![]() Il presidente della Provincia Marcello Meroi |
Riceviamo e pubblichiamo – “Con Teodoro Buontempo ho condiviso anni di comune militanza, oltre ad un impegno parlamentare che ci ha visti spesso uniti su battaglie comuni. La nostra conoscenza risale al periodo in cui ero un giovane militante del Fronte della Gioventù e lui un dirigente del Movimento Sociale capitolino fra i più attivi. E’ stato un uomo che ha sempre portato avanti con coerenza e fierezza gli ideali della destra italiana, memore dell’antico motto ‘non rinnegare non restaurare’.
La destra di Teodoro era una destra autenticamente sociale, attenta ai diritti dei più deboli, fortemente radicata nel popolo e consolidata nelle borgate romane dove maggiormente si evidenziava il degrado e l’emarginazione. E’ qui che ha sempre raccolto il consenso necessario per essere eletto al Campidoglio come consigliere comunale ed in seguito alla Camera dei Deputati. Per inquadrare la grande umanità di Teodoro mi piace raccontare un aneddoto di qualche anno fa: un giorno, in aula a Montecitorio, ci raccontò come cambino le cose della vita. ‘Ieri – ci disse – sono andato a Regina Coeli, per una verifica ispettiva, con l’auto di servizio dell’Ufficio di Presidenza della Camera, quale componente dello stesso.
Ne e’ passato di tempo da quando, dopo occupazioni e presenze militanti nei quartieri più degradati di Roma, mi ci portavano con il cellulare della Polizia’. Politico, ma soprattutto uomo vicino alla sua gente, anche di sinistra, se comunque in difficoltà, a cui tutti riconoscevano onestà intellettuale e confermavano consenso: quel consenso lo ha sempre ripagato con l’impegno, la passione, la tenacia nel difendere con convinzione le idee in cui credeva e nel portare avanti le sue tante, spesso scomode, battaglie. Lo ha fatto sfidando pregiudizi ed ostilità ed anche al prezzo di aggressioni fisiche. Perché Teodoro aveva un coraggio da leone e non si fermava di fronte a nessun pericolo. Ai tempi della svolta di Fiuggi fu apertamente critico con la decisione di Gianfranco Fini, ma lo spirito comunitario e d’appartenenza lo spinse a restare in Alleanza Nazionale e a non seguire Pino Rauti sulla strada della rottura. Buontempo sapeva infatti combattere le sue battaglie a viso aperto, con dignità e trasparenza, ma adeguandosi poi alle decisioni prese a maggioranza dal partito.
Abbandonò An per aderire a La Destra quando l’incompatibilità con Fini era ormai diventata insanabile. Non fece una scelta di convenienza ma perfettamente coerente con la propria storia. L’ultimo incarico di rilievo che ha avuto è stato quello di assessore regionale alle politiche abitative nella Giunta Polverini ed in questa veste ha continuato fino all’ultimo a tenere fede alla sua idea sociale di destra sensibile e vicina ai problemi della gente. Con Teodoro se ne va un pezzo di storia della destra italiana, una parte importante della mia vita politica ma soprattutto un carissimo amico”.
Marcello Meroi
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