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Elezioni 2013 - Chiara Frontini (Viterbo Venti Venti): "Dimostreremo che con la cultura si può fare impresa" - Danila Annesi: "Passiamo la riscossione dei tributi da Equitalia al Comune"

L’attività dei candidati alle comunali di Viterbo

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Andrea Scaramuccia

Andrea Scaramuccia

Alvaro Ricci (Pd)

Alvaro Ricci (Pd)

Chiara Frontini

Chiara Frontini

Riceviamo e pubblichiamo – “Amo Viterbo come la mia famiglia” è un bel motto,  seppur il mio è più simile a: “Amo Viterbo come l’ha amata la mia famiglia”. Sono giovane e vivo intensamente Viterbo solo da sei anni, ma la mia famiglia ha dato molto in passato a questa splendida città.

Mio nonno, omonimo, fu preside dell’Istituto Tecnico per Geometri e vicepresidente della Cassa di Risparmio, mia nonna insegnò nella frazione di Monte jugo e mio padre e mio zio crebbero studiando nelle scuole della città. Mi hanno fatto crescere amando Viterbo seppur vivessi a 600 km.

Durante le estati ero solito girare insieme ai miei genitori ed ho imparato ad apprezzare la città, a conoscerne i monumenti e le sue caratteristiche;  fortunatamente ho avuto chi mi ha fatto “da Cicerone”, ma per i turisti stranieri scoprirne tutti gli angoli caratteristici sarebbe impossibile. Viterbo è ricca di chiese, necropoli e beni di interesse artistico, personalmente riesco a respirarci il Medioevo ed addirittura a riviverlo in piazza San Pellegrino.

Ai turisti però servirebbe un filo, una guida, ed è per questo che ritengo sarebbe giusto creare un percorso segnato da cartelli turistici, come quelli normalmente dislocati nelle città culturali di tutta Italia, che lambisca i più importanti siti conducendo, attraverso la via ottimale, il turista ai suoi obiettivi, facendogliene scoprire altri, dei quali magari non ne immaginava neanche l’esistenza.

Un vero e proprio percorso quindi, lungo il quale potrebbero sorgere negozi di souvenir e di altro genere, creando così nuovi posti di lavoro, non solo per noi giovani, ma anche per quegli artigiani alla luce delle radicali modifiche intervenute nella domanda delle loro merci, potendosi così specializzare in oggettistica varia raffigurante Viterbo. Ceramiche tipiche e lavorazioni lignee, soprattutto se raffiguranti luoghi come Palazzo dei Papi o altre attrattive anche della provincia, sarebbero di grande interesse per il turista che porterebbe a casa un ricordo del suo viaggio.

Vorrei una Viterbo turisticamente più viva, vorrei che Viterbo diventasse una diretta concorrente di altre grandi realtà, come Perugia e Siena e non un paese tra Roma e la Toscana. La mia candidatura non nasce solo dalla condivisione degli ideali che “La Destra” incarna, ma anche perchè questa ed altre idee hanno trovato spazio nel suo programma. Io amo Viterbo e voglio che possa diventare la città migliore dove far nascere e crescere la mia famiglia”.

Innocenzi Emilio
Candidato al consiglio comunale di Viterbo per “La Destra”


 

Riceviamo e pubblichiamo – Con una battuta potremmo dire che è già quello che accade con la nomina di scrutatori per i seggi elettorali che, abbandonato dal 2005 il sorteggio, assegna alla politica le suddette nomine.

In sintesi la nomina degli scrutatori è disciplinata dall’articolo 6 della legge numero 95 dell’8 marzo 1989, come sostituito dall’art. 9, comma 4, della legge 21 dicembre 2005, numero 270, ulteriormente modificato dalla legge numero 22 del 27 gennaio 2006. In passato la nomina avveniva tramite sorteggio casuale al computer (legge 95/1989), mentre attualmente la chiamata è diretta e nominativa (ovvero non casuale) (legge 270/2005).

