Civitavecchia – (p.cas.) – 13enne abusata e trasferita in una casa famiglia, indagato il padre. Avrebbe confessato la sua storia all’insegnante. La versione confermata anche dai sanitari del pronto soccorso.
Prima la confessione alla sua insegnante, poi la visita al pronto soccorso, infine l’apertura dell’indagine e il trasferimento in una casa famiglia. Dovrà rispondere di maltrattamenti e violenza sessuale il padre, accusato di aver molestato sessualmente la figlia di 13 anni.
La giovane avrebbe confessato la storia legata alle “particolari” attenzioni del padre alla sua insegnante. Frequenta il primo anno di un istituto superiore. La stessa professoressa ha successivamente raccontato la delicata vicenda agli inquirenti. La tredicenne, che è stata anche visitata dai sanitari del pronto soccorso, i quali avrebbero confermato gli indizi relativi alle violenze, è stata trasferita in una casa famiglia temporanea, in attesa che gliene venga assegnata una in via definitiva.
Potrebbe essere sentita entro la fine di questa settimana, un incontro che dovrebbe tenersi presso il tribunale di via Terme di Traiano, alla presenza anche di uno psicologo. Nessuna indicazione invece per quello che riguarda l’interrogatorio del padre, ma i tempi potrebbero non essere particolarmente brevi.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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