Viterbo – “Trenta comuni dentro Talete entro il 2023”. La società idrica naviga in acque agitate e il presidente Ato e della provincia Alessandro Romoli indica la rotta per non determinare ulteriori e magari fatali difficoltà. O almeno provarci.
Talete – Assemblea sindaci Ato
Posticipare al nuovo anno l’ingresso delle amministrazioni commissariate, in modo graduale. Come vorrebbe, anzi vuole la regione, ovvero tutti al 30 settembre (termine scaduto), è una strada non sostenibile.
Romoli presenta ai sindaci un atto d’orientamento che passa all’unanimità, non senza fatica, per dilazionare l’operazione al prossimo anno.
“Sono emerse – spiega Romoli in conferenza dei sindaci – criticità. Talete non può prendere in carico altri comuni, non ha la capacità economica. Molti comuni necessitano d’investimenti importanti. Abbiamo parlato con la regione, decisa ad andare avanti, noi proponiamo un regime transitorio. Per evitare il fallimento del gestore”.
Romoli e Genova
La regione è perentoria. Non concede deroghe. Per questo Romoli ha chiesto un mandato forte, da tutti i 60 comuni, per “trattare” con Roma. Con fatica si arriva all’unanimità da parte di tutti i sindaci.
“Un’assunzione di responsabilità – osserva Romoli – per andare con una sola voce in regione”. Un ingresso soft, partendo dai centri con minori difficoltà, per poi arrivare agli altri con maggiore complessità.
Perplessità da cinque sindaci, che propongono un emendamento sull’adeguamento delle tariffe per chi è fuori.
Fabio Bartolacci (Tuscania) solleva dubbi. “La società non è in grado di prendere in carico i comuni, sono preoccupato. Ho dato la disponibilità al passaggio, ma ora navighiamo a vista, questa proposta è una pezza calda su un problema serio”.
Bartolacci non vede bene entrare poi, ma adeguare subito la tariffa. Modificato il percorso tariffario di chi è fuori, con l’emendamento che passa, ma l’attenzione resta alta e Romoli non lo nasconde.
“L’alternativa al percorso proposto dall’atto d’orientamento – sottolinea Romoli – è prendere atto che Talete non è in grado di prendere in carico i comuni, inadempiente e quindi far partire le procedure di revoca, andando a cercare un altro operatore, privato.
Voglio giocare a carte scoperte. È un atto che contrasta con il commissariamento, l’intendimento della regione, ma è un modo di deliberare una strategia diversa. Siamo sull’orlo del baratro e tra due o tre mesi, Talete non avrà soldi per pagare gli stipendi.
Ci sono sindaci che presentano ricorsi e poi qui non si sono mai presentati. Oggi assenti e domani dichiarano sui giornali”.
Ma se da una parte Talete è in grosse difficoltà, dall’altra si discute e a lungo in riunione, su qualche parola o riga da cambiare all’atto d’orientamento, con un lavoro di fino da parte del presidente Romoli per pesare le parole, calibrare le frasi. La situazione è grave, ma non è seria.
Sul fronte 40 milioni da Arera, c’è stato un ulteriore incontro. “È stato precisato – ricorda Romoli – che l’eventuale accesso al fondo perequativo avverrebbe solo per le spese in conto capitale, per investimenti e non la spesa corrente.
Sono comunque soldi che vanno restituiti e inseriti in tariffa”. E che non risolvono le difficoltà della società idrica. “Non assolvono a quelle che sono le reali necessità di Talete, occorrono per investimenti, previo adeguamento tariffario”.
Giuseppe Ferlicca
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