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Viterbo - Il sindaco Marini replica alle accuse del consigliere Ricci (Pd)

Un bilancio di rigore e trasparente

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Il sindaco Marini

Riceviamo e pubblichiamo – Apprendo dalla stampa, e non nascondo un certo stupore e una personale delusione, dei commenti fortemente critici che il consigliere Ricci, in un tentativo a mio avviso piuttosto confuso e approssimativo di mettere insieme in modo frammentato le varie parti di un documento complesso e organico, riserva al rendiconto 2010 sulla gestione del Comune di Viterbo, che tra qualche giorno verrà sottoposto all’approvazione del consiglio comunale.

La delusione deriva dal solito modo superficiale e propagandistico di mettere insieme, in un guazzabuglio di numeri e parole lanciate appositamente a effetto slogan, singole parti di un documento estremamente chiaro e razionale solo nella sua interezza, al fine di fornire una visione politica totalmente diversa e lontana anni luce dalle verità gestionale e dalla concretezza dei fatti che questa amministrazione sta affrontando con impegno e determinazione.

Credo che tutti noi che ricopriamo ruoli istituzionali, a qualunque livello e indipendentemente dalla parte in cui ci troviamo, al governo o all’opposizione, dobbiamo sentirci innanzitutto investiti di una generale responsabilità di tenere sotto controllo la spesa pubblica e il livello di indebitamento per garantire un futuro alle nuove generazioni. Limiteremo fortemente la loro capacità di spendere e di investire e quindi, in sostanza, di disegnare la propria esistenza, assumendo oggi delle scelte che assorbono le risorse future, come avviene quando si amplia il deficit finanziario.

Il rendiconto 2010 evidenzia questo rigore di fondo che ha sempre animato la nostra gestione del denaro pubblico a riprova della responsabilità avvertita non solo verso la società di oggi, ma anche verso quella di domani, a cui non vogliamo erodere la possibilità di fare le proprie scelte.

Pertanto il tentativo del consigliere Ricci e del suo gruppo di appannare questi valori che muovono il mio esecutivo, mettendo insieme alcuni numeri per confezionare una soggettiva visione politica del documento, lascia il tempo che trova.

Se invece vogliamo che il confronto politico sia leale e trasparente, dobbiamo riconoscere che il rendiconto che questa amministrazione si appresta ad approvare, se letto con attenzione nella sua interezza, e non a righe alternate, come fossero delle pillole da prendere in momenti diversi della giornata, testimonia chiaramente, e in maniera impeccabile, l’estremo sforzo che sta facendo questa giunta per coniugare il rigore dei numeri con l’esigenza di dare sempre maggiori e nuove risposte ad una Città che inevitabilmente risente anch’essa del difficile contesto internazionale.

Le difficoltà dell’intero mondo imprenditoriale e del comparto edilizio è una realtà oggettiva che incide, purtroppo, sul “crollo delle entrate dei permessi a costruire” come dice Ricci, passando da un numero all’altro, in una tentata operazione di pubblicità negativa per l’amministrazione comunale. Credo che in tema di numeri abbiamo dimostrato un’ ampia capacità di reazione immediata, mettendo in sicurezza i valori generali del nostro rendiconto.

Sulla crisi del comparto edilizio il consigliere Ricci esponga la sua terapia d’urto. Saremo pronti a confrontarci su qualunque argomento, a condizione di salvaguardare il nostro territorio da uno sfruttamento selvaggio a fini edilizi speculativi .

Sui problemi del servizio idrico e sull’ opportunità di gestire in modo estremamente prudente le esposizioni creditorie che questo comune vanta nei confronti di alcuni soggetti, credo che il consigliere Ricci faccia bene a ripassare in modo attento i principali atti di gestione deliberati dall’ Autorità d’Ambito sotto la guida dell’allora presidente Mazzoli e la regia dell’ex assessore all’Ambiente Piazzai.

Non so se possiamo affermare che quei provvedimenti brillino per trasparenza e oculatezza nella gestione del servizio idrico di molti enti comunali, allora confluiti in Talete Spa scaricando all’interno della società qualche milione di euro di squilibrio gestionale che metterà a carico delle generazioni future l’onere di recuperare, mediante tariffe salate, la relativa esposizione finanziaria.

Credo che in materia di numeri le invenzioni e le false realtà abbiano vita breve, e i risultati dell’ultima gestione dell’intero sistema idrico viterbese lo dimostrano ampiamente. Invito quindi caldamente il consigliere Ricci a una rilettura più attenta di qualche documento.

Stesso invito vale per Tuscia Expò.

Ricci dice che il bilancio del 2010 perde “altri” 300 mila euro.

Io dico, invece, che il bilancio perde “solo” 300 mila euro, perché su di esso non gravano più le scelte gestionali fatte in tempi addietro, quando il timone della società era saldamente affidato a un ex presidente di Provincia di centro sinistra.

Per la nostra azienda di trasporti, Francigena Srl, abbiamo approvato in consiglio, nel febbraio 2010, un piano industriale di medio periodo complesso, serio, estremamente severo e oculato nelle scelte gestionali, che sarà la base del risanamento strutturale della società.

I risultati conseguiti nel primo anno confermano la bontà delle scelte che abbiamo fatto.

Intendiamo proseguire sulla via della responsabilità e del rigore, sempre fedeli alla ricerca del giusto mix fra equilibrio economico e finanziario dell’azienda e massima efficienza nei servizi resi al cittadino.

Per il Cev, come sa bene anche il consigliere Ricci, siamo ormai giunti al termine delle procedure di gara che consentono di affidare al mercato i vari servizi, anche nell’ottica di una legislazione comunitaria e nazionale che ci impone di fare tutto questo.

Credo che in questo difficile e complesso passaggio abbiamo conseguito appieno l’obiettivo della tutela e della salvaguardia di tutti i livelli occupazionali che all’unanimità il consiglio comunale ci aveva richiesto per circa tutti i 150 dipendenti dell’azienda.

Mi dicono, poi, che sia uno dei primi casi in Italia di doppia gara in un unico incanto, che prevede contestualmente sia l’affidamento del servizio che l’acquisizione del ramo d’azienda della società dopo l’espletamento di un congruo periodo di due – diligenze da parte delle potenziali imprese interessate a partecipare alle procedure di gara.

Sottolineo, inoltre, che tutto ciò è avvenuto in piena sintonia con le organizzazioni sindacali rappresentative del personale dipendente, perseguendo il massimo profitto nella cessione dei rami aziendali dell’ex Cev e il minimo onere nell’aggiudicazione dei nuovi servizi.

Anche in questo caso i risultati delle gare già espletate confermano la bontà e l’oculatezza delle scelte compiute nell’ambito di queste procedure che, sottolineo, necessitano spesso di tempi ragionevolmente non brevi.

Credo, quindi, che la migliore lettura che si possa fare di questo rendiconto non sia certamente quella delle pagine alterne o di numeri presi qua e là, ma quella di chi ha la reale volontà di comprendere la politica gestionale da cui quei numeri nascono e il contesto strutturale in cui essa, in questi ultimi tre anni, si è dovuta calare.

Giulio Marini


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2 giugno, 2011

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