Civitavecchia – (p.cas.) – La ong Aita Mari attracca alla banchina 16 del porto, 6 bambini alloggeranno nella casa famiglia Civitas. La seconda nave, la Life Support, arriva domani mattina con 156 persone a bordo.
Civitavecchia – La ong Aita Mari alla banchina 16 del porto con 31 immigrati salvati
È attraccata poco dopo le 2 di notte la prima ong, la Aita Mari, quella battente bandiera spagnola. Trentuno persone a bordo, con sei minori non accompagnati che resteranno momentaneamente in città, in una casa famiglia, la Civitas, individuata dai servizi sociali del comune. “Alloggeranno in questa nuova struttura – conferma l’assessore ai servizi sociali Cinzia Napoli – in attesa delle definitive collocazioni”.
Civitavecchia – La ong Aita Mari alla banchina 16 del porto con 31 immigrati salvati che sbarcano uno per volta
I migranti sono stati accolti e visitati dal personale della sanità marittima alla banchina 16, con tutta l’organizzazione perfezionata dalle istituzioni locali, oltre all’autorità di sistema portuale, anche la capitaneria di porto, il comune, la protezione civile, la asl roma 4, polizia e carabinieri. Presente anche la croce rossa a gestire la prima accoglienza, con gli infermieri del reparto covid che hanno visitato tutti i profughi presenti sulla nave. Una donna è risultata positiva al controllo. Alloggerà in una camera singola della struttura di accoglienza.
Civitavecchia – La ong Aita Mari alla banchina 16 del porto con 31 immigrati salvati
Domani invece è in programma il secondo attracco, quello della nave Life Support, panamense, con a bordo 156 profughi. L’arrivo è previsto per il primo pomeriggio. In questo caso sono 25 i minori a cui il comune dovrà trovare una sistemazione temporanea. Gli altri migranti saranno trasferiti dopo l’identificazione presso i vari cas, i centri di accoglienza straordinaria di destinazione, situati sul territorio italiano.
I profughi provengono da Gambia, Chad, Camerun, Senegal Mali, Nigeria, Costa d’Avorio, Guinea Konakri. “Sui corpi ci sono evidenti segni di violenza e torture – afferma Emanuele Nannini, project coordinator Life Support -. Negli occhi invece la sofferenza dovuta alla permanenza in Libia. Stiamo diretti a Civitavecchia e ci auguriamo che le operazioni di sbarco procedano senza problemi. Sperando di ripartire il prima possibile”.
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