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Picariello (Civica per Viterbo): “La violenza sulle donne va fermata”
Riceviamo e pubblichiamo – Fermare il femminicidio, anche con un lavoro di prevenzione all’interno dei comuni. Nel mese di maggio una vera e propria strage di donne, tanto che il termine femminicidio sta diventando nella cronaca italiana di uso quasi quotidiano.
Ilaria, Alessandra, Chiara, Maria, Letizia, uccise tra il 2 e il 3 maggio. Quasi tre al giorno, adesso, piuttosto che una ogni tre giorni, come prima, o forse una ogni due, e centoventi in un anno, e settecento in cinque, e forse un po’ di meno, e invece no, di più, molto di più. Una roba da perdere il conto.
Le elezioni che la città di Viterbo sta per vivere saranno le prime col voto di genere, la possibilità di esprimere una doppia preferenza. Ogni cittadino potrà scegliere un rappresentante uomo e uno donna. Una novità importante che, mi auguro, porterà in consiglio comunale una rilevante rappresentanza femminile.
Ho deciso di essere della partita perché credo che le donne abbiano tanto da dare alla crescita delle collettività e dei territori, anche come sensibilità per tutelare e difendere altre donne in difficoltà perché vittime di violenze e stalking.
Civica per Viterbo stigmatizza la violenza sulle donne e fa appello a tutte le forze sane della società affinché gesti vigliacchi e ignobili vengano prevenuti, arginati e scongiurati. Serve irrobustire la rete di solidarietà, serve pressare per leggi più attente e severe ma anche maggiore controllo e attenzione da parte delle autorità competenti.
Antonella Picariello
Candidata alle prossime comunali di maggio nella lista Civica per Viterbo
Simonetta Navarra (Viva Viterbo): “I sogni sono benzina per produrre idee”
Riceviamo e pubblichiamo – Ho sentito forte l’esigenza di condividere con voi lettori il mio sogno, perché ho capito che solo con i sogni si possono raggiungere obiettivi impossibili.
Siamo rimasti in pochi ancora a sognare e solo così forse riesco a dare una motivazione alla mia candidatura a sostegno di FIlippo Rossi sindaco.
Sto facendo battaglie da ben 22 anni e mi sembra giusto e doveroso condividere la mia battaglia, ultima spero, con chi come me ha gli stessi problemi. Ho una grande responsabilità come cittadina e sento il bisogno di condividere (cosa che amo fare da sempre) con chi non riesco a raggiungere con altri mezzi se non questo.
Mi chiamo Simonetta Navarra e come ho già detto dopo varie vicissitudini in un mondo molto speciale, quello dei ragazzi diversamente abili e fantastici, ho capito che come madre interessata e coinvolta in questo mondo non avevo più strumenti per andare avanti da sola.
Ho sognato in grande oltre ogni limite e ho insegnato a sognare ai miei figli in primis al mio ragazzo “speciale”.
Sempre e spesso da sola ho dovuto combattere contro la tanta burocrazia, barriere e non solo architettoniche, poca cultura e professionalità, che ti trovi davanti quando ti nasce un figlio con handicap.
Negli ultimi anni ho condiviso con diversi apparati e personaggi della vita politica viterbese le mie problematiche, ma con zero interessamenti alle mie richieste.
Non sono una politica, non sono abituata a scrivere articoli da pubblicare e come sempre seguirò il mio modo di essere e il mio istinto di donna, madre e cittadina di una città che devo sognare diversa per offrire a un figlio disabile la gioia e la serenità di vivere la sua vita. Sarò semplicemente me stessa.
Faccio parte di una squadra di persone che sogna una città come ne ho viste tante in giro, andando a rubare notizie e metodi per alleggerire il lavoro che ho fatto in questi anni con mio figlio, per cercare di portare in città qualche strategia che aiuti noi madri a dare quella famosa autonomia che tutte vogliamo per un figlio che forse non lo sarà, mai e dico forse.
Forse per chi non ha modo di fare quello che ho potuto fare io.
Ho sempre creduto e sognato, ho sognato tanto e cosi’ forte che ora ho un figlio che fa cose che, mai avrei sognato potesse fare.
Non è un caso se ho scelto una squadra di sognatori.
Ho sognato un figlio che potesse essere quello che è oggi, nonostante le bastonate prese negli anni contro chi non credeva che potesse sciare, nuotare, andare su una moto da cross, uscire da solo e gestire la sua vita in completa autonomia.