La nomina dello scrutatore di seggio viene effettuata tra il 25esimo e il 20esimo giorno antecedente la data delle consultazioni elettorali o referendarie da parte della commissione elettorale comunale presso il comune di residenza degli aspiranti, e assegna gli incarichi per tutte le sezioni elettorali presenti nel territorio del comune.

Dunque è la commissione elettorale, alias i partiti, che li nominano, cioè una commissione composta, e cosi anche a Viterbo, da sindaco e da tre consiglieri (più tre supplenti) di cui due di maggioranza e uno di opposizione. Dunque solo da soggetti già presenti in comune.

Di tutta evidenza appunto come tale meccanismo escluda dalla nomina non casuale degli scrutatori tutte quelle forze come le liste civiche e altro che non sono già in Comune ma che si presentano alle elezioni, non ponendo gli uni e gli altri sullo stesso piano soprattutto nella scelta delicata di soggetti che rivestiranno l’importante funzione di pubblici ufficiali al momento del voto.

Detto questo, ciò che invece rimane zona grigia sono i criteri con cui i partiti “scelgono” i “loro” scrutatori (di fiducia?) e in ciò anche Viterbo non fa eccezione. Dove le voci più o meno fondate sul criterio di scelta di Tizio o Caio in quota di questo o quest’altro certo non aiutano a diradare le nebbie su quella che con un eufemismo potremmo definire la “designazione arbitrale” per la partita delle Comunali 2013.

E’ evidente che di nessuna illegalità stiamo parlando e che se una critica si deve fare questa va fatta alla normativa, non certo a chi la applica, certo è però che nel momento dell’applicazione i Comuni e i partiti potrebbero “correggere queste storture” rendendo pubblici i criteri utilizzati per la scelta e magari in tempo di crisi farli coincidere con un aiuto a quelle persone che, sulla base di criteri come il reddito , l’indice ISEE ecc., avrebbero sicuramente accolto con piacere di lavorare per il buon andamento delle elezioni ricevendone in cambio una seppur piccola indennità (tale è il compenso per gli scrutatori) che per questo mese però avrebbe potuto magari fare la differenza nel bilancio familiare.

Tutto ciò avrebbe fatto stare tutti più tranquilli e contenti, gli scrutatori nominati per primi, che non si sarebbero più sentiti in quota di quello o quell’ altro e sottoposti alle attenzioni degli altri che non li hanno nominati. Un po’ come un arbitro scelto da una delle squadre contendenti che magari alla fine arbitrerà pure meglio di un altro, ma certo parte da “osservato speciale”. Saremmo stati tutti piu’ contenti…o forse no.

Giacomo Barelli
Viva Viterbo


 

Riceviamo e pubblichiamo – Le frazioni di Viterbo come è ormai noto ai più sono il biglietto da visita in negativo della città di Viterbo, e questo deve essere uno dei punti fondamentali da risolvere da parte della prossima amministrazione.

Vediamo in questi giorni che tutti, partiti, liste civiche o singoli candidati pseudo amanti delle frazioni anche se non residenti, si sono svegliati durante la campagna elettorale, con punti quali i municipi, rilancio della villa Lante, del borgo di Bagnaia, il centro storico di San Martino, eccetera…

Ricordo a questi signori, che questi problemi sono la conseguenza, della nascita del comitato permanente “Per Bagnaia” nel 2010, da cui è nata la lista civica “Rotta Comune”, con la ferma convinzione di dare voce alle frazioni,  istituendo i municipi, invocati a gran voce dalla popolazione, con proposte di costituzioni  di comitati di quartiere da parte di tutto il consiglio comunale, ma tutti caduti nel dimenticatoio o comunque cercando una forma seria e concreta di decentramento per ottenere maggiori servizi, i borghi delle frazioni sono luoghi  bellissimi, ricchi di monumenti con storie antiche ed intriganti, la cui importanza in ogni altra città sarebbe illimitata.

