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Acquapendente - L'appuntamento è articolato in due giornate

Santo sepolcro e Santissimo Salvatore, tutto pronto per il convegno

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Acquapendente

Acquapendente

– A pochi mesi dalla sua istituzione, il Cissas, Centro internazionale di studi sul santo sepolcro, organizza il II convegno di studi sulle cripte della Tuscia, dal titolo “Le cripte del Santo Sepolcro di Acquapendente e del Santissimo Salvatore al Monte Amiata nell’ambito delle cripte ad oratorium della Tuscia”, a cura del Presidente del Centro Studi Renzo Chiovelli.

L’appuntamento è articolato in due intense giornate, sabato 27 aprile dalle 10 presso il Teatro Boni di Acquapendente e domenica 28 aprile presso l’Abbazia del SS.mo Salvatore al Monte Amiata ad Abbadia San Salvatore.

Il convegno, a cui parteciperanno oltre venti studiosi provenienti dall’Università degli Studi di Roma “Sapienza”, di Siena e della Tuscia, oltre che da altre prestigiose istituzioni di studio che si occupano dell’argomento, si prefigge di approfondire la conoscenza delle cripte romaniche della Tuscia viterbese e della bassa Toscana, partendo dallo studio della monumentale cripta di Acquapendente, che conserva la copia più antica dell’edicola del Santo Sepolcro di Gerusalemme, e dell’altrettanto splendida cripta dell’altomedievale abbazia imperiale di Abbadia San Salvatore che è stata il modello e la capostipite delle numerose cripte monumentali, della tipologia ad oratorium, che si estendono sotto le aree presbiteriali della maggior parte delle più belle e importanti chiese romaniche della zona.

Nel corso del convegno verranno affrontati vari temi riguardanti le cripte ad oratorium, come quello della derivazione di questa tipologia di cripte romaniche che soprattutto nel XII secolo si diffuse in gran parte della Tuscia, per l’adorazione delle reliquie, dopo che la chiesa di San Pietro a Tuscania aveva portato nell’area viterbese il modello a navate che aveva avuto origine, nel territorio, con il monumentale esempio dell’abbazia amiatina.

Saranno, inoltre, toccati i temi del passaggio dalle cripte semianulari a quelle ad oratorium, dei loro metodi di analisi architettonica e di datazione, del reimpiego di elementi architettonici antichi od altomedievali nelle cripte, dell’impiego liturgico e decorativo del colore nelle cripte, anche mediante specifiche analisi di laboratorio, dei risultati degli scavi archeologici e delle tecniche costruttive medievali impiegate nella costruzione delle cripte.

Hanno contribuito all’organizzazione del convegno i Comuni di Acquapendente e Abbadia San Salvatore, la Basilica del Santo Sepolcro di Acquapendente e l’Abbaziale del SS. Salvatore al Monte Amiata; folto il gruppo degli enti patrocinatori: la Regione Lazio, le Province di Viterbo e di Siena, la Fondazione Carivit di Viterbo, l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, l’Associazione Europea della Via Francigena, l’Association Internazionale Via Francigena, gli Amici della Francigena di Abbadia San Salvatore, l’USAC University Studies Abroad Consortium, l’Unione dei Comuni Amiata e Val d’Orcia, l’Ordine degli Architetti della Provincia di Viterbo, l’Istituto Teologico San Pietro di Viterbo, oltre al Gruppo di Studi sulla cultura di frontiera “Cassia km 141”, il quale si è inoltre fatto carico dell’organizzazione pratica del convegno.


 

Gli interventi

Don Enrico Casturo

Parroco di Acquapendente

Intervento di saluto

Alberto Bambini

Sindaco di Acquapendente

Intervento di saluto

Architetto Renzo Chiovelli

Moderatore

Dalla cripte semianulari

a quelle ad oratorium: la cripta del Santo Sepolcro di Acquapendente e le cripte della Tuscia

Natalina Mannino

Università di Roma

“La Sapienza”

Le cripte nelle chiese cristiane. Questioni di fede e di architettura

Renato Stopani

Centro Studi Romei

Cripte romaniche e viabilità romipeta fra Tuscia annonaria e Tuscia suburbicaria

Sandra Pifferi

Centro Internazionale Studi

Sul Santo Sepolcro

I colori perduti delle cripte

Claudia Pelosi

Università degli Studi

della Tuscia

Analisi dei materiali costitutivi e della tecnica d’esecuzione degli apparati decorativi murali nelle cripte della Tuscia

Francesca Romana Moretti

Paola Pogliani

Università degli Studi

della Tuscia

Gli affreschi medievali nelle cripte della Tuscia

Vittorio Franchetti Pardo

Università di Roma

La Sapienza

Un caso problematico: la cripta del Duomo di Orvieto

Daniela Esposito

Patrizio Pensabene

Università di Roma

La Sapienza

Il reimpiego nelle cripte del XII° secolo della Tuscia

Luca Creti

Università di Roma

La Sapienza

Le cripte a sala del Lazio Settentrionale: il caso della Cattedrale di Civita Castellana

Padre Amedeo Riccardi

Parroco del Santissimo Salvatore

Saluto di benvenuto

Patrizia Mantengoli

Vicesindaco Abbadia

San Salvatore

Saluto di benvenuto

Italo Moretti

Università degli Studi di Siena

Note introduttive sulla cripta dell’Abbaziale del Santissimo Salvatore al Monte Amiata e le cripte della bassa Toscana

Carlo Prezzolini

Abbadia San Salvatore

San Salvatore ed il culto della Trinità nei secoli X°-XI°

Fabio Gabrielli

Università degli Studi di Siena

Le cripte della Toscana centro-meridionale tra X° e XI° secolo

Franco Cambi

Caterina Chiesa

Luisa Quaglia

Luisa Zito

Università degli Studi di Siena

L’Abbazia di San Salvatore: i culti, la cripta e la peste. Archeologia e antropologia

Antonella Lazzaro

Giulia Masini

Gabriella Libertini

Gruppo di studio sulla cultura di frontiera “Cassia Km 141”

Apparecchiature murarie a “grandi blocchi”. Dall’impiego nella chiesa abbaziale del Santissimo Salvatore sull’Amiata al reimpiego nelle cripte ad oratorioum della Tuscia.

 


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23 aprile, 2013

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