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Elezioni 2013 - Il programma di Casapound in sette punti - La proposta della Destra per il centro storico - Andrea Bazzo (IdeAzione) lancia la proposta per gli scrutatori - Il senatore Bonatesta sulla polizia locale

L’attività dei candidati alle comunali di Viterbo

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Il pubblico all'appuntamento con Filippo Rossi

Il pubblico all’appuntamento con Filippo Rossi

Un'immagine di Viterbo

Viterbo dall’alto

Riceviamo e pubblichiamo – Una città ideata e costruita politicamente per essere città turistica non può assolutamente prescindere da un corpo di polizia locale adeguato negli organici e preparato professionalmente.

All’indomani della polemica sull’organico dei vigili urbani nel capoluogo sollevata dai rappresentanti sindacali di questi ultimi, soprattutto alla luce della risposta ‘ pilatesca ‘ data loro dal sindaco uscente Giulio Marini.

Siamo perfettamente d’accordo con i rappresentanti sindacali della polizia locale di Viterbo, consapevoli che il progetto di Viterbo città turistica non potrà mai realizzarsi se, tra le altre cose, non ci sarà un organico di vigili urbani sufficiente a garantire l’ordine, la sicurezza e l’efficienza di una città i cui residenti saranno chiamati ad una tranquilla “coabitazione” con una gran massa (si spera) di turisti alla scoperta della città e dei suoi tesori.

Non solo: l’aumento dell’organico portandolo ai livelli massimi previsti dalla normativa è la riprova che almeno noi, nel multiforme panorama di candidati per il rinnovo del consiglio comunale di Viterbo, ci siamo posti il problema della crisi prevedendo l’unico progetto in grado di darvi risposta in termini di posti di lavoro reali, vale a dire attraverso lo sviluppo del Turismo con la T maiuscola.

Viterbo città turistica non è uno slogan dunque, ma con noi diventerà una realtà.

Viterbo città turistica non potrà, pertanto, accontentarsi dei due vigili urbani in più promessi dal sindaco uscente Giulio Marini ma dovrà dare lavoro e stabilità ai 212 vigili urbani previsti dall’organico.

Ovviamente non si tratta di una promessa elettorale, ma di una conseguenza ovvia e spontanea della realizzazione del progetto di cui siamo portatori.

Chiariamo subito, da amministratori e politici seri, che i 212 vigili urbani che necessitano a Viterbo non saranno disponibili all’indomani della nostra eventuale elezione ( non essendo ancora Viterbo una città turistica) ma cresceranno di pari passo con il realizzarsi del progetto.

Ovviamente questa (ribadiamo) non è una promessa elettorale ma un preciso impegno programmatico da parte di un movimento che al primo posto della sua attività politica ha messo gli interessi legittimi dei viterbesi e il legittimo e trasparente sviluppo del territorio, affidando il progetto a candidati che non hanno interessi personali da far valere attraverso la politica e, soprattutto, che non hanno dietro le spalle né padrini politici né padroni del business privato.

Michele Bonatesta
Candidato sindaco


 

Riceviamo e pubblichiamo – Il partito socialista Italiano  membro del centro sinistra a livello nazionale  insieme al Pd votando Napolitano e a supporto di Letta per la formazione del nuovo governo, a favore delle larghe intese; dopo aver  organizzato le primarie sia con Italia Bene Comune  che per il candidato Sindaco di Viterbo, per le prossime elezioni comunali nella Tuscia, sostiene le liste di centro sinistra con il Pd ed a Viterbo il candidato sindaco Leonardo Michelini.

I dirigenti del Psi partecipano e parteciperanno alla campagna elettorale congiunta del Centrosinistra, a fianco dei  dirigenti e candidati dei partiti,movimenti, liste civiche dialogando e creando ponti in particolar modo con tutte quelle liste di rinnovamento ed  i candidati con voglia di cambiare la politica a partire da Viterbo 2013.

Il Psi per risolvere la grave crisi,ha a cuore la governabilità dell’Italia e dei Comuni, supportando candidati Sindaci e futuri Assessori esperti nei loro setttori,provenienti dalla società del fare e dalle varie  professioni.

