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Elezioni comunali 2013 - Margherita Ambrogetti spiega perché ha scelto di seguire il sogno di Filippo Rossi

Una scommessa per fare di Viterbo una città competitiva

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Riceviamo e pubblichiamo – La mia è una scommessa, la scommessa che la nostra Viterbo riesca a trovare la forza di tornare ad essere una città competitiva, nuova, Viva, all’altezza delle aspettative di ogni viterbese.

All’alba di una consultazione elettorale che vede scontrarsi la vecchia politica con un nuovo approccio al governo della cosa pubblica ritengo sia opportuno fare chiarezza sul reale significato di bene comune e ritengo sia opportuno farlo al netto di polemiche politiche e slogan propagandistici.

La nostra Viterbo, svuotata di ogni più profonda speranza, priva di prospettive e di orizzonti ha, oggi più che mai, necessità di un’alternativa, di una svolta, di uno slancio che la porti verso l’alto.

Cosa vorrei per la mia Viterbo?

Questa è la domanda che ogni viterbese si sta ponendo, in questi giorni, di fronte ad un panorama politico variegato e confuso.

Cosa risponderei io, studentessa universitaria venticinquenne che, da anni, frequenta e vive la città di Viterbo?

Vorrei che la mia Viterbo non fosse più una città che si abbandona al suo destino, che non si cura della sua gente, del suo popolo, che governa la cosa pubblica con l’unico fine di produrre interesse particolare.

Vorrei che la mia Viterbo fosse una città serena, una città a misura dei giovani, delle famiglie.

Vorrei che la mia Viterbo riaccendesse le luci sul proprio centro storico e diventasse capace di coglierne ogni opportunità di sviluppo economico.

Vorrei che la mia Viterbo avesse scuole all’altezza dei propri studenti.

Vorrei che la mia Viterbo sapesse creare valore dall’università, quell’università su cui, adesso, sembra non essere puntato alcun riflettore.

Vorrei che la mia Viterbo sapesse gestire i propri beni culturali.

Vorrei che la mia Viterbo imparasse a non abbandonarsi, a non lasciarsi andare.

Vorrei che la mia Viterbo non si inchinasse più al servizio dell’interesse personale.

Vorrei che la mia Viterbo diventasse un esempio per tutte le amministrazioni italiane, una città all’avanguardia, una città virtuosa, una città che, per vergogna, non è costretta ad abbassare la testa  di fronte ad esempi di buon governo della cosa pubblica.

Vorrei che la mia Viterbo facesse tesoro del prezioso lavoro di commercianti, artigiani, imprenditori che, oggi più che mai, hanno estrema necessità di un atto di fiducia nei loro confronti.

Vorrei una nuova narrazione per la mia Viterbo.

Vorrei, poi, che fosse proprio la mia generazione a collaborare ad un concreto e tangibile cambiamento.

Faccio appello, dunque, ai giovani viterbesi, a quei giovani che, disillusi da una politica fatta di interessi privati e giochi di palazzo, sono stati costretti ad allontanarsi dalla gestione della cosa pubblica e sono stati relegati ai margini di una società parcellizzata e frammentata.

Faccio appello a quei giovani dicendo loro che qualcosa può cambiare, che non tutto è perduto, che si può ancora sperare di risollevare le sorti di una città che non offre opportunità se non quella di fuga.

Faccio appello a quei giovani non facendogli promesse, non pronunciando belle parole in cambio di consensi, no.

Faccio appello a quei giovani dicendo loro che, con un obiettivo comune, è possibile dare concretezza ad un nuovo slancio.

Sviluppo economico, giovani, università, lavoro, associazionismo.

Questi sono i cardini di un percorso che dovrà, in breve, dare forma alla rinascita della nostra Viterbo.

Questi sono i motivi per i quali ho deciso di schierarmi dalla parte di una generazione, della mia generazione.

Questi sono i motivi per i quali credo sia fondamentale lavorare affinché si possa parlare di futuro e di nuovi orizzonti.

Dichiarazione di intenti? Sì.

Sono queste le premesse del mio percorso nel movimento civico Viva Viterbo.

Il dialogo è aperto con chiunque abbia il desiderio di fare di Viterbo un modello di buona amministrazione e di buone pratiche.

La mia, quella del candidato sindaco Filippo Rossi e quella del movimento civico Viva Viterbo è una scommessa, la scommessa che la nostra Viterbo riesca a trovare la forza di tornare ad essere una città competitiva, nuova, Viva, all’altezza delle aspettative di ogni viterbese.

L’alternativa?

L’alternativa è restare nel limbo dell’indifferenza e del pressappochismo, è un presente sempre troppo uguale a sé stesso.

Per cambiare qualcosa è necessario scegliere un’intuizione, quella giusta e crederci fino a trasformare quell’intuizione in un dato di fatto.

Il resto è solo una sala d’aspetto e non vale tutto.

E’ necessario partire dalle realtà locali, dalle persone, dagli individui, dalla gente.

Per un cambiamento reale e realmente costruttivo sono necessari piccoli ma importanti atti che, partendo dalle comunità locali, parlino di una realtà quotidiana e raccontino storie di ordinaria vita di Città.

Il cambiamento, quello vero intendo, nasce solo da scelte.

Margherita Ambrogetti


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18 aprile, 2013

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