Patrick Zaki
Sharm el-Sheikh – “Spero che l’Italia abbia chiesto di togliere il mio divieto di espatrio”.
È quanto ha detto in un’intervista al Corriere della sera Patrick Zaki, lo studente egiziano dell’università di Bologna, accusato di aver diffuso false notizie ai danni dell’Egitto. Zaki fa riferimento al bilaterale di ieri tra Giorgia Meloni e il presidente egiziano Al Sisi in cui avrebbero parlato anche dei casi di Zaki e Regeni.
“So che c’è stata la richiesta di una risoluzione positiva – ha detto lo studente -. La mia speranza è che ci sia stata la richiesta da parte del governo italiano di porre fine al mio divieto di espatrio. Inoltre mi pare un ottimo segno che diversi governi a Roma mi abbiano sostenuto. Significa che tutti gli italiani sono con me”.
”È stato davvero importante per me mentre ero in carcere sapere che fuori c’erano così tante persone che si stavano impegnando per me. Anche l’Università di Bologna è stata di enorme sostegno, gli attivisti, tutti – ha proseguito Zaki -. Quella di rientrare in Italia è una speranza, non una certezza. Mi piacerebbe poter discutere la mia tesi a Bologna, nella città dove frequentavo il master Gemma in studi di genere prima di essere arrestato e che sto continuando a frequentare”.
Il 29 novembre ci sarà a Mansoura la prossima udienza del processo che lo vede imputato. Patrick Zaki, dopo 22 mesi di custodia cautelare, è stato scarcerato lo scorso 8 dicembre. È accusato di “diffusione di notizie false” ai anni dell’Egitto per un articolo in cui ha denunciato episodi di discriminazione nei confronti di cristiani copti.
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