In periodo di grave crisi come quella attuale gli elettori chiedono per ben governare il coinvolgimento di tutti amche della cosidetta opposizione.

Solo così,si può uscire dal tunnel e rinnovare i partiti e la politica.

Segreteria di Viterbo del Psi


Riceviamo e pubblichiamo – Le proposte di Viva Viterbo per la scuola.

“Un patto tra amministrazione e imprenditori per intervenire sull’edilizia scolastica e per arrivare anche a Viterbo a dar vita concretamente agli istituti comprensivi oggi solo sulla carta. Un percorso che ponga la scuola al centro della vita di quartiere e in rete con tutte le realtà cittadine”.

È questo il progetto per le scuole viterbesi del Movimento Viva Viterbo presentato durante un incontro alla libreria del Teatro al quale, assieme al candidato Sindaco Filippo Rossi e al candidato Luciano Osbat, hanno partecipato anche il segretario provinciale della Uil scuola Tonino Longo e il segretario generale della Cisl scuola Brunella Marconi.

“La scuola – spiega Filippo Rossi, candidato sindaco di Viva Viterbo – riveste un ruolo centrale per l’intera collettività Viterbese, perché coinvolge nuove generazioni, futuri lavoratori, famiglie, docenti, ausiliari tecnici e amministrativi, quartieri. La scuola è parte integrante del progetto culturale che proponiamo per Viterbo. Non un mondo separato e distante dalla città, ma un suo punto di riferimento che va messo a sistema con tutte le altre risorse del territorio. Un punto di riferimento per il quartiere.

Non possiamo infatti pensare alla scuola – sottolinea Rossi – senza immaginare di metterla a sistema con l’offerta culturale. Senza coinvolgerla negli eventi e senza rendere partecipi gli studenti della fruizione del patrimonio storico, artistico, archeologico e ambientale. Vogliamo che ogni quartiere cittadino diventi un piccolo distretto culturale dove la scuola è centrale e al tempo stesso protagonista”.

Nel comune di Viterbo ci sono 7 istituti comprensivi (Grotte Santo Stefano, Egidi, Vanni, Canevari, Fantappié, Ellera, Carmine) per un totale di 7.070 alunni (infanzia, primaria e media). “La loro istituzione – prosegue Filippo Rossi – ha portato all’eliminazione delle direzioni didattiche e delle scuole medie creando a Viterbo notevoli problemi amministrativi. Perché? Perché a Viterbo gli istituti comprensivi esistono solo sulla carta. Le scuole non sono aggregate in un unico quartiere e gli alunni non seguono un percorso formativo all’interno dello stesso edificio. Una situazione che nei prossimi anni deve essere assolutamente risolta.

L’istituto deve diventare un punto di riferimento per il quartiere e al tempo stesso una risorsa imprescindibile per le famiglie e le nuove generazioni, a partire anche da un utilizzo più razionale delle strutture esistenti. Istituti e quartieri, in sinergia tra loro, devono diventare veri e propri Poli formativi al servizio della città. Per raggiungere questo obiettivo ed intervenire anche sull’edilizia scolastica – conclude Rossi – è fondamentale stabilire un patto tra amministrazione, imprenditori, sindacati, organizzazioni professionali e di categoria per il rifacimento delle scuole anche attraverso i piani integrati”.

Tra le altre proposte di Viva Viterbo, ci sono anche “l’apertura pomeridiana delle scuole con attività rivolte ai ragazzi, la realizzazione di una biblioteca di quartiere all’interno di ogni Istituto Comprensivo, lo sviluppo di un trasporto scolastico anche per eventi e attività sportive e culturali scolastiche ed extrascolastiche per dare a tutti i ragazzi la possibilità di essere partecipi delle esperienze formative proposte, la collaborazione con l’Università della Tuscia e l’obiettivo di trasformare o realizzare edifici autosufficienti dal punto di vista energetico”.


 

Riceviamo e pubblichiamo – Una lista diversa, innovativa, formata da chi vive tutti i giorni i problemi dell’ impresa, del lavoro e quindi del sociale e della famiglia.