A Viterbo no, i centri storici delle frazioni con i loro monumenti, e in genere della città, sono abbandonati, l’ornato non si sa  cos’è, le erbacce crescono rigogliose, la sporcizia vive indisturbata, inducendo il turista a una toccata e fuga, anziché rilanciarli e quindi creare dei circuiti turistici, dove il viaggiatore viene, si ferma due o tre giorni, il tempo necessario per visitare tutti questi monumenti e luoghi, creando posti di lavoro e migliorando l’economia locale.

Per non parlare di progetti pieni di tante belle parole, ma senza una soluzione concreta, in quanto non si sa dove andranno a prendere i fondi, per realizzarli, le frazioni hanno bisogno, di controllo sia con il vigile di quartiere sia con presenza di responsabili dell’amministrazione comunale per l’ordinaria manutenzione, sfalcio erba e pulizia delle strade e altri lavori di ordinaria amministrazione.

Per quanto riguarda Bagnaia, un punto fondamentale è  la realizzazione della strada di collegamento zona Peep strada Romana, che è fattibile con il risparmio che il comune di Viterbo può effettuare accentrando a se alcuni servizi demandati a società private. Questo è un esempio di soluzione dei problemi che può conoscere soltanto chi vive nelle frazioni.

Mauro Cencioni
Candidato nella lista civica “Rotta Comune”


 

Riceviamo e pubblichiamo – La riscossione dei tributi deve passare da Equitalia ai Comuni. Questi ultimi. infatti, e soltanto essi, conoscendo direttamente la realtà locale e quella dei singoli abitanti, hanno la possibilità di venire incontro a quei cittadini, a quelle imprese che hanno difficoltà a pagare, proponendo  sistemi di rateizzazione concordati e commisurati alle loro reali capacità economiche.

La nostra non è una proposta irrealizzabile: dal primo luglio, infatti, Roma capitale liquiderà Equitalia e la stessa cosa accadrà in Lombardia, alla fine del 2013.

La nostra è una proposta fattibilissima e per attivarla i sindaci non dovranno assumere nuovo personale, ma ricorreranno a quello già in servizio presso l’amministrazione, magari organizzato in modo più proficuo. Danila Annesi sostiene, inoltre, che non soltanto la riscossione, ma anche l’imposizione dei tributi deve essere demandata ai Comuni, che ne potranno stabilire l’entità, in base alle loro effettive necessità.

Non più, quindi, uno Stato dal regime fiscale vessatorio nei confronti dei più deboli, ma incapace di scovare i grandi evasori e, magari, pronto a condonarli, quando li trova. Non più un’Equitalia che, sicuramente con i poteri conferiti ad essa dai governanti, tuttavia si mostra incurante delle condizioni delle persone, molte delle quali, sentendosi perseguitate, si sono suicidate e altre, a seguito del pignoramento delle proprie abitazioni, sono costrette a vivere in mezzi di fortuna.

Non più uno che di fronte a questa tragica realtà non ha sentito l’esigenza di obbligare Equitalia ad applicare differenti modalità di riscossione.

Ai sindaci, pertanto, competerà l’obbligo morale di difendere i cittadini che li hanno eletti. Le amministrazioni comunali che non sentiranno l’esigenza del cambiamento faranno i conti con il proprio elettorato. Noi di Lega Italia terremo sempre aggiornato l’elenco dei Comune sì e quelli no.

Danila Annesi
Segretaria Lega Italia e candidata per La Destra alle comunali di Viterbo


 

 

Riceviamo e pubblichiamo – Confrontando i diversi programmi elettorali alla ricerca di un costruttivo confronto (visto che a guardarsi continuamente allo specchio nessuno ha mai aperto i propri orizzonti), resto attonito di fronte al fatto che nessuna lista, tranne Viterbo Venti Venti, si sia occupata a dovere della musica a Viterbo.

Sono musicista, e non starò qui a pronunciare frasi ovvie su quanta importanza rivesta per me la musica o quanto sia forte il suo potere educativo, aggregativo e culturale.

