![]() Gianluca De Dominicis |
– Scheda-intervista del candidato sindaco di Viterbo Gianluca De Dominicis per il movimento 5 stelle.
I suoi dati anagrafici, professionali e politici.
“Gianluca De Dominicis, nato a Roma il primo giugno 1972, sposato con la meravigliosa Maurizia, primo e fondamentale sostegno al nostro comune impegno nel movimento 5 stelle dal 2005. Una figlia, la splendida Ginevra, di 3 anni e mezzo. Dipendente statale. Ho fatto il cameriere in gioventù e lavorato presso un’agenzia immobiliare per circa un anno nel 1995. Non ho mai avuto esperienze politiche prima di iniziare il mio attivismo con il movimento 5 stelle”.
Come mai ha deciso di candidarsi?
“La mia candidatura è frutto della scelta del movimento 5 stelle di Viterbo. Nessuno dei candidati si è autocandidato ma è stato proposto da uno o più membri del gruppo e votato dall’assemblea. Sul perché abbia deciso di intraprendere il percorso nel movimento 5 stelle le ragioni sono molte ma tutte ricollegabili alla voglia di non dover più dipendere dai vecchi “politici” per quanto riguarda il futuro della mia famiglia e del mio paese”.
Il suo programma in cinque punti.
“Amministrazione: analisi, riorganizzazione ed ottimizzazione della pubblica amministrazione, soprattutto in ottica di spese, al fine di recuperare fondi da destinare a progetti sociali e di pubblica utilità. Trasparenza dell’operato della pubblica amministrazione e possibilità di partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni della giunta comunale, possibilità di seguire il sindaco per i cittadini in tutte le sue funzioni (con rotazione a sorte tra i richiedenti); riqualificazione energetica degli edifici comunali e delle scuole;
Lavoro/turismo: attraverso il rilancio del turismo con la creazione di un Viterbo medievale (con la collaborazione ad esempio di realtà associative locali per la creazione di spettacoli teatrali medievali e della scuola di musica comunale per la creazione di un laboratorio di strumenti musicali medievali, per favorire il rilancio del centro storico), il sostegno ad imprese ed aziende autoctone con l’incentivo al consumo di prodotti locali e alla vendita di detti prodotti anche nelle catene di grossa distribuzione, la creazione di posti di lavoro legati alla green economy attraverso incentivi per chi investe in questo settore, incentivi per la riqualificazione edilizia per aiutare il settore edile oggi in forte difficoltà, rilancio dell’artigianato locale con aiuto allo start-up per giovani artigiani; possibilità di costruire strutture di basso impatto ambientale in prossimità di fonti di affioramento termali, riqualificazione a sito congressuale legato a tematiche termali per la struttura ex Inps, verifica e rivalutazione del rapporto con la struttura alberghiera esistente; la creazione di pacchetti turistici che integrino il soggiorno termale a fiere e iniziative turistiche;
Sociale: aiuti alle fasce sociali deboli con l’aiuto del volontariato locale e la creazione di un coordinamento tra associazioni e comune per una più rapida risposta alle emergenze, l’istituzione di servizi quali lo slow food per un punto di distribuzione comunale “virtuoso e solidale” e per mense e case famiglia, creazione di luoghi di aggregazione per giovani, adulti e terza età con progetti che coinvolgano tali realtà, creazione di una consulta per l’handicap che recepisca le necessità di dette categorie, ampliamento dei posti nido, studio della possibilità di social housing, con il Comune garante per il rilascio di mutui per l’acquisto di immobili ed analisi, riorganizzazione e controllo dell’edilizia popolare; possibilità di mantenere la residenza presso il Comune per le persone che perdano il proprio domicilio, istituzione del registro delle unioni civili e dichiarazione della posizione del Comune riguardo la possibilità di matrimonio per coppie omosessuali in rispetto dell’articolo 3 della Costituzione.
Scuola: analisi e ottimizzazione delle spese destinate agli istituti scolastici e incentivazione all’uso degli edifici, soprattutto le aree esterne, anche al di fuori dell’orario scolastico per iniziative sociali quali orti urbani, attività sportive o ricreative; istituzione di corsi di recupero o di formazione con l’ausilio di docenti precari o giovani laureati; ampliamento dell’iniziativa “Piedibus” per un miglioramento della situazione del traffico nei pressi di edifici scolastici e per unâeducazione ad un trasporto piu sostenibile per i giovani alunni. Attenta analisi dello stato degli edifici scolastici e progettazione di un piano di costruzione di impianti polifunzionali che sostituiscano i siti obsoleti ed eliminino gli attuali costi di affitto che il Comune paga per i plessi scolastici.
Ambiente e rifiuti: Aggiornamento del piano regolatore nel rispetto di una urbanizzazione sostenibile e verde. Massimo impegno per la risoluzione in tempi brevi dell’emergenza arsenico e delle altre sostanze pericolose nell’acqua potabile, potenziamento della raccolta differenziata e assoluto divieto di costruire inceneritori nel territorio comunale, incentivazione alla vendita ed al consumo di prodotti locali e alla spina anche nei centri di grossa distribuzione, incentivazione dell’uso di prodotti di riciclo nellâedilizia, incentivi per esercenti che aboliscano “l’usa e getta” e che adottino il vuoto a rendere”.
