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Riceviamo e pubblichiamo – Volevo riflettere con i lettori sulla questione turismo nella nostra amata città. Partiamo dai numeri per l’anno 2012: tremila turisti stranieri registrati nei B&B, 15mila presenze nei nostri alberghi, 12mila biglietti di ingresso a Viterbo sotterranea, 60mila presenze alle Terme dei Papi, 20mila presenze stimate alle terme naturali e 30mila presenze stimate di turismo organizzato con mobilità privata.
Diciamo che la situazione non è per nulla disastrosa e che in gran parte tutto ciò è merito dei cittadini che individualmente si organizzano e colgono le opportunità di sfruttare al meglio le bellezze della nostra città e dintorni.
E’ doveroso aggiungere l’opera dell’associazione Archeotuscia che, tra mille difficoltà burocratiche, è riuscita a prendere l’incarico di gestire e tenere in modo consono e dignitoso l’importante sito etrusco di Castel D’Asso e della chiesa di Santa Maria della Salute in via Ascenzi.
Ovviamente ciò che ancora manca e che è sotto gli occhi di tutti, è il coordinamento del settore turistico che deve necessariamente far capo al Comune, come quando, insieme con le associazioni di categoria, si sono stabiliti i turni, nei giorni di festa, degli esercizi di accoglienza al turismo ( bar, ristoranti etc.), con il risultato che negli ultimi tempi non si sono verificate le chiusure selvagge delle attività in giorni festivi tipo Pasquetta.
Ho proposto tre anni fa di cambiare la segnaletica turistica nel centro storico, inserendo i Qr code sulla stessa così da favorire ed indirizzare i turisti, però ancor tutto giace negli uffici. Occorre necessariamente supportare quelle realtà che cercano di organizzare pacchetti turistici con le navi da crociera che sbarcano migliaia di potenziali visitatori a Civitavecchia.
Personalmente, considerando la struttura urbanistica di Viterbo, preferirei che la futura amministrazione coordinasse ed incentivasse un turismo culturale e ricercato, anziché spingere su un turismo di massa che cozzerebbe con le nostre strutture ricettive.
Ultima cosa, ma non ultima per importanza, occorre estendere finalmente e definitivamente il divieto di transito delle automobili, regolandolo intelligentemente, in via San Lorenzo, via Chigi, via del Paradosso e quartiere San Pellegrino.
Antonio Obino Ego Sum Leo
Riceviamo e pubblichiamo – Si è tenuto mercoledì la terza sessione programmatica di ViterboVentiVenti.
Tema dell’incontro la disoccupazione in età matura, con la presenza e fattiva collaborazione dell’associazione Lavoro Over40, rappresentata dal presidente Giuseppe Zaffarano e dai delegati regionali.
L’intervento di Zaffarano ha dato un quadro generale al problema, nell’ambito del panorama attuale del mondo del lavoro e mettendo al corrente delle sperimentazioni che l’associazione ha fatto per dare un segno positivo alla sua soluzione.
“Non siamo soliti partecipare ad incontri organizzati da gruppi politici – afferma il presidente di Lavoro Over40 Zaffarano – ma il sincero interesse dimostratoci ci ha spinto a dare il nostro contributo a questo progetto innovativo che dimostra di aver capito che il conflitto intergenerazionale è devastante per la nostra società conclude.
Noi di Viterbo2020 crediamo che il Comune abbia la possibilità e il dovere di esercitare un ruolo proattivo per agevolare l’incontro fra le imprese e le professionalità che insistono sul proprio territorio, spesso non conosciute o correttamente valorizzate.
Obiettivo: coniugare in modo innovativo domanda e offerta. Presenta quindi il suo progetto sportello Protagora. Protagora, sofista ateniese del V secolo a.C., ebbe modo di esprimere una sua visione sul ruolo della politica: Tuttavia a garantire la sopravvivenza all’Uomo non bastano le “tecniche comuni” (agricoltura, falegnameria, artigianato, ecc…), ma è necessaria una “tecnica superiore” che permetta d’indirizzare le altre verso il “bene comune”: la politica.
Dunque la politica, se intesa come attenzione e indirizzo verso il bene comune deve fare.
Perché non sperimentare lefficacia di uno sportello Protagora del comune di Viterbo? Figure professionali di elevata e comprovata professionalità ed esperienza curriculare, competenti e proattive in grado di integrare il tessuto economico e produttivo locale, il nostro mondo del lavoro, con unofferta di capacità lavorative attentamente selezionata per caratteristiche, predisposizioni, aspettative e curriculum di studi e/o di lavoro.
Esistono, se non nella reale capacità di fare quanto meno nella forma, realtà preposte a questo compito e tuttavia per evidenti ragioni non raggiungono alcun obiettivo socialmente utile.
Svolgere simili compiti richiede voglia di fare, competenze, responsabilità, passione, impegno e solidarietà che dovrebbero essere sottoposte a particolari criteri selettivi non potendo soddisfare la mera somministrazione di un posto di lavoro a stipendio fisso garantito distante anni luce dai reali e gravi problemi di chi il lavoro non ha o ha perduto non per sua colpa.
Lo Sportello Protagora dovrebbe essere vicino a chi cerca lavoro, effettuare una selezione mirata e funzionale, adoperarsi concretamente nell’affiancare ogni candidato in un processo di miglioramento del proprio profilo e del modo di rappresentarsi attraverso metodologie consolidate seppure non convenzionali, costituendo un vero e proprio data base qualificato e organizzato secondo principi meno sterili e più utili alle imprese quando non anche certificati.
Non mancano esperienze anche in Italia, metodologie e attori specializzati e riconosciuti in questo settore, come non mancano le possibilità di accedere alle risorse messe a disposizione anche nell’ambito della Comunità Europea per sostenere tali iniziative.
Uno sportello vicino alle imprese nel comprenderne le esigenze con vero spirito di affiancamento e condivisione degli obiettivi, nellaccoglierne le istanze volte a favorire ogni possibile intervento del Comune nellintrodurre agevolazioni per creare quel volano indispensabile ad una ripresa di fiducia e spirito di collaborazione, nelloperare una selezione delle competenze.
Un vero link attivo, presente, coinvolto e motivato.
Non un deposito di carte e speranze disattese e non comprese nella loro drammaticità da chi dovrebbe occuparsene in modo ben diverso.
Mauro Favretto
Candidato nella lista Viterbo Venti Venti
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