Nonostante questo, nei diversi programmi si trovano solo un paio di accenni, molto generici – e lasciatemelo dire: un po’ populisti-, ai grandi eventi e alle manifestazioni culturali, e qualche generico annuncio sulla copertura delle imposte Siae da parte del Comune, che in tempi di patto di stabilità sembra essere poco realistica e sicuramente estremamente dispendiosa, visto che probabilmente chi quei programmi li ha scritti non si rende conto che pagare la Siae non basterebbe ad aiutare i musicisti di professione, ma semmai agevolerebbe i già ricchi organizzatori di grandi eventi.

Ma la musica a Viterbo non è solo eventi. La musica è professione. E’ decine di musicisti viterbesi che faticano ad arrivare alla fine del mese. E’ decine di musicisti viterbesi che si trasferiscono in altre città portando altrove il loro talento. E’ centinaia di famiglie che ogni mese spendono soldi per far studiare ai propri figli uno strumento musicale.

La verità è che esiste una normativa Siae precisa e complessa, tra cui una convenzione del 2005 tra Siae e Comuni, che se fosse saggiamente applicata dagli amministratori porterebbe già ad un notevole abbattimento dei costi. In ogni caso la Siae riveste senza alcun dubbio un ruolo importante, ma non è il protagonista principale di questa storia, sebbene sia comodo farlo credere all’opinione pubblica.

Viterbo Venti Venti, tra le sue piattaforme partecipative, ne ha avviata una direttamente con i musicisti che ne hanno voluto prendere parte, coordinata dal sottoscritto. Devo ammettere che la commissione musica è stata e rimane la più difficile da gestire, visto l’altissimo numero di istanze e di esigenze tra cui è necessario trovare un equilibrio.

Dopo attente discussioni, siamo arrivati alle nostre proposte, che vedono fondamentalmente due punti chiave per rilanciare la musica nella nostra città: la separazione di interventi tra professione e didattica, e la separazione di interventi specifici rivolti agli studenti/emergenti da una parte, agli amatori dall’altra, e infine ai professionisti.

Il primo punto non può prescindere da un serio, tempestivo ed efficace intervento sulla Scuola Musicale Comunale. Qualcuno vorrebbe che questa importante struttura fosse gestita da una fondazione di diritto privato. A nostro avviso, mai niente fu più pericoloso di questa scelta.

La scuola musicale, alla quale centinaia di famiglie affidano i loro figli ogni anno e per la quale degli eccellenti e instancabili insegnanti prestano la loro opera, è stata senza alcun dubbio poco sfruttata da parte dell’amministrazione comunale. Ma è da qui che si deve partire, non dal rinunciare alla sua gestione, creando un nuovo colosso a far concorrenza alle numerose strutture didattiche private già esistenti, che danno lavoro e offrono servizi ad altre numerose famiglie viterbesi.

A nostro avviso, la scuola musicale va senza alcun dubbio resa più autonoma, sia dal punto di vista finanziario che da quello didattico, ma questa autonomia deve privilegiare gli insegnanti, e non un terzo soggetto esterno.

Questo processo di evoluzione interna porterebbe presto all’accreditamento della scuola comunale presso il ministero dell’Istruzione per il rilascio di titoli universitari di primo livello (la sua trasformazione di fatto in un Conservatorio), e all’apertura a nuovi corsi che non siano specificatamente di musica classica.

Il tutto potrebbe essere gestito da una rete di associazioni (una associazione di associazioni, o un consorzio), che racchiuda sia la Scuola Musicale come espressione del Comune che le altre strutture didattiche private già presenti sul territorio, dopo un preciso sistema di accreditamento di esse, a seconda della loro specificità (genere musicale, target di riferimento, ecc.), che possa valorizzarle al meglio e che evidenzi così la preziosità di ognuna.

Inoltre nessuno accenna al fatto che esistono numerosissimi bandi europei, che oltre a portare fondi utili a Viterbo per la musica e la cultura, creerebbero un motore di mobilità internazionale che possa accogliere giovani studenti di musica a Viterbo, ed inviare all’estero i nostri giovani studenti a specializzarsi e confrontarsi con nuove culture.

Gli eventi sono certo importanti per la vita culturale viterbese, ma la bulimia culturale alla quale assistiamo ogni estate non fa che concentrare tutte le risorse (umane, artistiche ed economiche) in pochi giorni, pochi quartieri e poche mani, con un impatto talvolta devastante per il centro storico e i suoi abitanti. I soggetti che potrebbero organizzare eventi a Viterbo sono tanti. Diamogliene la possibilità, facciamoli lavorare anche in periferia e non solo tra giugno e luglio. Vedremo così nascere festival di musica rock, di musica popolare, di musica blues, brevi rassegne che valorizzino anche i nostri musicisti, e non solo i grandi (e graditissimi, per l’amor del cielo) ospiti che facciamo venire dall’estero o da altre città.

Gli studenti e gli emergenti hanno bisogno di farsi conoscere e crescere, gli amatori hanno bisogno di spazi e di pubblico, i professionisti hanno bisogno di soldi. Questo è solo un esempio delle diverse esigenze che hanno queste tre categorie. Se pensiamo di agire con interventi generali sulla musica, una delle tre categorie sarà sempre più penalizzata rispetto alle altre. Se vogliamo che la musica permei la vita della nostra città, dobbiamo pensare ad interventi mirati specifici per ognuna delle tre categorie.

All’interno di questo c’è senza alcun dubbio la creazione di uno spazio culturale polifunzionale, dove si alternino concerti e laboratori, conferenze e presentazioni di dischi, che sia più attraente di un teatro e più stimolante di una discoteca. Avremo bisogno di tante energie per gestirlo (dalla ristrutturazione, alla direzione artistica, alla ristorazione), e questo non potrà che giovare all’occupazione viterbese oltre che alla sua crescita culturale.

Come tanti altri musicisti a Viterbo, negli ultimi vent’anni ho viaggiato in tutta Europa alla ricerca di lavoro e formazione musicale. Mi auguro che i tempi siano maturi affinché tutti i miei colleghi possano usare le competenze umane, sociali e professionali acquisite mettendole al servizio della città, senza doverne scappare come troppo spesso è accaduto.

Francesco Mecorio
Candidato al consiglio comunale per Viterbo Venti Venti a sostegno di Chiara Frontini sindaco


 

Riceviamo e pubblichiamo – I lavori pubblici ed il rifacimento delle strade sono stati più volte al centro delle nostre battaglie amministrative.

La più eclatante di tutte fu quella per Strada Ponte Sodo, con i lavori affidati ad una ditta “molto lontana” da Viterbo che, come ampiamente previsto, non solo portò avanti i lavori in modo blando, ma addirittura lasciò l’opera incompiuta, tanto da rendere ancora oggi Strada Ponte Sodo una strada non terminata.

In quel caso ci furono delle contestazioni che la ditta fece in modo formale all’Amministrazione Comunale e la ragione non sappiamo da che parte stia, ne’ è nostro compito stabilire chi aveva ragione e chi aveva torto.

Prendiamo solo atto del fatto che da un paio d’anni la strada è un cantiere e che nulla è stato terminato, con grave danno ai residenti ed ai viterbesi tutti.

Oggi, un’altra, importante, iniziativa è stata messa in campo dall’Amministrazione Marini, ossia il rifacimento del manto stradale.

Su questo credo sia giusto spendere alcune considerazioni che vorremmo condividere con l’Amministrazione e con i Viterbesi, i cui soldi vengono spesi per questo intervento.

In primo luogo i soldi utilizzati vengono dall’avanzo di amministrazione del 2011 e qui, subito, viene spontanea la domanda: ma visto che erano soldi già in disponibilità dell’Amministrazione, perché attendere tanto tempo per utilizzarli? Non era meglio impiegarli subito?

Ma tant’è, come dice il detto popolare “meglio tardi che mai”, anche se, in questo caso, molti cittadini che hanno spaccato i propri pneumatici sulle strade cittadine andrebbero risarciti anziché fare orecchie da mercante.

Ma aggiungo altro, come la considerazione che gli importi messi a gara appaiono, ad una prima analisi, decisamente pochi per asfaltare le strade messe a gara.

Delle due cose l’una, o si farà come strada Ponte Sodo ed i lavori non termineranno, oppure si utilizzerà poco materiale per il rifacimento e questo sarebbe ancora peggio.

Occorre che l’Amministrazione chiarisca quanti centimetri di asfalto verranno utilizzati per il tappetino di usura e se questo tappetino rimarrà integro il prossimo inverno. In più occorre ricordare ai viterbesi che, a mio avviso, forse sarebbe il caso di sistemare le strade non con il tappetino di usura, ma partendo da un serio rifacimento più profondo che consentirebbe una vita maggiore alla strada stessa.

Ma passiamo poi ad un aspetto che mi fa rammaricare non poco: sono state fatte delle gare alle quali hanno partecipato oltre cento ditte.

Non è stata richiesta una presa visione del lavoro da fare (fondamentale per fornire un’offerta congrua), non sono state richieste delle cose, a mio avviso, basilari come la disponibilità degli impianti di produzione e che tipo di prodotto venga utilizzato, se ci sono le certificazioni CE del conglomerato bituminoso, nonché le certificazioni FCP – controllo di produzione di fabbrica. Questo sarebbe opportuno anche per verificare che si rispetti l’ambiente, che si controllino i materiali e che si rispetti anche quegli imprenditori che operano nella correttezza.

Ovviamente tutte queste informazioni vengono richieste da tantissimi altri comuni in Italia, anche nelle vicine Toscana ed Umbria, ma evidentemente qui sono elementi ritenuti non necessari.

Chiudo questo breve intervento nella speranza che l’Amministrazione possa migliorare i servizi resi ai cittadini con i soldi dei cittadini, anche perché è meritorio asfaltare le strade, ma è ancora più meritorio mettere in campo tutti i necessari sforzi per avere la certezza che i nostri soldi siano spesi nel migliore dei modi e non, come malignamente dice qualcuno, siano spesi in malo modo o solo per la fretta di una campagna elettorale.

Quest’ultima frase mi riporta alla mente ciò che diceva Andreotti sul pensar male, chissà che non abbia ragione lui…

 Andrea Scaramuccia


 

Riceviamo e pubblichiamo – Otto milioni di euro dei viterbesi spesi per il risanamento delle società municipalizzate. Passeranno alla storia della città come gli amministratori che hanno passato più tempo a ripianare i buchi di bilancio che a progettare strategie di rilancio.

Questa è l’amara sintesi su Marini e company.

Un milione e ottocento mila euro per coprire il disavanzo della Robur, sette milioni per quello del Cev. Una società, quest’ultima, che da due anni è ancora in liquidazione. Un sistema di servizi per la città costruito in era Gabbianelli e subito dopo smantellato pezzo dopo pezzo dal sue erede.

“Questo delle partecipate è un tema particolarmente caldo – dichiara Alvaro Ricci, candidato del Partito Democratico per Leonardo Michelini sindaco -. Abbiamo assistito a un’epopea finita male, con una sola sopravvissuta: Francigena. Prima si è voluto accentrare tutto, a volte in maniera anche dubbia, poi – dopo aver sprecato risorse per i vari ripianamenti – è iniziato lo smantellamento”.

Risorse utilizzabili per altri scopi sono finite in fumo, a causa di una gestione a dir poco discutibile della cosa pubblica. Otto milioni di euro che potevano servire per investimenti, decoro urbano, opere di riqualificazione o sostegno alle persone più in difficoltà sono finiti nel nulla. Un buco di bilancio ma soprattutto un buco nella strategia di crescita per Viterbo che il Comune poteva adottare.