Niente deleghe in bianco ai soliti politicanti. Artigiani, commercianti, lavoratori, imprenditori,studenti, inocuppati si impegnano in politica per renderla più vicina ai bisogni reali della gente e cercare di superare la grave crisi.

Dopo il fallimento dei tecnici e degli ultimi governi che ci hanno portato quasi alla bancarotta è ora di cambiare anche a Viterbo.

Nasce così la lista Viterbo che lavora, autonoma, non di partito, fatta dalla gente per la gente.

La forza della lista è nel gruppo,senza un capo precostituito,con un candidato a Sindaco Ugo Biribicchi, espressione di tutti i candidati,piccolo imprenditore artigiano elettricista, volontario praticante del soccorso alle persone ed impegnato nell’ associazionismo della categoria artigiani elettrici.

Gli altri candidati sono imprenditori: nel settore metalmeccanico, informatico,sanitario e del benessere, edile,delle energie alternative,della mobilità elettrica, del commercio, dei servizi alle aziende, agli enti e alle famiglie. Sono lavoratori nel settore sanitario e parasanitario, inoccupati, precari.

Molti giovani e donne,veramente un vero spaccato della società attuale del fare, già impegnata nelle proprie associazioni di categoria, nel volontariato e nel sociale, che vuole più rappresentanza per dare concretezza all’ azione dei partiti,delle associazioni.

Viterbo che lavora cambierà Viterbo.

I candidati di Viterbo che lavora


 

Riceviamo e pubblichiamo – Alle prossime elezioni comunali riserviamo il ruolo di scrutatori ai giovani disoccupati.

In un momento di profonda crisi come questo, in cui la disoccupazione giovanile tocca livelli superiori al secondo dopo guerra, dove milioni di italiani non riescono ad arrivare alle terza settimana del mese, vedendosi costretti a risparmiare perfino sulle spese mediche, la politica deve fare la sua parte, deve dare l’esempio.

La nostra proposta, una piccola proposta, che non vuole essere uno spot elettorale ma il primo passo per iniziare ad agitare le acque, è semplice: aprire, già dai prossimi giorni, una lista speciale e privilegiare per ricoprire il ruolo di scrutatori chi è attualmente in cerca di occupazione.

In questo modo, oltre ad offrire una forma di tutela – benché limitata – a chi è maggiormente esposto alla crisi, daremo un segnale forte e cioè che politica significa, innanzitutto, servizio al cittadin.

Un appello trasversale che si rivolge a tutte le forze politiche in lizza. Noi ci siamo e speriamo che tutti raccolgano il nostro invito.

Andrea Bazzo
Candidato consigliere comunale per IdeAzione nella lista Viterbo 2020


 

 

Riceviamo e pubblichiamo – Al di là dei proclami di facciata di ciascun candidato a sindaco, reputo opportuno cominciare a parlare di ciò che i viterbesi vorrebbero ascoltare, in termini lontani dal politichese, su cosa andrebbe subito fatto per ridare nuova linfa vitale alla città.

Molti spunti riportati nel “Programma della Destra per Viterbo per Andrea Scaramuccia sindaco” recentemente diffuso meritano un approfondimento sulla loro genesi, che in larga parte deriva semplicemente dal buon senso applicato al vivere quotidiano.

E’ un dato di fatto, ad esempio, che il centro storico appare sempre di più come un nobile in decadenza. Con la inevitabile e fisiologica espansione della città verso l’esterno della cinta muraria, agli antichi fasti commerciali ed artigianali si è andato via via sostituendo un deserto, appena presidiato da qualche residuo negozio d’abbigliamento (in larga parte riconducibile a pochi nomi) e da poche, lodevoli quanto coraggiose, iniziative nel campo della ristorazione e della somministrazione.

Ora il centro dovrà poter vivere di turismo. Che è fatto di accoglienza, alternative, pulizia, vita.

