Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Vittima un uomo soccorso dai carabinieri - Costretto a scappare di casa senza medicine - Imputata di maltrattamenti la donna

Picchiato dalla compagna per come è vestito, a Belcolle scatta il codice rosa al contrario

Condividi la notizia:

I carabinieri al pronto soccorso di Belcolle

I carabinieri al pronto soccorso di Belcolle


Vetralla – (sil.co.) – Codice rosa al contrario a Belcolle. È successo a un uomo picchiato, morso e graffiato dalla compagna il giorno dell’Immacolata di cinque anni fa. Sopraffatto dalla donna, cui non piaceva come si era vestito per uscire, sarebbe stato costretto a scappare di casa senza i farmaci salvavita che deve assumere con regolarità e a correre a chiedere aiuto ai carabinieri per riavere almeno le sue medicine.

Condotto al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle per le cure del caso, per l’uomo è scattata l’attivazione del codice rosa contro le violenze di genere. Era l’8 dicembre 2017. Movente del pestaggio l’abbigliamento: alla compagna, finita a processo per maltrattamenti in famiglia, non sarebbe piaciuto come si era vestito per uscire il dì di festa.

“Un codice rosa al contrario – ha spiegato al giudice Elisabetta Massini uno dei militari della stazione di Vetralla intervenuti in suo soccorso. “”Lo abbiamo messo in contatto con il numero contro le violenze di genere e abbiamo raccolto la querela per lesioni, che però è venuto a rimettere il giorno successivo”, ha proseguito il testimone, narrando un “copione” solitamente al femminile.

“Quando è arrivato in caserma era pieno di lesioni, di graffi. Ci ha detto che la compagna lo aveva picchiato, graffiato e morso, costringendolo a scappare senza medicinali indispensabili. Siamo andati noi a prendere i farmaci a casa della coppia. E non è stato facile calmare la signora, che era estremamente agitata, fuori di sé, al nostro arrivo. Lui non ha alzato le mani, è stata lei a picchiarlo per l’abbigliamento”, ha concluso.

Il processo riprenderà nell’autunno del prossimo anno. Sentenza, salvo imprevisti, la vigilia dell’Immacolata del 2023, esattamente dopo sei anni.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
16 dicembre, 2022

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/grazie-al-dottor-chegai-e-al-suo-reparto-di-radiologia-diagnostica/