Civitavecchia – (p.cas.) – La qualità dell’aria nel porto: “Dalle navi nessuno sforamento dei limiti di inquinamento”. Al convegno di oggi in aula Pucci l’Arpa Lazio ha fatto il punto sull’impatto inquinante dello scalo sul territorio.
Si è svolto questa mattina presso l’aula Pucci del comune di Civitavecchia il meeting “Qualità dell’aria. Porto di Civitavecchia: Progetti, studi, monitoraggi e controlli”, presenti il sindaco Ernesto Tedesco, il presidente dell’autorità di sistema portuale Pino Musolino (in collegamento da remoto), l’ammiraglio Filippo Marini della Capitaneria di Porto, Marco Lupo, direttore generale di Arpa Lazio, Giampaolo Gobbi di ISAC-CNR e Maurizio Marini, dirigente dell’adsp. Dopo i saluti iniziali di sindaco e presidente dell’authority, il convegno è entrato nello specifico delle informazioni sui dati relativi all’impatto inquinante dello scalo sul territorio.
“Gli studi sono stati fatti nell’area di Civitavecchia, ne sono scaturiti una serie di dati sulle condizioni che possono avere un impatto diverso di inquinamento al suolo. Ad esempio le emissioni portuali che rappresentano una quantità superiore rispetto ad altri settori come il riscaldamento e il trasporto, hanno un effetto diverso in termini di misure che registriamo”, ha affermato Marco Lupo, direttore generale di Arpa Lazio. Un sistema che a breve sarà potenziato. “Sono previste delle installazioni legate ad un analizzatore di “black carbon”, che porterà ulteriori elementi all’attenzione dei cittadini e delle autorità sanitarie per approfondimenti dell’impatto sulla salute”, ha concluso Lupo.
“Il porto contribuisce in modo differente a livello di inquinamento nelle varie centraline. In quelle più a ridosso il contributo è maggiore ma sempre minoritario rispetto a quello che arriva dalla zona di Civitavecchia. Il traffico all’interno del porto ha un impatto importante sulla qualità dell’aria in riferimento alle centraline più vicine al porto, mentre le emissioni delle navi si disperdono di più verso i territori. Il livello di inquinamento però non è fondamentale per portare a degli sforamenti”, ha dichiarato Giampaolo Gobbi di ISAC-CNR, che ha studiato le emissioni dal porto e della città in generale.
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