Contro corrente sempre. Solo aiutata da istinto e continue ricerche di informazioni per andare avanti.
Sono pero’ arrivata!!! Non ho più strumenti né obiettivi per continuare un lavoro che è stato lungo e faticoso, per me, per lui, per chi ha fatto parte del nostro cammino e soprattutto per un fratello che è spesso dovuto passare in secondo piano per la sua normalità.
Ho bisogno di aiuto e sento che non mi basta la squadra di cui faccio parte, ho bisogno di madri ormai stanche e senza motivazioni, madri che si sono arrese, famiglie e ragazzi che vogliono dare voce alle tante voci che muoiono dentro stanze di ambulatori, scuole, ospedali o altrove.
Ho bisogno di fiducia da chi mi conosce e di persone che sanno quanto si possa avere in cambio di un sorriso. Ho bisogno di persone che credono nella forza del volontariato e che credono che l’unione fa la forza.
Ho bisogno di associazioni di volontari che scambino le loro energie e si intreccino in un lavoro che porti frutti triplicati. Ho bisogno dell’orto del vicino non facciamo tutti il nostro piccolo orto, allarghiamoci e lavoriamo insieme.
Ho bisogno di una citta’ senza barriere mentali, quelle strutturali si abbattono facilmente, quelle mentali vanno abbattute da una cultura che manca. Ho bisogno di persone che abbiano sudato 5 anni per insegnare a un figlio a sciare quando nessun maestro di sci è stato capace di farlo.
Ho bisogno di persone che abbiano trascorso due anni in un ospedale e dormito su brandine spezzandosi la schiena tra paure, gioie, emozioni e lacrime di disperazione. Ho bisogno di sentire che non sono sola perché sempre sola ho combattuto e sono stanca.
Ho bisogno di persone che vogliono iniziare a sognare con me non voglio e non posso più essere sola in questa battaglia. Questo è il progetto che voglio per il sociale, i volontari e l’handicap. Voglio una città integrata, un luogo dove chi ha bisogno si possa avvicinare con la certezza di trovare risposte ai problemi.
Voglio un posto dove i nostri figli possano essere seguiti senza andare lontano chilometri per una terapia (con personale formato e non messo lì per caso o per parentela).
Voglio una scuola dove un insegnante di sostegno non chiami un assistente per pulire il naso a un ragazzo con handicap. Voglio un posto dove i nostri figli possano imparare un lavoro e produrre. Voglio un luogo sicuro dove i nostri figli possano andare se ho bisogno di curare un cancro. Voglio una casa adeguata dove lasciare mio figlio quando scatterà la mia ora.
Ho bisogno di tutto quello che un cittadino ha bisogno quando ha problemi come il mio e sono sicura che ce ne sono tantissimi di bisogni che ancora non conosco. Ho bisogno di vivere i prossimi anni con la certezza che non è stato uno sbaglio crescere un figlio e renderlo autonomo in una città dove la sua autonomia non conta niente.
Mio figlio è un sognatore e ha imparato a superare i suoi limiti proprio con i sogni. Sogna una patente, sogna una famiglia, sogna di uscire con gli amici e andare in discoteca, sogna un centro dove integrarsi e vivere come un cittadino senza handicap.
Sogna un lavoro che non esiste. Sogna e sogna in grande e la spinta ora mi viene da lui, dalle sue esigenze e dalle sue continue frustrazioni che non gli fanno paura, va avanti e va oltre. E’ lui ora che fa andare avanti me.
Sogno donne che sanno andare oltre, che possono aiutare chi non ha la forza di farlo. Ho trovato un uomo che sa andare oltre e che sogna come me, una squadra che sognando ha creato un programma per una città diversa.
Sogno, ho imparato a sognare da 22 anni e non permetto a nessuno di giudicare i miei sogni, perche’ io conosco il potere dei sogni. Ho iniziato a sognare quando un pediatra di Viterbo mi ha detto che non potevo fare nulla, se non lasciare che crescesse tranquillo.
“Stia serena signora che sarà un bambino affettuoso. Lo lasci tranquillo e vedrà non servono stimoli. Quel giorno o mi arrendevo o iniziavo a sognare e così ho fatto. I sogni sono benzina che producono idee e soluzioni. Benzina che incendia praterie intere.