Dove si prendono i soldi per realizzare questi progetti?
“Il badget del Comune è a dir poco limitato anche a causa del patto di stabilità. E’ quindi fondamentale una più attenta gestione dei fondi a disposizione dell’amministrazione. Questo si rende possibile, secondo noi, attraverso una attenta analisi del bilancio comunale mirata ad ottimizzare l’uso delle risorse: risparmiare ove possibile e ottimizzando la gestione di mezzi e personale. Prevediamo la riqualificazione energetica degli immobili comunali, l’uso di risorse open source (gratuite) quali open office, skype per le comunicazioni ecc.
Vogliamo inoltre utilizzare al massimo la possibilità di accesso a fondi europei per avviare progetti e iniziative”.
Centro storico aperto o chiuso?
“Chiuso ma prevedendo possibilità di parcheggio in prossimità delle mura e collegamenti continui con navette verso punti chiave del centro e solo a seguito di un attento piano di rilancio del centro storico attraverso l’istituzione di fiere, spettacoli itineranti, che invoglino cittadini e turisti a frequentarlo”.
Come si risolve il problema dei collegamenti con Roma e Civitavecchia?
“Il collegamento con Roma deve essere migliorato sia in termini di tempi di collegamento che di qualità del servizio. I tempi possono essere ridotti ad esempio con l’utilizzo di treni Metro che diminuiscono di due terzi il tempo di fermata con conseguente riduzione del tempo totale del viaggio verso e dalla capitale. Anche l’uso di convogli “rapidi”, che effettuano quindi meno fermate, aiuterebbe a diminuire i tempi di percorrenza”.
In che modo pensa di gestire il problema dell’arsenico.
“Secondo le informazioni a nostra disposizione i fondi regionali destinati alla soluzione del problema sarebbero già stati indicati. Vorremo però seguire in maniera attenta e diretta sia la stilazione del capitolato di gara, sia la costruzione e sia il collaudo degli impianti avvalendoci di una convenzione da richiedere all’istituto di ricerca sulle acque. Così facendo avremmo un migliore e più qualificato controllo dellâeffettiva efficacia dei dearsenificatori anche in termini di costi, efficenza e controlli successivi all’entrata in regime degli impianti.
Cosa pensa di fare per favorire il lavoro e l’occupazione?
“Per sviluppare lavoro e occupazione occorre innanzitutto creare richieste di “nuovi” servizi. Ciò si può ottenere attraverso l’incentivazione di settori lavorativi oggi poco sviluppati quali: l’energia alternativa (attraverso incentivi comunali alla riqualificazione energetica di immobili comunali e privati) l’artigianato locale (attraverso l’aiuto a giovani artigiani ad aprire nuove attività ad esempio cedendo gratuitamente locali comunali liberi), l’agricoltura locale (garantendo politiche di aiuto per la vendita di prodotti locali in fiere e mercati e nella grossa distribuzione), il settore edilizio delle piccole e medie imprese (attraverso incentivi alla ristrutturazione di immobili privati).
Il termalismo dovrà essere ampliato dando possibilità di costruzione di siti alberghieri di basso impatto ambientale nei punti di affioramento aumentando quindi l’offerta e diversificandone quindi anche i costi. Infine creare un “Viterbo città medievale” che rilanci il turismo in città coinvolgendo cittadini e associazioni culturali e istituti di settore nell’inventare fiere, percorsi tematici ed eventi legati al patrimonio cittadino. Vogliamo anche adottare monete di sconto alternative che determinino aiuto alle imprese ed ai commercianti favorendo l’acquisto locale e facciano risparmiare gli acquirenti”.
Che ruolo avranno i quartieri e le frazioni?
“Quartieri e frazioni saranno coinvolte nelle attività e nelle iniziative di Viterbo di cui fanno parte con pieno ed uguale diritto. Ad esempio Bagnaia sarà necessariamente integrata nel piano di rilancio delle risorse culturali e turistiche della città grazie al suo borgo medievale e a Villa Lante mentre Grotte Santo Stefano potrebbe essere individuata come locazione per eventi legati ai percorsi eno-gastronomici o fiere di settore ecc.
L’ascolto dei problemi delle frazioni e l’intenzione di migliorare qualità di servizi e vivibilità rientrano nel nostro modo di intendere il governo della città nel suo insieme. Nessuno dovrà rimanere indietro è un nostro motto ma anche una nostra profonda convinzione”.
Un appello agli elettori sul perché dovrebbero votarla.
“Nessuno all’interno del movimento 5 Stelle è un politico di professione né intende diventarlo. Siamo cittadini che vogliono gestire la cosa comune in prima persona stanchi delle vane promesse e dell’incompetenza dei nostri precedenti amministratori. Per questo da cinque anni lavoriamo per poter offrire ai viterbesi un’alternativa seria e credibile dichiarando però da sempre il nostro concetto di democrazia partecipata che prevederà un rapporto diretto e continuo con tutti i cittadini, quelli dentro e quelli fuori dell’amministrazione. Vogliamo poter affrontare i problemi di Viterbo che viviamo noi stessi ogni giorno e vogliamo poterlo fare senza alcun obbligo verso lobby politiche o economiche e senza dover rendere conto a nessuno se non ai nostri concittadini”.
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