Il funerale di Sinisa Mihajlovic
Roma – “Il guerriero Sinisa ha vinto con la dolcezza della fragilità. Ha affrontato la malattia con coraggio”. Così l’arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana Matteo Maria Zuppi durante l’ultimo saluto all’allenatore Sinisa Mihajlovic, morto tre giorni fa a 53 anni.
I funerali del calciatore e allenatore serbo si sono svolti nella basilica di Santa Maria degli Angeli. Ieri la camera ardente in Campidoglio.
Il funerale di Sinisa Mihajlovic
“Togliamo le pietre dal nostro cuore per vivere in pace con noi e gli altri. Ha affrontato la malattia con coraggio, dandone anche ad altri – ha detto l’arcivescovo -. Lo ha fatto mostrando la fragilità dolce di un guerriero, che è tale perché sa rialzarsi o ci prova. La fragilità è una porta, non un muro. Ci stringiamo intorno a loro e a chi è legato a lui. Sinisa voleva diventare vecchio con tanti nipoti, è stato uno capace di dare un’occasione a chi non l’aveva mai avuta. Proprio perché è una madre non si arrenderà mai al dolore dei suoi figli. È un saluto doloroso che ci lascia increduli”.
“Era un uomo ruvido, diretto, schietto, ma anche dolce e tenero – ha aggiunto Zuppi -. La vera forza non è quella di sentirsi invincibili, ma la capacità di rialzarsi”.
Il funerale di Sinisa Mihajlovic
Presenti tra gli altri il commissario tecnico Roberto Mancini, Francesco Totti, Francesco De Rossi, Gianluigi Donnarumma e le squadre del Bologna e della Lazio. Anche le massime cariche dello sport italiano: il ministro per lo Sport Abodi, il presidente del Coni Malagó e il presidente della Figc Gravina. Migliaia i tifosi all’esterno della chiesa.
Il feretro di Mihajlovic sarà portato al cimitero monumentale del Verano.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY