![]() M. Benedetta Frey |
Riceviamo e pubblichiamo – Dal 7 maggio inizierà un triduo di predicazione nella chiesa del monastero delle “Duchesse”, in via S. Pietro 30, sulle virtù teologali: la fede, la speranza e la carità esercitate dalla serva di Dio suor M. Benedetta Frey (Roma 6/3/1836 – Viterbo 10/5/1913), monaca cistercense.
Entrò in Monastero nel 1856 ed emise i voti perpetui il 2/7/1858. E’ particolare per essere vissuta 52 anni immobile nel letto, con atroci sofferenze, dolori, con la sola mano destra libera. Ha risposto alle molte lettere.
La Frey non è particolare per essere la “povera crocifissa”, ma per la fede straordinaria con la quale affronta e offre questa chiamata di Dio a una vita di sofferenza. Nonostante fosse malata e immobile, sorrideva ed era serena interiormente perché aveva accettata la volontà di Dio corrispondendo con amore, fede e fortezza. Grande amore al Crocifisso, all’eucaristia, forte devozione al Bambinello Gesù che aveva di fronte e al quale affidava tutti. Accoglie ogni persona bisognosa, anche cardinali, vescovi, seminaristi, preti, tra questi stringe un amicizia profonda con don Luigi Orione.
Ha i carismi della guarigione, della profezia, del discernimento e della consolazione. Il suo padre spirituale è il passionista p. Bernardo Prelini e per breve tempo p. Germano Ruoppolo, direttore spirituale di S. Gemma Galgani. Per il 50° di malattia riceve una lettera autografa da papa Pio X con la sua stima e benedizione. Ogni Papa era suo punto di riferimento. Nelle lettere scrive spesso “Fiat, fiat in tutto”. Scriveva: “Mia cara, l’anima nostra non trova pace se non nel suo centro che è Dio (24/7/1885) ”. “Sento più vive le tribolazioni altrui che tutta la mia malattia ed immobilità di tanti anni”(28/11/1898). Tra i visitatori la cronaca del monastero registra i nomi di personaggi illustri come i cardinali: Merry del Val, Macchi, Cassetta, il segretario di San Pio X, Mons. Bressan, il beato don Giuseppe Nascimbeni , il cardinal Pietro La Fontaine, il Beato Bartolo Longo.
In camera per poter vedere il cielo riflesso, faceva uso di uno specchietto perché non poteva girare la testa verso la finestra. Sale nella Casa del Padre il 10 maggio 1913. Viene sepolta al cimitero comunale e il 10 dicembre 1927 verrà traslata nella cappellina della Chiesa del Monastero.
Il 23/4/1968 viene effettuata una ricognizione sul corpo che fu trovato intatto. La Serva di Dio viene pregata per i malati gravi, per le coppie che hanno difficoltà a procreare e per la riconciliazione tra due persone o coniugi. Suor Maria Benedetta è stata capace di trasformare la sua condizione di sofferente in un momento di grazia per sé e per gli altri fino a trovare nella lunga infermità la vocazione ad amare di più. In occasione dei 100 anni dal transito Venerdì 10 Maggio alle ore 18 sarà celebrata la S. Messa dal vescovo Lino Fumagalli. Sarà cantato per la prima volta l’inno a Donna M. Benedetta Frey composto da Domenico Bonadia e cantato dalla soprano Conca Paola. Durante i giorni del triduo di preghiera si può visitare la stanza dove ha vissuto la Serva di Dio dopo le ore 18.30 per gruppi di 15 persone. Per la biografia rivolgersi alle monache o alle librerie S. Paolo al Corso e Charisma via S. Lorenzo.
don Gianluca Scrimieri
Per info: don Gianluca Scrimieri, vice postulatore, 338.4618858. www.suorbenedettafrey.it-facebook: maria benedetta frey.
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