Cittaducale – “Suo figlio ha causato un grave incidente, ci deve pagare 4mila euro”.
Avevano convinto un’anziana donna che il proprio figlio avesse causato un grave incidente stradale e che, per non essere arrestato, avrebbe dovuto consegnare ad un sedicente avvocato una cospicua somma di denaro.
L’anziana vittima, impaurita dalle paventate conseguenze penali a carico del congiunto, e isolata telefonicamente, era caduta nella trappola, consegnando ai truffatori oggetti in oro per un valore di 4000 euro.
E’ successo alla fine dello scorso giungo a Borbona.
“L’anziana – si legge nella nota dei carabinieri -, accortasi poco dopo del raggiro, è riuscita a dare una dettagliata descrizione del truffatore e, sulla base di questa, gli uomini della locale stazione carabinieri hanno passato al setaccio i filmati delle telecamere dell’efficace sistema di videosorveglianza di quel comune, individuando immediatamente il veicolo usato per commettere il reato, con il quale i truffatori si sono dileguati.
L’attenta attività investigativa degli uomini del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia carabinieri di Cittaducale, una volta riconosciuto il mezzo preso a noleggio a Napoli, ha permesso di individuare ed identificare gli autori della truffa e di ricostruire i loro ruoli nella pianificazione e nella realizzazione del raggiro, ricostruendone con precisione tutti i movimenti”.
Così, oggi, i tre, tutti provenienti dall’area campana, sono finiti in manette, raggiunti da altrettante ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Rieti, su richiesta della locale Procura della Repubblica, che ha sposato le risultanze investigative dell’Arma.
I tre giovani, di cui due già deferiti per analoghi reati, dopo il fotosegnalamento, sono stati sottoposti al regime degli arresti domiciliari con braccialetto di controllo, nelle abitazioni di residenza in Campania.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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