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Viterbo - Il vescovo Orazio Francesco Piazza ha inaugurato la prima giornata diocesana della stampa

“La comunicazione deve saper parlare con il cuore”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “La comunicazione deve saper parlare con il cuore”. Il vescovo Orazio Francesco Piazza inaugura così la prima giornata diocesana della stampa. Per la prima volta a Viterbo, voluta direttamente da Piazza. Questa mattina, nella sala del Cedido a palazzo dei papi.


Viterbo - Antonio Scopettuolo, il vescovo Orazio Francesco Piazza e don Emanuele Germani alla giornata diocesana della stampa

Viterbo – Antonio Scopettuolo, il vescovo Orazio Francesco Piazza e don Emanuele Germani alla giornata diocesana della stampa


“La comunicazione come dimensione etica-relazionale, questo il tema – ha introdotto i lavori don Emanuele Germani, responsabile della comunicazione diocesana viterbese – . Per capire come questa dimensione può aiutarci nella comunicazione. Passando da un lavoro individuale a uno relazionale. Che significa innanzitutto prendersi cura dell’altro nella comunicazione”.


Viterbo - Giornata diocesana della stampa

Viterbo – Giornata diocesana della stampa


In sala, al tavolo, assieme al vescovo e don Germani, ci sono anche il giornalista Rai Antonio Scopettuolo, la presidente dell’Ucsi l’Unione cattolica stampa italiana, Wanda Cherubini, e il giornalista di Sat 2000 Pierluigi Vito. Un incontro promosso dall’ufficio comunicazione sociale della diocesi e dall’Ucsi.

L’occasione da cui partire sono i 400 anni dalla morte di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. “Vescovo di Ginevra – ha spiegato Germani – e pastore in dialogo con tutti che si interrogò sui problemi del mondo accorgendosi di un vero e proprio passaggio d’epoca cui rispondere attraverso linguaggi antichi e nuovi”.


Viterbo - Il giornalista Rai Antonio Scopettuolo alla giornata diocesana della stampa

Viterbo – Il giornalista Rai Antonio Scopettuolo alla giornata diocesana della stampa


E l’idea della diocesi viterbese è proprio questa. Chiamare a raccolta i giornalisti della Tuscia per dialogare costruendo insieme quella “trama sociale”, di cui Piazza ha parlato fin dal suo insediamento, il 3 dicembre dell’anno scorso, accorgendosi del cambio d’epoca che la stampa è chiamata a gestire e affrontare. Muovendo dall’etica, elemento centrale dell’incontro di oggi che ha, infatti, avuto per titolo: “La comunicazione come dimensione etica relazionale”.

“Mai come oggi dobbiamo interrogarci sul nostro agire comunicativo – ha esordito Cherubini -. Dobbiamo tornare a parlare con il cuore per parlare dell’essenziale”.


Viterbo - Wanda Cherubini, presidente dell’Ucsi l’Unione cattolica stampa italiana

Viterbo – Wanda Cherubini, presidente dell’Ucsi l’Unione cattolica stampa italiana


Tra il pubblico, ci sono anche la consigliera comunale Luisa Ciambella e la ex collega Daniela Bizzarri.

“Da un lato dovete essere fieri del mestiere che fate – ha detto subito il vescovo Piazza -, dall’altro dovete essere consapevoli del ruolo che esercitate all’interno della società civile, per far crescere la coscienza critica dei cittadini e informarli sulla verità dei fatti”.

“Il tema di cui parliamo – ha poi aggiunto – come indicato da papa Francesco, è la dimensione del cuore. Il cuore è la sintesi della vita. Parlare con il cuore significa infatti parlare nella pienezza della persona”.

Un discorso, quello del vescovo, che è al tempo stesso una struttura le cui architetture puntano a fornire ai giornalisti presenti strumenti d’intervento nel contesto in cui agiscono.

Verità e carità i primi due elementi.


Viterbo - Daniela Bizzarri e Luisa Ciambella alla giornata diocesana della stampa

Viterbo – Daniela Bizzarri e Luisa Ciambella alla giornata diocesana della stampa


“Dobbiamo capire – ha commentato il vescovo – come servire la verità. Un sentiero che potrebbe generare divisioni e lacerazioni”. La verità dei fatti, al servizio dei cittadini.

L’etica quindi come faro da seguire. “L’etica, a differenza di altri strumenti – ha sottolineato Piazza – non ha confessioni, dunque è di suo uno strumento che ci può unire in un modo di fare ed essere condiviso, al di là di come la si pensi”.

Un’etica che si caratterizza muovendo da tre principi cardine: “Libertà, dignità e responsabilità. Tre principi che ci pongono di fronte alla sacralità della persona. Persona che, nel nostro agire comunicativo, dobbiamo rispettare”.

E per farlo pienamente: “dobbiamo saper coniugare l’etica – ha precisato il vescovo – con il contesto umano in cui le persone vivono”.

Infine un ultimo elemento fornito da Piazza: “La sensibilità del giornalista. Una coscienza sensibile pone al centro la persona umana e il contesto in cui la persona vive”.

“L’etica – ha concluso Scopettuolo – ci pone infine un nuovo problema. Come gestire diversi mondi, da internet alla carta stampata, fino al mezzo televisivo, al quale appartiene oggi l’essere umano. Un’istanza etica che non riguarda più soltanto i problemi tradizionali ma la gestione tra mondi paralleli. E il rischio è quello di vivere una pratica nella quale la socializzazione tra persone potrebbe essere tolta, eliminata dalle relazioni tra le persone”.

Daniele Camilli


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28 gennaio, 2023

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