I sogni sono stimoli e se solo con queste poche righe riaccendo la voglia di sognare a qualcuno, anche fosse una sola persona, ho già raggiungo il mio scopo. Faccio un appello a chi mi vuole sostenere e confrontarsi con me, a chi ha bisogno di parlare e ha voglia di far parte di questo sogno e mi vuole aiutare.
Filippo Rossi mi ha ascoltato…abbiamo pensato e ragionato sui miei sogni insieme a persone competenti e c’è spazio ancora per chi vuole mettere un po’ dei suoi sogni in questa grande progettazione della città. Mi chiamo Simonetta Navarra.
Sono candidata con la lista civica di Viva Viterbo per sostenere con la mia squadra Filippo Rossi Sindaco. Non ho mai fatto politica, non sono capace a chiedere ho sempre fatto tutto da sola, non chiedo voti ma cerco sognatori che possano supportare e andare oltre ogni barriera mentale.
Simonetta Navarra per Viva Viterbo
Mongiardo (Pd): “Mi candido per contribuire a cambiare la mia città”
Riceviamo e pubblichiamo – Sono nata a Roma 28 anni fa, ma ho sempre vissuto a Viterbo.
Mi sono diplomata al liceo classico Mariano Buratti; dopo la maturità mi sono trasferita a studiare a Roma, dove ho incontrato l’impegno politico, prima nei Giovani democratici, poi nel Pd.
Per me la politica è passione; è stata e continua a essere il mio principale oggetto di studio e di ricerca, ed è impegno.
Ho deciso di candidarmi perché sento l’urgenza di contribuire a cambiare la mia città.
Perché non credo nella politica come illusione: non ho una lista di mirabolanti promesse che durano il tempo di una campagna elettorale. L’unica promessa che faccio, e che sono certa di mantenere, è il mio impegno.
Perché Viterbo sarà la città che vogliamo solo quando ci sentiremo tutti cittadini, in centro e in periferia, uomini e donne, giovani e anziani, italiani e migranti.
Perché penso che l’uguaglianza sia un fondamento irrinunciabile della vita e della società; perché, nonostante le molte contraddizioni, è questa la ragione di fondo della sinistra, la molla che ci spinge a batterci per un futuro migliore.
Voglio una campagna elettorale fatta di partecipazione e coinvolgimento, perché mi batto per una politica diversa, fondata non sull’assalto al potere ma sul dialogo, la collaborazione, l’incontro.
Voglio che anche a Viterbo si possa parlare di buongoverno, che etica e trasparenza siano il perno della nuova amministrazione: perché un comune male amministrato non offre opportunità ai suoi cittadini, non produce né sviluppo né futuro, ma stagnazione e indifferenza.
Il buongoverno è quello che risponde ai bisogni reali dei cittadini, quelli di oggi e quelli di domani.
In una fase critica come quella che stiamo vivendo occorre partire dai bisogni primari delle persone: inclusione sociale e pari opportunità sono l’unica via per costruire un futuro in cui il lavoro non sia un ricordo e lo sviluppo una chimera.
Voglio contribuire a fare di Viterbo una città a misura di cittadino, amministrata assumendo il punto di vista dei più svantaggiati. Nonostante l’esiguità delle risorse a disposizione, è necessario restituire efficienza alla pubblica amministrazione, per diminuire il disagio della cittadinanza e creare un ambiente adatto a nuove opportunità di sviluppo.
Il progetto è ambizioso ed io sono qui, ma non posso farlo da sola: devo e voglio farlo con tutti voi, per cambiare la nostra città, per ridarle dignità e speranza.
Melissa Mongiardo
Candidata Pd consiglio comunale Viterbo
“Viterbo patria dello sport nazionale. Un Festival di 5 giorni interamente dedicato alla cultura sportiva capace di attrarre grandi sponsor e organizzato in collaborazione col Coni e l’Università della Tuscia. Un Festival che vedrebbe come protagonista il centro storico e, tra l’altro, le sue piazze monumentali (Piazza del Duomo, Piazza del Teatro, del Comune e della Rocca) e il cui ricavato andrebbe alle associazioni sportive viterbesi”.
A lanciare la proposta è il candidato sindaco di Viva Viterbo, Filippo Rossi, che alla Libreria del teatro ha incontrato il mondo dello sport cittadino. Assieme a Rossi e ai candidati di Viva Viterbo Alessandro Bertollini, Marco Milani e Andrea Moretti, sono intervenuti anche il delegato provinciale del Coni, Alessandro Pica, l’allenatore della Viterbese e il suo vice – rispettivamente Massimiliano Farris e Patrizio Fimiani, il vice presidente nazionale della Federazione Italiana Rugby, Antonio Loisi, e il presidente del Rams Baseball Club, Fabio Bastianelli.
