Riceviamo e pubblichiamo – La Protezione civile di Tuscania è costretta, oggi come oggi, a dover affrontare spese enormi per poter portare avanti il proprio ruolo di assistenza e di pronto intervento sul territorio: sono ormai circa due anni che questa onlus, costituita da 25 volontari, non riceve più il rimborso spese (circa 5000 euro l’anno) da parte della Protezione civile di Roma e dalla Regione Lazio.
È il presidente stesso che ha fatto fronte ai costi delle assicurazioni di un pick-up antincendio, di una Panda per la ricognizione e a quelli relativi alle visite mediche obbligatorie per i volontari. La convenzione fatta nel 2010 tra la onlus di Tuscania e la Protezione civile di Roma è stata disattesa.
La protezione civile di Tuscania con i suoi 25 volontari è orgogliosa di poter apportare il proprio aiuto e contributo al territorio. L’estate è vicina e voglio ricordare come queste persone s’impegnano ogni anno, con fermezza, determinazione e sacrificio, ad accorrere immediatamente alle chiamate per domare eventuali incendi, sostituendo il lavoro dei Vigili del Fuoco che non riescono a volte ad affrontare l’enorme numero di interventi.
Ma anche le spese sono tante (gasolio e assicurazioni) e da due anni devo essere io stesso a provvedere: la onlus di Roma è scomparsa, non hanno nemmeno risposto a una mia raccomandata in cui si chiedeva il motivo di tanto ritardo.
Spero solo che i fondi destinati a queste piccole spese, tutte documentate con fatture, siano ancora recuperabili perché c’è ancora chi crede nel valore e nella forza dell’impegno civile in questo nostro Belpaese, senza scopo di lucro.
Roberto D’Ippolito
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