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Viterbo - Peparello (Confesercenti): “Avrebbe rappresentato il 12-14% di persone disposte a fare acquisti”

“Senza il mercatino di Natale si penalizzano le visite nel centro storico”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Senza mercatino di Natale si penalizzano le visite nel centro storico”. A dirlo è Vincenzo Peparello, presidente di Confesercenti Viterbo, nel corso della conferenza stampa di fine anno nella sede viterbese dell’associazione in viale Bruno Buozzi, quartiere Pilastro.

”Il mercatino di Natale – ha poi proseguito Peparello – rappresenta infatti il 12-14% di persone in più che per fare gli acquisti di Natale vanno nei mercatini. Non farlo e’ stata un’occasione persa per tutti”.


Vincenzo Peparello

Vincenzo Peparello


La questione è nota. L’amministrazione comunale della sindaca Chiara Frontini voleva spostare gli ambulanti in viale Marconi. Gli ambulanti hanno rifiutato e il mercatino, a parte sporadiche presenze del food, non si è più fatto. Per la prima volta da anni a questa parte. La settimana scorsa, sotto le finestre di palazzo dei Priori in piazza del comune, anche una manifestazione da parte degli ambulanti contro la scelta di sindaca e amministrazione.

”In contesto di grandi incertezze – ha poi proseguito Peparello – il mese di dicembre sarà un test importante per valutare lo stato di salute dell’economia e in particolare dei consumi. Secondo nostre stime, elaborate a partire da sondaggi a livello nazionale condotti con Swg ed Ipsos, quest’anno si spenderanno in media per i regali 197 euro, un budget in calo di 39 euro rispetto al 2021. A pesare, incertezza e riduzione del potere d’acquisto a causa dell’inflazione, che frenano gli acquisti in una larga parte della popolazione”.

A risentire della crisi, secondo i dati nazionali di Confesercenti, è soprattutto il commercio, dove “quasi la metà delle attività che aprono – ha sottolineato il presidente di Confesercenti – chiudono poi nell’arco di 5 anni”.

”Al grande crollo dei consumi della pandemia, – spiega inoltre una nota dell’associazione – con 107 miliardi di euro in meno nel 2020, fa oggi seguito l’inflazione, che nel 2022 ha ridotto di 7,2 miliardi la spesa delle famiglie. A un incremento dei prezzi che quest’anno sarà in media pari all’8% seguiranno variazioni del 5,1% nel 2023, del 4% nel 2024 e del 2,9% nel 2025. Siamo cioè giunti alla fine di un lungo periodo di assenza dell’inflazione. Complessivamente nel quadriennio 2022-2025 l’aumento dei prezzi comporterà un’erosione del potere d’acquisto delle famiglie di 22 miliardi, che significa ridurre le prospettive di spesa per consumi di almeno 17 miliardi”.

“Le prospettive per il 2023, dunque – commenta Peparello – non sono così rosee. Alla fine del prossimo anno i redditi e i consumi delle famiglie arretreranno sui livelli del 2016. Il prossimo anno, la compressione dei consumi riporterà il tasso di crescita del Pil al di sotto dello 0,5% segnando di fatto la fine del rimbalzo post pandemico. Peserà anche l’aumento dei tassi d’interesse”.
“La manovra avviata dalla Banca centrale europea determinerà una risalita dei tassi al di sopra del 3,5% nel 2023 e del 4% nel 2024, senza prospettive di successive riduzioni nel 2025. Per le nostre imprese significa subire un aggravio del costo dei finanziamenti di almeno 9 miliardi nel corso del prossimo triennio”.

Per quanto riguarda i settori economici, il commercio oscilla tra inflazione e boom dell’online. Aumentano così le difficoltà delle imprese nel settore del commercio, che dal 2016 a oggi si sono ridotte di quasi 73 mila unità, di cui oltre 30 mila nel 2019 ad oggi.

“La vita media di queste imprese si è, negli ultimi anni, notevolmente accorciata – ha detto Peparello -. Nel commercio, meno della metà, il 43,6% ormai raggiunge i cinque anni di attività”.
Infine il turismo. “Dopo un primo trimestre dell’anno sottotono – ha concluso Vincenzo Peparello – con ancora 16 milioni di presenze in meno rispetto allo stesso periodo del 2021, la primavera ha visto tornare finalmente i flussi di viaggiatori. Ma nonostante la buona ripresa, tra gennaio e agosto di quest’anno le presenze si sono fermate a 292 milioni. A mancare sono soprattutto le presenze straniere”.

Daniele Camilli
 
 


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21 dicembre, 2022

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