Canepina? Si, a Canepina. Questa bellezza potrebbe anche lasciare qualche pennellata nella nostra vita quotidiana. E ne abbiamo bisogno in mezzo a un mondo un po’ stonato. Nota: alla data di oggi lo spettacolo musicale è sold out.
Gianni Carparelli
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