Invito chiunque ad andare a chiedere ad ogni gestore perchè non ha interesse, allo stato attuale, a far si che il suo locale viva di nuova vita attraverso, che so, il rinnovo o la predisposizione di  stigliature esterne (tavoli, poltroncine e quant’altro), la filodiffusione musicale o l’organizzazione di piacevoli serate di pianobar, eventi culturali (prosa e poesia, presentazione di un libro) o degustazioni.

La risposta è semplice: allo stato delle cose non conviene.

I gestori, come ogni altro imprenditore, i conti se li fanno. E fra tassa d’occupazione di suolo pubblico e Siae ogni evento ha costi spesso tripli rispetto ai ricavi. Tristemente, ciascuno di loro preferisce sopravvivere con il “mordi e fuggi” o, se è fortunato ad avere la propria attività vicino a San Pellegrino o piazza del Gesù, rispettivamente sfruttare i mesi di luglio e di maggio per raccogliere le briciole degli unici eventi presenti in calendario.

Se vogliamo che Viterbo diventi veramente un salotto, che al contempo dia di che vivere a tutti coloro che operano al suo interno, abbiamo una sola strada percorribile: coinvolgere gli imprenditori facilitando il loro lavoro. 

Abbiamo proposto lo sviluppo del concetto di “evento diffuso”, gestito e controllato dagli stessi esercenti, per poter raggiungere all’unisono due grandi obiettivi: controllo dei malintenzionati e rilancio del lavoro.

Facendo coincidere gli interessi di amministrazione ed operatori.

La prima si farà carico della tassa di occupazione di suolo pubblico e della Siae finora dovute da ogni esercente, in cambio di controllo ed organizzazione pianificata di eventi a carico di chi imprende.

Altre non meno importanti proposte riguardano un’agevolazione Imu per quei proprietari di immobili sfitti che intendano farli rivivere ed a chi aprirà attività legate al turismo (souvenir, informazioni turistiche, prodotti tipici, mostre, guide etc.)

L’operazione avrebbe un costo annuale per Palazzo dei Priori di circa 300mila euro in termini di mancati introiti fiscali e soldi dovuti alla Siae, a fronte di risparmi per circa 180mila euro su altri fronti. La differenza ci sembra un costo sociale equo da sostenere affinchè il centro torni agli antichi fasti: questo non significherà nuove tasse, individuando la cifra mancante in altri capitoli di bilancio da rivedere. E non mancano.

Umberto Ciucciarelli
Candidato consigliere comunale della Destra Viterbo


Riceviamo e pubblichiamo – Mario Baccini, ala cattolica del Pdl, a Ronciglione per confermare il sostegno al sindaco Marini di Viterbo.

Si è svolta a Ronciglione nella locale sede la riunione del direttivo provinciale dei Cristiano popolari alla presenza del presidente nazionale Mario Baccini, dei coordinatori cittadini e dei simpatizzanti e amici presenti numerosi. Oggetto della riunione la scelta di appoggiare alle prossime elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Viterbo il candidato a sindaco Giulio Marini.

Unanime consenso alla proposta è giunto da tutti i membri del direttivo e dai presenti alla riunione. Dopo un’attenta disamina della situazione politica nazionale e provinciale e il plauso alla riconferma di Giorgio Napolitano a presidente della Repubblica al quale si univa l’assemblea tutta e il commento ai risultati delle ultime elezioni in Friuli dove si è ripresentato un leggero scarto tra i due maggiori partiti Pd-Pdl (+0,45% Pd) e dal flop del movimento 5 stelle che ha visto perdere i 3/4 dei suoi consensi (193mila voti alle elezioni politiche di due mesi fa ed ora 53mila voti circa), proponeva all’assemblea la candidatura nella Lista Pdl al Comune di Viterbo di Giuseppe Venanzi dei Cristiano popolari di Vetralla e presidente del consiglio comunale di Vetralla.

All’unanimità è stata accettata tale candidatura che concretizza e onora il lavoro svolto nel viterbese da tutta la squadra dei Cristiano popolari. In un momento di crisi di valori e di una politica senza guida i Cristiano popolari vogliono riportare al centro del discorso il territorio e i suoi problemi con persone impegnate nel sociale, al servizio della collettività e non di una segreteria politica. Venanzi rappresenterà i Cristiano popolari, soci fondatori grazie a Mario Baccini del Pdl, nella lista guidata da Giulio Marini.

