Viterbo – “Tutta la nostra disponibilità ad aprire un dialogo con il vescovo Orazio Francesco Piazza sui temi del lavoro e sulla tutela dei diritti dei lavoratori. Tutta la nostra disponibilità ad aprire le porte del sindacato dei lavoratori al nuovo vescovo. La nostra non è solo un’apertura al confronto, ma una mano tesa, perché uniti si cammina meglio e le cose si fanno meglio”. L’invito arriva dal segretario generale della Uil di Viterbo Giancarlo Turchetti dopo l’intervista rilasciata a Tusciaweb dal vescovo Piazza nei giorni immediatamente successivi al suo ingresso ufficiale in diocesi avvenuto sabato scorso nel corso di una messa solenne nella cattedrale di piazza San Lorenzo.
“I temi affrontati dal vescovo durante l’intervista a Tusciaweb – ha dichiarato poi Turchetti – sono di fondamentale importanza per uno sviluppo equo, solidale e sostenibile del nostro territorio. Nel rispetto dei diritti e della dignità delle persone e verso un futuro dove nessuno resti escluso, soprattutto i più deboli, vittime invece, come lo stesso vescovo ha evidenziato, di un’economia rapace e violenta che mette e sta sempre di più mettendo ai margini le persone e i lavoratori. I ritmi del cammino umano si misurano sul più debole, come ha detto Piazza, non sul più veloce”.
Il segretario generale della Uil di Viterbo Giancarlo Turchetti
“Sul terreno dell’umano, dei diritti e della dignità della persona – ha detto il vescovo Piazza rispondendo alle domande dell’intervista – non può che esserci il dialogo e la voglia di costruire percorsi per affrontare e risolvere i problemi. Non ho l’illusione utopica di chi pensa che non si riuscirà mai a combinare niente. Cito madre Teresa di Calcutta. E’ una goccia, ma è qualcosa, perché quella goccia disseta una parte di umanità. Il messaggio è questo: intanto conoscerli ed incontrarli. E ovviamente la mia disponibilità ad affrontare i problemi che vanno affrontati”.
“Il mio metodo – ha proseguito il vescovo – è ‘non proteste, ma proposte’. Se non si fa così si va allo scontro sociale, e una guerra tra poveri non genera nessuna svolta positiva. La fatica di costruire proposte non deve dare l’idea che non si voglia fare niente. Il tempo del riflettere deve essere rispettato per fare le scelte opportune. Se sottraiamo all’analisi dei problemi il tempo faremmo scelte improvvide che avranno gambe corte. Noi invece dobbiamo pensare a medio e lungo termine. Cerchiamo di fare piccoli passi nella giusta direzione. Non ho la sindrome della prestazione. Per me provvidenza di Dio significa due cose, l’amore di Dio per l’uomo, ma anche la responsabilità dell’uomo verso ciò che ha ricevuto”.
Il vescovo di Viterbo Orazio Francesco Piazza
“I temi da affrontare – ha concluso infine Giancarlo Turchetti – sono tanti. Dalle prospettive di sviluppo del territorio, e da come esse vogliono essere perseguite e portate a compimento, alla condizione dei lavoratori, operai, braccianti, servizi, e dei pensionati. Fino alla costruzione di una crescita economica che sia rispettosa dell’ambiente e dei paesaggi, non solo naturali, ma anche antropologici, che lo caratterizzano. Soltanto per citare alcuni aspetti e problematiche. La nostra non è solo un’apertura al dialogo, ma una mano tesa. Perché uniti si cammina meglio e le cose si fanno meglio”.
Daniele Camilli
Multimedia: Fotogallery: L’intervista con Tusciaweb – L’arrivo del vescovo Piazza – La messa solenne – Video: Orazio Francesco Piazza in piazza San Lorenzo
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