“Rimane una sola sopravvissuta, la Francigena, e anche sulla gestione di quest’ultima bisognerebbe aprire un capitolo – continua Ricci -.

C’è tanto da lavorare per ottimizzare i servizi, dal trasporto pubblico locale ai parcheggi, e questo nell’ottica di costruire un’offerta migliore per cittadini e turisti, un business più rilevante ma anche di determinare un clima più sereno all’interno dell’azienda più volte finita sulla stampa locale negli ultimi anni. Sempre per questioni poco piacevoli e a volte decisamente imbarazzanti”.

Il tema delle partecipate merita di essere affrontato con tempestività e sarà così, in caso di vittoria, per la coalizione guidata da Michelini. “C’è bisogno in primis di riportare serenità tra i lavoratori dell’azienda – conclude Ricci – e di individuare in maniera seria un percorso da intraprendere per migliorare i servizi e gli introiti. Tutto questo è possibile in un modo soltanto, attraverso il dialogo tra i diversi professionisti che a vario titolo compongono l’organico della società. Dall’altra parte c’è bisogno di scongiurare gli errori del passato”.

Alvaro Ricci (Pd)


 

Riceviamo e pubblichiamo – Viterbo e la Cultura: un binomio possibile. Quinto appuntamento programmatico di Viterbo Venti Venti. Continuano le sessioni di programma partecipato del movimento guidato da Chiara Frontini: dimostreremo che con la cultura si può fare impresa sostenendo la creatività.

Abbiamo proposte per la creazione di spazi culturali e di riqualificazione degli esistenti al fine di contribuire alla rinascita della cultura a Viterbo, e non solo con la bulimia estiva. Una buona amministrazione deve saper gestire bene l’ordinario, oltre a portare progetti e proposte straordinarie. Solo che a Viterbo l’ordinaria amministrazione sembra diventata, negli ultimi tempi, un’eccezione. Quindi largo anche alla creazione di posti di lavoro nei settori culturali e musicali.

Sabrina Manfredi, candidata consigliere comunale, coordinerà l’incontro nel corso del quale verranno presentate ai cittadini alcune delle nostre proposte programmatiche, sviluppate a partire dal Programma Partecipato che da sempre ha ispirato il nostro agire.

Presenteremo il piano strategico per la cultura: questo strumento dovrà in primis valorizzare le iniziative già esistenti, promuovendo sinergie e stimolando attività da parte del terzo settore, della rete di associazioni che si occupano di trasmissione, fruizione e produzione culturale, che rappresentano una delle più importanti risorse culturali della città ed aiutano a stimolare una ispirazione comunitaria, uno spirito pubblico.

Questo non significa creare dei cartelloni “mensili”, come spesso abbiamo visto fare, calderoni senza logica dove dentro c’è di tutto e un po’: al contrario, servirà a coordinare una serie di attività complementari, offrendo anche ad eventuali investitori culturali prospettive di certezza che consentano agli operatori interessati di ridurre i loro margini di rischio. Contestualmente, il progetto culturale deve avere i suoi “luoghi” specifici che funzionano da incubatori di nuove idee e di nuove iniziative: un the hub viterbese.

Il recupero degli spazi e dei beni culturali, come abbiamo descritto già nel nostro Progetto 7-R, è fondamentale non solo per migliorare il decoro dello spazio fisico ed attrarre turisti ed attività economiche (anche se basterebbe), ma a ricostruire a Viterbo la particolare “atmosfera” di una città dinamica, da un carattere umano, arricchita dalla vita associata che vi si svolge, dalle tradizioni e consuetudini di vita, dai suoi valori.

Al dibattito parteciperanno gli esponenti di associazioni ed operatori del settore. L’appuntamento è per oggi pomeriggio ore 18:30 presso la Home2020 in via della Pila 4.

Viterbo Venti Venti


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7 maggio, 2013

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