26 dicembre – Piazza San Pellegrino alle ore 17
Viterbo – 26 dicembre, Santo Stefano, il giorno dopo Natale. La gente a Viterbo arriva la sera. Alla spicciolata e a macchia di leopardo.
26 dicembre – Santo Stefano – La mattina
In mattinata, attorno alle 11, l’ora del caffè e della colazione al bar, quando pranzo e cena di Natale sono stati sostanzialmente smaltiti, la città è vuota. Strade, piazze, luoghi pubblici in generale. Il Christmas Village, San Pellegrino, il colle del duomo e piazza del comune sono lì a subirne le conseguenze. Non ci sono altro che le strutture. Come il gazebo bianco piazzato in mezzo al Sacrario poco distante dalla chiesa degli Almadiani e il monumento ai ai morti in guerra, imbalsamato anch’esso dall’impalcatura col telo bianco che lo fasciano tutt’intorno.
Viterbo – 26 dicembre – Piazza San Carluccio alle ore 11
Da quelle parti, una volta, prima del Covid, c’era il mercatino. Con il food, i libri, l’abbigliamento e gli ambulanti. Quelli che hanno deciso di non spostarsi in via Marconi, con l’amministrazione che è rimasta sulle sue posizioni. Piazza dei caduti è rimasta deserta, come le trincee del Carso dopo il conflitto.
26 dicembre – Santo Stefano – La sera
Pure il boulevard, con gli alberi lungo la via, il palazzo della banca d’Italia senza più nessuno e il razionalismo viterbese danno la stessa impressione. Quella di un Natale post Covid che, però, almeno in mattinata, i tempi della pandemia, quando tutti stavano in casa in attesa di nuovi ordini, li ricorda molto da vicino. Con qualche bar chiuso e qualche altro che, butta fuori dalle porte aperte e poi chiuse, per quel po’ di freddo che resta, il profumo di paste e cappuccino, assieme a qualche chiacchiera su come è andato il Natale e il pranzo dai parenti.
Viterbo – 26 dicembre – Piazza del comune alle ore 17
Alle 5 del pomeriggio la città invece si riprende, ma è un po’ poco per un capoluogo di provincia che si vorrebbe distinguere filando dritto verso l’ultimo d’un anno forse da dimenticare. L’anno della fine dell’emergenza, dell’inizio di una nuova guerra a due passi dall’Europa, del caro energia, dell’inflazione di ritorno e del lento dissolversi del potere d’acquisto di pensioni e stipendi. Difficile, poi, per strada, distinguere i turisti. Comunque sia, pochini. Questa l’impressione.
Viterbo – 26 dicembre – Via San Pellegrino alle ore 11
In strada, alle 5 della sera comincia “il suono di bordone”, come nella poesia di Federico García Lorca. “Negli angoli gruppi di silenzio”. La gente sfila infatti silenziosa, a gruppi di piccole e medie dimensioni, soprattutto familiari. Uscita da poco di casa, s’addossa infine alla pista di pattinaggio, distanziandosi, gli uni dagli altri, lungo il percorso. Guardano figli e figlie scivolare sul ghiaccio, alle spalle i portici dei priori, di lato la via che porta alla città vecchia, quella medievale. Con le chiese di San Pellegrino e quella di San Silvestro in piazza del Gesù aperta per l’occasione. Le file alla cassa del Christmas sono scarse. Più consistente lo schieramento davanti alla bancarella dei dolci.
Daniele Camilli
Fotogallery: La città alle 11 di mattina – … e alle 5 della sera
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