Civita Castellana – Convocato per lunedì 21 novembre alle ore 18 il consiglio comunale che vede, tra i punti all’ordine del giorno, variazioni al bilancio, Talete e comitati di quartiere.
Civita Castellana – Consiglio comunale – Giampieri
Si torna a parlare dell’argomento “comitati di quartiere”, questa volta in occasione del consiglio comunale convocato per lunedì 21 novembre nella sala di piazza Matteotti. Il consigliere pentastellato Valerio Biondi ha presentato, in tal proposito, una mozione che è stata iscritta tra gli odg, corredata da una bozza per un eventuale regolamento.
Previsti dall’articolo 8 dello statuto comunale, che regolamenta le forme associative per la partecipazione popolare, e dall’articolo 11 dello stesso statuto, che richiama il regolamento sul loro funzionamento, i comitati di quartiere necessitano di un apposito regolamento.
In ragione di questo il consigliere Biondi ha allegato, insieme alla mozione, una proposta che ne costituisce parte integrante.
Civita Castellana – Il consigliere M5s Valerio Biondi
Nel testo redatto dal pentastellato vengono fornite le linee guida. “I comitati di quartiere hanno il compito di favorire lo sviluppo del proprio territorio facendosi portavoce delle istanze e degli interessi della comunità che rappresenta. Si fondano sull’attività resa volontariamente e gratuitamente dai cittadini ed operano nel rispetto della normativa di riferimento per gli enti locali, in piena osservanza dello statuto comunale e del presente regolamento. Tutte le funzioni individuate al suo interno rappresentano attività di servizio a favore del quartiere. Il comune riconosce loro il ruolo di promozione e di partecipazione attiva della comunità attraverso la discussione e l’approfondimento dei problemi del quartiere in ordine alla gestione e programmazione dei lavori pubblici, delle tematiche sanitarie, sociali, urbanistiche, ambientali del tempo libero e culturali.
Sono organismi territoriali apartitici, apolitici, aconfessionali e di partecipazione democratica. Non hanno alcun fine di lucro ed operano per fini sociali e solidali per l’esclusiva realizzazione degli interessi collettivi e per il bene comune del quartiere. Essi svolgono un ruolo partecipativo, propositivo e consultivo attraverso la consulta”.
Si legge inoltre che: “Il territorio comunale è stato suddiviso in 9 quartieri: Sassacci – Borghetto, Quartaccio, Fontana Matuccia, San Giovanni, Catalano, Pizzo Garofalo, Guadamello, centro storico e La Penna. Per il riconoscimento formale da parte dell’amministrazione occorre che gli organismi, già liberamente costituiti, si iscrivano nell’apposito albo comunale dei Comitati di quartiere”.
Delineate anche le linee guida amministrative: “Per un corretto funzionamento, ogni comitato avrà i suoi organi, che sono: assemblea di quartiere, consiglio direttivo, presidente e vicepresidente, segretario-tesoriere e consiglieri. Tutti svolgeranno le loro attività a titolo gratuito.Le sedute del consiglio direttivo sono pubbliche. Le convocazioni del consiglio direttivo devono essere comunicate al sindaco che può partecipare alle relative sedute con diritto di parola. Possono essere invitati alle sedute del consiglio direttivo con diritto di parola, qualora la convocazione ne faccia esplicita menzione, assessori, consiglieri comunali, o rappresentanti di associazioni, ovvero cittadini che, per la loro particolare esperienza tecnica, possano portare un utile contributo ai lavori del consiglio. Della riunione viene redatto un verbale dal segretario – tesoriere”.
Definito anche il luogo dove verranno svolte le attività: “Ogni Comitato di quartiere, nei limiti delle disponibilità effettive del comune, è dotato di adeguati locali in cui ha sede. I locali saranno individuati in accordo con l’amministrazione comunale e potranno essere destinati, oltre che alle assemblee pubbliche e ai consigli direttivi, alle attività aggregative, culturali e ricreative della popolazione e delle associazioni del territorio.
Ai Comitati di quartiere possono essere concesse in uso ulteriori strutture comunali.
Sono a carico del Comitato di quartiere le spese di funzionamento delle sedi, dei locali e delle strutture comunali concesse in uso, salvo diversa e motivata disposizione dell’amministrazione comunale”.
Giusi De Novara
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