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Viterbo - Interviene la segretaria generale della Uil scuola di Viterbo Silvia Somigli

“Per stabilizzare i precari della scuola servono 180 milioni di euro”

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Viterbo - Silvia Somigli

Viterbo – Silvia Somigli


Viterbo – “Per stabilizzare i precari della scuola servono 180 milioni di euro. Attualmente negli istituti scolastici i precari in tutta Italia sono 250 mila”. A dichiararlo è la segretaria generale della Uil scuola di Viterbo Silvia Somigli.

È una condizione di difficoltà assoluta – spiega Somigli –, se pensiamo che un collaboratore scolastico percepisce 1.050 euro di stipendio non sufficiente per procurarsi una qualità dignitosa della vita e pensiamo anche al caso della collaboratrice scolastica che ogni giorno da Napoli va a lavorare a Milano“.

“E il problema è che tutto ciò non ci stupisce più – sottolinea la segretaria generale della Uil scuola Viterbo -. È chiaro, che un caso con queste coordinate geografiche, salta agli occhi e sembra quasi un paradosso. Eppure, ogni mattina migliaia di lavoratori della scuola si spostano per centinaia di chilometri per svolgere il loro lavoro”.

“La lontananza è la condizione ordinaria di lavoro di molte più persone di quante si possa immaginare. E tutto questo non possiamo accettarlo più. La questione legata all’operatrice scolastica di Napoli rappresenta certo un caso estremo, ma appunto, la situazione è quella di tanti”.

Qualche settimana fa la Uil scuola ha inoltre reso pubblici i risultati di una ricerca condotta a livello nazionale: per rendere stabile il lavoro dei precari della scuola, con contratti a tempo indeterminato, condizione alla quale si sta lavorando proprio in questi giorni nel confronto con il ministero per correggere le modalità di reclutamento, servono 180 milioni di euro l’anno.

“La stabilizzazione dei precari – conclude infine Silvia Somigli – significherebbe dare garanzie e comporterebbe un doppio vantaggio: certezza di una scuola con il personale in servizio già dal primo di settembre e un’economia che trova un nuovo slancio derivante dagli oltre 200 mila precari che iniziano a vedere un possibile futuro stabile ed investono le loro risorse nell’economia della vita quotidiana a beneficio di tutto il sistema paese”.


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23 gennaio, 2023

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