Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Se c’era una cosa bella del Natale viterbese erano le spettacolari illuminazioni delle piazze e delle frazioni del capoluogo.
Un modello “Arezzo” che iniziava ad entusiasmare tutti, compreso il sottoscritto, che non vedeva l’ora di scendere in piazza del Plebiscito per vivere un’atmosfera magica.
Questo per quanto riguarda l’amministrazione Arena… Poi il tutto si è arenato.
Ho infatti provato un’immensa delusione arrivando quest’anno sotto il comune di Viterbo e trovando un’ambientazione natalizia arretrata di almeno 30 anni. Siamo tornati agli alberi di Natale, alle lucette, ai tappeti rossi, ad uno stile natalizio ormai sorpassato e non di certo turisticamente accattivante.
La scorsa amministrazione era stata lungimirante in questo: aveva capito che una città storica non va ricoperta di fili, va invece valorizzata con l’ausilio di luci ed impianti adeguati, in poche parole con la tecnologia mapping.
È un metodo innovativo andato in auge da pochi anni che riesce a trasformare i monumenti o le facciate dei palazzi storici in veri e propri spettacoli dal vivo. Era un vero piacere passeggiare in una Viterbo incantata: ora l’incanto purtroppo è finito.
E la cosa mi dispiace molto visto che, anche quest’anno, città molto più “evolute” come Arezzo o Siena stanno implementando gli spettacolari mapping delle piazze. E la risposta turistica, ovviamente, è già importante.
Siamo passati dal mapping alle lucine di Postalmarket, e questo non fa bene a Viterbo ed al suo Natale.
E per una città che deve essere turisticamente valida è devastante.
Edoardo Ciocchetti
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