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Viterbo - Lettere - Teresa Blasi replica a Renzo Trappolini, ricorda un Giulio Andreotti cinico e il suo terribile giudizio su Giorgio Ambrosoli

Università, il Pci ebbe un ruolo positivo

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Giulio Andreotti

Giulio Andreotti

Riceviamo e pubblichiamo – In merito alla affermazione di Renzo Trappolini contenute nel suo ricordo-santino di Andreotti, ritengo sottolineare quella che a me risulta essere una inesattezza, che cioè il Pci a Viterbo fosse contrario all’istituzione della libera università della Tuscia. L’unica organizzazione politica che espresse molte riserve fu l’allora Partito di unità proletaria che riteneva di individuare nella proposta di cui si era fatta promotrice tutta la Dc andreottiana di Viterbo e che trovò ampio consenso in quasi tutta la classe politica e l’opinione pubblica acculturata, non esclusi i sindacati confederali, Cgil in testa (esclusa la Cgil Scuola), il solito ennesimo carrozzone propagandistico clientelare.

Naturalmente la riserva del Pdup si accompagnava al sostegno di un progetto alternativo di Università di Stato, con tutti i crismi di serietà nella scelta delle facoltà, di rigore e trasparenza che una struttura pubblica avrebbe dovuto e potuto garantire.

Difatti la libera università della Tuscia manifestò nei suoi anni di vita e malgrado la partecipazione di alcuni docenti di tutto rispetto, i caratteri da noi temuti e assunse dimensioni e qualità ben diverse solo quando infine si ottenne (e qui è giusto ricordare il ruolo positivo del Pci) la sua conversione o meglio rifondazione in struttura pubblica statale.

In merito poi al “santino”, anzi a tutti i “santini” costruiti in memoria del politico Andreotti, pur non avendo la pretesa, specie in questa sede, di avventurarmi in giudizi storico- politici su un personaggio così controverso , non posso quanto meno non dire che non si può non attribuire una carica di cinismo politico al personaggio in questione.

Cinismo e spregiudicatezza morale che ha connotato, a mio parere tutta la sua filosofia politica, fatta propria dai cosiddetti andreottiani (a noi viterbesi, ben noti). Mi spiace, direi, umanamente mi addolora, per quella pietà che è dovuta a chiunque in quanto persona, che a futura memoria di Andreotti resti quella tristemente nota, sciaguratissima frase da lui detta a commento del feroce assassinio di Giorgio Ambrosoli. Un autentico incorruttibile eroe di quei tristi tempi.

Teresa Blasi


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9 maggio, 2013

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