Viterbo – “Con il nuovo decreto legge viene bloccata la possibilità di continuare ad applicare lo sconto in fattura e a cedere crediti. Di fatto si pone uno stop ai bonus. Nei prossimi mesi potrebbe scoppiare una vera e propria bomba sociale. Potrebbero esserci mancati pagamenti degli stipendi e le aziende potrebbero iniziare a licenziare”. Andrea Belli, presidente dell’Ance Viterbo, non nasconde la sua preoccupazione per l’approvazione del decreto legge che, per quanto riguarda i bonus, interrompe la possibilità di continuare ad applicare lo sconto in fattura e a cedere crediti.
Andrea Belli
Cosa stabilisce questo decreto legge?
“Con questo decreto viene bloccata la possibilità di continuare ad applicare lo sconto in fattura e a cedere crediti. Si palesa quindi lo scenario che la persona interessata che fa i bonus si troverà il credito fiscale a suo carico e dovrà recuperarlo nella fiscalità. Un discorso che è fattibile per i bonus piccoli, ma non di certo per quelli come il 110% o il 90%. È impossibile infatti che una persona abbia una fiscalità così alta da recuperare i soldi. Di fatto si pone uno stop ai bonus. Diciamo che rimane un bonus per ricchi. Ad esempio, levando lo sconto in fattura, è effettivamente interrotto anche il bonus 50%, relativo alle ristrutturazioni e che faceva lavorare imprese artigiane e piccole operatori. Ora si troveranno in difficoltà”.
Nel concreto quali saranno le criticità che andranno a riscontrare le aziende?
“Le modifiche fatte così repentinamente sono sempre un problema a lungo termine per le aziende che programmano e investono. Non creano disagio nell’immediato a chi ha già fatto il bonus 110 perché le novità introdotte dal decreto legge non riguardano gli interventi già iniziati e avviati. Le criticità però ci saranno per le imprese e i cittadini che speravano di efficientare la casa e non lo possono più fare, o comunque lo possono fare a un costo che credo non sia sostenibile dalla maggior parte delle persone. Ricordo che la transizione energetica ha un costo e purtroppo non tutti lo possono sostenere. Quindi o lo stato decide di accompagnare questa transizione energetica o i cittadini saranno in difficoltà. Il bonus 110% è stato un booster importante in un momento difficile post pandemico, ma sapevamo che non sarebbe rimasto per sempre. Però dovrebbe continuare a esserci la certezza che tutto quello che si fa deve essere accompagnato dalla possibilità di scontare in fattura il credito”.
Quali altri cambiamenti introduce il decreto?
“Il decreto legge blocca anche la possibilità che gli enti pubblici possano acquistare i crediti fiscali legati a lavori di ristrutturazione. In questo modo si andranno a trovare in difficoltà le aziende che hanno incagliati i crediti nei cassetti fiscali. Nei prossimi mesi potrebbe scoppiare una vera e propria bomba sociale”.
Qual è la situazione su Viterbo e provincia?
“In questo momento a Viterbo si trovano molti cittadini con i lavori iniziati a metà e non si sa chi li finisce. Molte aziende che non riescono a cedere i crediti non arriveranno mai alla fine del lavoro. Questo crea problemi ai proprietari delle case e alle ditte che inizieranno a licenziare. Le aziende, sapendo di contare sullo sconto in fattura, avevano programmato a lungo termine investendo sulle assunzioni, sulla formazione del personale. Sicuramente questa decisione è stata un fulmine a ciel sereno per le imprese e per i cittadini. Si poteva ragionare in maniera diversa. Da prima del bonus in cassa edile nella provincia di Viterbo lavoravano all’incirca 1700 persone. Da quando è iniziato il bonus ci lavorano in 4 mila. C’è stato un aumento di 2300 lavoratori che sono entrati in questo settore soprattutto grazie ai bonus. Ora con queste novità, anche se parte dei lavori saranno compensati con il Pnrr, ci sanno molte criticità. Potrebbero esserci mancati pagamenti degli stipendi”.
Cosa dobbiamo aspettarci?
“Va precisato che le imprese investono se c’è una stabilità normativa e quindi possono programmare. Così invece avvantaggiamo solo quelli che vogliono fare speculazione e ammazziamo anche il tessuto sano che voleva investire e crescere. Ci rimette chi aveva fatto i lavori correttamente. Ora vediamo se nella conversione in legge ci saranno dei cambiamenti. Quello che ci auguriamo è che in parlamento si apra una discussione e magari vengano introdotti dei bonus a percentuali minori ma che siano stabili nel tempo e permettano lo sconto in fattura”.
Maurizia Marcoaldi
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