“La qualità dell’offerta culturale di una città – ha detto Rossi – non può prescindere dalla qualità della sua offerta sportiva. Lo sport è anche un fattore di arricchimento sociale, culturale, turistico ed economico. Pertanto, proponiamo di ‘mettere in rete’ l’offerta sportiva cittadina, aumentando gli spazi dedicati e creando dei veri e propri ‘Percorsi sportivi’ all’interno della città, con un occhio di riguardo per la salute e la vita sociale dei nostri ragazzi”.
Oltre al Festival, Viva Viterbo propone anche di inserire lo sport in tutti i livelli di istruzione “formando squadre che rappresentino i vari istituti per ogni disciplina (baseball, rugby, pallavolo, pallacanestro, atletica, calcio, ecc.), così come di mettere in campo tutta una serie di agevolazioni mirate sia per realizzare che per ristrutturare gli impianti concessi alle associazioni sportive. Lavori che in quest’ultimo caso devono essere pagati direttamente dal Comune”. “Altrettanto fondamentali – hanno poi sottolineato Bertollini, Milani e Moretti – la collaborazione tra ambienti sportivi e università e la concessione del suolo pubblico gratuito per tutti gli eventi sportivi organizzati nel centro storico”.
“Bisognerebbe far capire alle amministrazioni – ha spiegato Pica del Coni – che lo sport è patrimonio della città. E per considerarlo tale, dobbiamo essere in grado di portare nella nostra città turisti di sport amatoriali. Una risorsa economica unica per tutta Viterbo”. Per Farris e Fimiani della Viterbese “occorre ripartire dalle scuole, perché lo sport svolge innanzitutto una funzione di aggregazione sociale. Ma quello che manca a Viterbo sono le strutture sportive, cosa che ci costringe a fare la preparazione atletica in campi inadeguati. Un problema con cui dovrà confrontarsi chi andrà a governare la città”.
Un problema, come ha sottolineato Loisi, legato alla carenza di impianti. “Per una società sostenere i costi di gestione, realizzare impianti, sostenere la manutenzione ordinaria e straordinaria è improponibile. Gli adeguamenti devono essere a spese del Comune”.
“Se realizzi una struttura – ha poi aggiunto Bastianelli – sei ben consapevole che avrà delle spese di manutenzione, non è possibile dare gli impianti in gestione alle società sportive senza dargli contributi, non è un onore ma un onere. Il risultato? Le società si sono trovate a dover sopperire alle difficoltà economiche del Comune”.
Riceviamo e pubblichiamo – ‘Natura, agricoltura e termalismo’ al centro dell’incontro promosso per domenica 12 maggio da Civica per Viterbo.
La lista, in corsa per le comunali al fianco del candidato sindaco Giulio Marini, ha scelto tre parole chiave su cui costruire il proprio progetto politico: turismo, termalismo e territorio.
“Siamo un movimento che si propone di intervenire su temi capaci di creare sviluppo vero in città, quali il termalismo e il turismo – interviene così l’attuale delegato al Termalismo Umberto Fusco -. E’ ora di ingranare una marcia più potente e convinta sul fronte dello sviluppo termale e turistico, altrimenti Viterbo è perduta. L’incontro di domenica serve per iniziare a confrontarsi su queste fondamentali tematiche”.
L’appuntamento si svolge durante l’intera giornata, con inaugurazione prevista per le ore 10. A seguire si svolgerà la Messa domenicale, il pranzo conviviale e subito dopo (dalle 15) avranno luogo gli incontri.
“La scorsa domenica – continua Fusco – le terme viterbesi hanno riscosso un vero e proprio successo. C’erano migliaia di persone tra le strutture e le pozze libere. E’ un segnale importante che anche l’imprenditoria locale deve iniziare a cogliere. C’è bisogno di reinventarsi nuovi business e questo del termalismo è sicuramente uno di quelli più concreti per la Tuscia.
Combinando questo turismo del benessere con quello per le nostre ricchezze archeologiche e paesaggistiche possiamo risolvere tanti problemi. In primis quello del l’occupazione”.
Civica per Viterbo invita quindi tutti i viterbesi a una giornata di confronto, presso il Centro Sportivo Bullicame, con l’appuntamento di domenica 12 maggio.
Civica per Viterbo
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