Una persona, Giulio Marini, seria e onesta presente sul territorio il quale, non molto tempo fa, scelse di restare sindaco di Viterbo lasciando la carica di parlamentare con tutti i benefit annessi. Una tale scelta poteva essere fatta solo da chi ha nelle proprie vene il territorio ed il bene della sua collettività e cristiano popolari del viterbese si riconoscono in questi valori non economici e quindi non negoziabili. Per una politica vicina alle piccole e medie imprese, alla gente, alle famiglie quali istituzioni fondamentali della società italiana, senza condizionamenti e interessi personali.

Luciano De Fermo
Coordinatore provinciale dei Cristiano popolari di Viterbo


 

Riceviamo e pubblichiamo – Il programma di Casapound per la città di Viterbo si basa su sette punti principali:

1) Edilizia sociale:

– creare un ente che realizzi case e quartieri a misura d’uomo con soldi pubblici, senza scopo di lucro e che venda a prezzo di costo questi alloggi a famiglie non proprietarie con la formula del mutuo sociale,
– erogazione di un mutuo senza interesse, con una rata che tenga conto della situazione reale del contraente ed abbia queste caratteristiche: non superi 1/5 delle entrate della famiglia, si possa bloccare in caso di momentanea difficoltà ’(disoccupazione ecc.) per riprendere rimodulata e senza penale, che non passi attraverso banche e finanziarie.

Per realizzare questo progetto si potrebbe partire anche dall’’utilizzo di immobili già’ presenti sul territorio facenti parte del demanio dello stato. Questo progetto oltre che agevolare l’’acquisto della prima casa per i cittadini viterbesi, andrebbe a creare un notevole rilancio del settore edilizio con conseguente incremento di posti di lavoro.

2) Dequitalizzare il Comune:

Casapuond Italia intende revocare il mandato che permette all’agenzia di riscossione di crediti Equitalia di agire sul territorio del Comune di Viterbo, prendendo come esempio alcuni comuni del nord Italia, nei quali questo esperimento sta dando buoni risultati.

Riorganizzeremo l’’autoriscossione da parte del Comune per quanto concerne i tributi non versati: in questo modo si otterrà’ un risparmio poiché la riscossione non sarà più delegata, rappresentando un costo ulteriore per la collettività’, e ciò’ renderà’ possibile porre in essere una politica di recupero etica e più’ accessibile per i cittadini.

3) Lavoro:

– Creazione di mercati rionali: caratterizzati dalla presenza di più esercenti che effettuano attività giornaliera su aree pubbliche, con l’ausilio di strutture semi fisse (box) o all’interno di veri e propri mercati coperti che raggruppino sia la vendita al dettaglio del prodotto del settore agricolo/alimentare biologico (cosiddetto a km zero) sia la piccola attività artigianale ( calzolaio, sarta piccole riparazioni ,merceria, ecc.) ovvero attività che vanno scomparendo anche per l’alto costo di gestione dei laboratori.

– Reintegrazione: L’’attuale crisi ha prodotto, fra i tanti mali, anche centinaia di disoccupati (tra i quali molti ultra-quarantenni) che rappresentano un problema anche nella nostra provincia. Vogliamo cercare una soluzione pragmatica e diretta volta a creare un vero reinserimento nelle attività lavorative, con una politica che non sia solo assistenzialista, ma soprattutto in chiave produttiva affinché l’’individuo non pesi sulla Comunità, bensì contribuisca a sollevarla da inutili sprechi.

-“ Sviluppo Viterbo: creare un fondo comunale di prestito a tassi agevolati per piccole e medie imprese locali. Questa operazione andrebbe ad aiutare le attività’ colpite dalla “crisi” e costituirebbe un incentivo per i giovani e le famiglie con progetti commerciali. Inoltre il fondo , interamente gestito ed erogato dal Comune, non avrà’ intermediazioni private o bancarie.

