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Anche tu redattore - Tre lettrici scrivono: "Sembra di essere tornati indietro nel tempo come nel film Non ci resta che piangere"

“Treno Viterbo-Roma, in media 3 ore e mezza per fare 65 chilometri”

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Un treno

Un treno

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Siamo tre docenti che stanno svolgendo un anno di insegnamento in una scuola romana, non per scelta, ma perché il ministero dell’Istruzione non ha autorizzato i posti in ruolo a Viterbo, nonostante abbia bandito ed espletato un nuovo concorso ordinario, ma questo è un altro discorso.

Ogni giorno prendiamo il treno o da Porta Romana o da Porta Fiorentina. Noi, come tanti, lo chiamiamo “il viaggio della speranza”. Da settembre ci è capitato di tutto, dai ritardi giornalieri (che vanno dai 10minuti a 2 ore e più), agli autobus sostitutivi (quando li mettono) che ti portano a Cesano di Roma, alle cancellazioni delle corse anche di prima mattina. Per non parlare dei guasti dei passaggi a livello, in mezzo al nulla, dove spesso sono dovute intervenire le forze dell’ordine.

Voi vi chiederete come intervengono? Mettendosi in mezzo al passaggio al livello bloccando le macchine. Ecco, sinceramente ci sono giorni in cui ci sembra di essere tornati indietro nel tempo un po’ come nel film “Non ci resta che piangere”, perché a volte dal nervoso escono anche le lacrime. Tutti i giorni facciamo 65 chilometri all’andata e 65 chilometri al ritorno, e in media (quando va bene) 3 ore e mezza o 4 di viaggio. 

I lettori si chiederanno perché non prendiamo la macchina? In effetti una città di provincia dovrebbe avere delle vie di comunicazione con la capitale piuttosto agili, ebbene no. Con la macchina sarebbe comunque un dramma: lo è per i nostri colleghi che lavorano a 10/15 chilometri dalla scuola, figuriamoci per noi che non abbiamo collegamenti degni di una città di provincia.

Ieri mattina, per esempio, giornatina tipo: sveglia alle 5,20, partenza alle 6,15 da Porta Fiorentina, arrivo a Roma alle 9. Tre ore di treno.

Il treno da Capranica ha annunciato “probabile ritardo imprecisato per un guasto alla linea”, che man mano è diventato di un’ora e più. Premettiamo che questo guasto alla linea è stato annunciato la mattina precedente e la sera precedente (al ritorno).

Tutto questo percorso accidentato provoca ai lavoratori non pochi disagi ed è assurdo che si verifichino spesso la mattina presto, quando ci sono orari lavorativi da rispettare, specialmente per noi insegnanti che dobbiamo accogliere i bambini e i ragazzi. Per fortuna nella nostra scuola abbiamo colleghi molto comprensivi, che hanno capito perfettamente il disagio che quasi ogni giorno dobbiamo affrontare.

Inoltre questa situazione, che va ormai avanti da anni, certamente non contribuisce alla crescita della nostra città, che in primis ha bisogno di una rete di comunicazione adeguata. Per gli studenti, per i lavoratori e per i turisti sarebbe opportuno pensare a come migliorare questo atavico problema che sembra irrisolvibile.

Per la crescita della città non serve organizzare eventi chissà quali, perché Viterbo attirerebbe molti turisti e studenti per la sua storia e il suo patrimonio artistico e culturale. Se solo fosse collegata con il resto del mondo.

Segnalazione firmata


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22 dicembre, 2022

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