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Cultura - Tra gli interventi in agenda quello della sopraintendente Eichberg e quello dello studioso di storia locale Silvio Cappelli

“Pasolini viterbese”, domani il convegno a Roma

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Silvio Cappelli

Silvio Cappelli

Viterbo – (p.c.) – “La presenza di Pasolini nella Tuscia”. Questo il titolo dell’intervento di Silvio Cappelli, che si terrà domani 7 dicembre alle 16,30 a Roma, nel palazzo Patrizi Clementi, nell’ambito della conferenza “Pasolini ‘viterbese’: La sua casa nella Tuscia e l’amore per il paesaggio antico” organizzata dalla soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale.

L’intero programma prevede i saluti e l’introduzione della soprintendente Margherita Eichberg con un suo intervento dal titolo “La lezione di Pasolini: un appello alla tutela del patrimonio culturale e della bellezza ‘antica’ del paesaggio”. Nella locandina seguono: Silvio Cappelli, studioso di storia locale e autore del libro “Pier Paolo Pasolini: dalla Torre di Chia all’università di Viterbo” con l’intervento “La presenza di Pasolini nella Tuscia”; a seguire l’architetto Renzo Chiovelli, autore tra l’altro del libro “Tecniche costruttive murarie medioevali”, con “Una fortificazione medievale per Pasolini: Colle Casale”; l’architetto della soprintendenza Giuseppe Borzillo con “La torre di Chia, ‘rifugio’ di Pier Paolo Pasolini”; l’archeologa Carlotta Schwarz con “Tombe, grotte, pestarole: il paesaggio archeologico di Chia”; Gabriele Gallinari, attore e proprietario di casa Pasolini a Chia con “Vivere casa Pasolini, all’ombra del mito”.

Insieme a Silvio Cappelli sarà presente all’incontro anche l’editore Varo Vecchiarelli di Manziana. Il libro descrive in modo dettagliato il rapporto tra la Tuscia e Pier Paolo Pasolini, che è considerato uno tra i più grandi intellettuali italiani del Novecento. Con Viterbo capoluogo che ancora oggi non gli ha dedicato nessuno spazio pubblico.

Un lungo periodo che va dalla realizzazione del film “Il Vangelo secondo Matteo” del 1964 fino alla sua tragica e improvvisa morte avvenuta il 2 novembre 1975. E in mezzo ci stanno tantissime cose: l’acquisto della torre di Chia, la realizzazione del cortometraggio “La forma della città” di Orte per combattere e difendere l’identità tipica di realtà rurali e rupestri contro l’abusivismo e la deturpazione del “paesaggio più bello del mondo”, il suo impegno per una crescita culturale a favore della statalizzazione della Lut – Libera università della Tuscia unica con un indirizzo in Etruscologia, la collaborazione  al concorso fotografico internazionale indetto dall’ateneo viterbese avente per tema “Le risorse storico-archeologiche della civiltà etrusca e medievale”. La realizzazione del concorso Case di Chia nel verde. E poi ancora con il suo film Uccellacci e uccellini girato fra Viterbo e Tuscania, un interno del film Medea ambientato nei dintorni di Viterbo, stessa cosa per Il Decameron girato fra Viterbo e Nepi.

Insomma tanta roba per un incontro che si preannuncia interessantissimo.


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6 dicembre, 2022

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