4) Trattamento rifiuti:

– Creare un sistema di trattamento dei rifiuti ad acqua, privo di qualsiasi forma di combustione, in grado di differenziare oltre l’85% dei materiali riciclabili.

Questo tipo di ‘impianto, inoltre, è in grado di differenziare, con un’efficacia del 75%, i rifiuti organici, che diventano terriccio stabilizzato e biogas. Si tratta di un sistema che non produce odori molesti o rumori che superano i limiti di legge, autosufficiente dal punto di vista idrico e che genera energia elettrica dal biogas prodotto, che eccedendo il fabbisogno giornaliero dell’impianto produce utili. Il sistema non esclude la raccolta differenziata, la quale risulterebbe vantaggiosa per diminuire il materiale in discarica.

I costi di messa in opera ammonterebbero a circa 3 milioni di euro, un investimento che produrrebbe vantaggi reali in termini di abbattimento dei costi del servizio, energia pulita e posti di lavoro.

A questo punto la tassa sui rifiuti (Tarsu) calerebbe sino a diventare irrisoria, in quanto i rifiuti non sarebbero più una spesa ma bensì una risorsa energetica pulita e sfruttabile.

5) Piano urbanistico:

– Chiusura al traffico nel centro storico: Mantenendo percorribili le arterie principali così da collegare quattro punti strategici della città.

– Riequilibrio del numero di parcheggi gratuiti rispetto a quelli a pagamento limitrofi al centro storico (ritoccando al ribasso le attuali tariffe) ed inoltre creare un servizio di trasporto pubblico interno efficiente.

– Ristudiare una viabilità non finalizzata, come avviene attualmente, esclusivamente al raggiungimento dei centri commerciali posti fuori le mura, ma che sia un invito a ricercare l’interno della città da raggiungere comodamente attraverso l’uso di parcheggi posti in luoghi strategici e con l’utilizzo delle navette. Così facendo si ridurrebbe l’impatto ambientale del traffico aiutando la progressiva riduzione delle automobili in circolazione.

– Abbattimento delle barriere architettoniche nella più vasta area possibile della città (intendiamo non solo le barriere architettoniche classiche come scale e marciapiedi troppo alti ma anche assetti stradali sconnessi come quelli spesso presenti in centro a causa anche della pessima manutenzione riservata alle strade coi sanpietrini.

– Creazione di un assetto urbano che tenga conto anche della presenza in molte famiglie di animali domestici e quindi zone a loro riservate.

6) Taglio agli sprechi:

– Monitoraggio sulle “municipalizzate” con successivo ridimensionamento degli stipendi dei Managers per un progressivo ritorno alla gestione da parte del Comune dei servizi pubblici.

7) Turismo e cultura: 

– Termalismo: gestione comunale di tutti le fonti termali presenti sul territorio, conseguenti migliorie agli impianti ed incentivi alle attività ricettive favorevoli ad aderire a questo progetto. Basta con centinaia di tasse e restrizioni, ma massima libertà per agriturismi e bed and breakfast.

– Rilancio del turismo attraverso la rivalutazione del centro storico.

– Un circuito di manifestazioni costante nell’arco di tutto l’anno e che investa l’intero centro città, e non una zona circoscritta. Organizzazione di rassegne tradizionali e culinarie che permettano di incentivare e rilanciare i nostri prodotti locali , attirino visitatori e creino cooperazione e senso di appartenenza fra la cittadinanza.

– Riscoperta e conseguente apertura di nuovi siti della “Viterbo Sotterranea”, a molti sconosciuta e patrimonio importante della città.

– Divieto di operare sul territorio comunale per i Circhi che usano animali di qualsiasi tipo nei loro spettacoli, in quanto crediamo che questa inutile forma di intrattenimento sia diseducativa ed assolutamente non etica nei confronti degli animali. A ciò si aggiungano motivazioni di tipo economico dato che i circhi ricevono lauti contributi che, in tempo di crisi, dovrebbero essere destinati in aiuto dei cittadini e delle imprese.

Casapound Italia per il Comune di Viterbo
Diego Gaglini sindaco


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27 aprile, 2013

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