![]() Ugo Biribicchi |
– Scheda-intervista del candidato sindaco di Viterbo Ugo Biribicchi per la lista civica Viterbo che lavora.
I suoi dati anagrafici, professionali e politici.
“Ugo Biribicchi, nato a Pitigliano 29 gennaio 1964, residente a Viterbo. Artigiano settore impiantistica, da circa 25 anni lavoratore autonomo (commercio, ristorazione e artigianato), politicamente deluso a livello nazionale, con qualche speranza per la politica locale”.
Come mai ha deciso di candidarsi?
“Risposta intrinseca nell’orientamento politico. Deluso da questa politica amministrativa un po’ troppo pachidermica e di risultanza ereditaria, con lievi forme di immobilismo e sudditanza. Contornato da persone che con me condividono l’idea ho accettato di candidarmi con la certezza di avere alle spalle ragazzi motivati come me a fare qualcosa di diverso per il futuro, coadiuvati dall’esperienza di persone già navigate alla vita quotidiana, certi di non sbagliare nel voler dare voce anche a chi come noi fino ad oggi ha subito questa politica”.
Il suo programma in cinque punti.
“
Anche meno, ma sforzandomi posso dire: lavoro, impresa, sociale, salute e ambiente, che in essi racchiudono benissimo ciò che siamo, persone comuni che ogni giorno in questi punti vivono, lavorano e conoscono difficoltà e lati positivi”.
Dove si prendono i soldi per realizzare questi progetti?
“Siamo alle solite, purtroppo a questa domanda è difficile rispondere, però ci sono molti modi per portare a termine un progetto, si può scavare nei bilanci (una volta entrati a palazzo), si possono sponsorizzare progetti alla comunità Europea, che spesso destina fondi proprio per questi punti programmatici, cosa che sicuramente poteva essere fatta meglio e più attivamente in passato, poi si vedrà giorno per giorno al sopraggiungere delle idee“.
Centro storico aperto o chiuso?
“Le mie origini toscane mi fanno pensare che chiuso potrebbe essere il meglio, ma credo che questo debba e possa essere discusso e concordato con le aziende che risiedono all’interno delle mura, fermo restando che secondo me, in particolari giorni e in concomitanza di eventi turistico/culturali la chiusura resta una priorità per rendere maggiormente fruibile a turisti e residenti gli eventi e la città stessa”.
Come si risolve il problema dei collegamenti con Roma e Civitavecchia?
“Risolvere il problema dei collegamenti chiama in causa molti soggetti, sicuramente un buon progetto farebbe breccia sulle resistenze dei vari Metro, Ferrovie, Cotral, Regione Lazio. Un buon progetto studiato e concordato con l’ausilio delle amministrazioni locali di Roma Capitale e Civitavecchia non trascurando tutti i comuni che per transito o vicinanza potrebbero avere ricadute positive, e penso in particolare a tutti quei comuni che si trovano fra noi, Toscana e Umbria, che nonostante gli sforzi non riescono a far decollare i progetti turistici, poi a quei comuni che si trovano avvantaggiati tipo Tarquinia e Montalto di Castro che pur avendo grandi potenzialità non le sfruttano a pieno.
In due parole se più amministrazioni locali, soggetti pubblici e privati si rendessero disponibili a cooperare su un unico fronte unendo forze ed idee, sicuramente si potrebbero terminare i progetti in corso e realizzarne di nuovi (raddoppio della Cassia, raddoppio della linea ferroviaria Viterbo/Roma, ultimazione della trasversale Terni/Civitavecchia e il recupero ed ammodernamento delle altre vie ferrate e su ruote che esistono).
In che modo pensa di gestire il problema dell’arsenico?
“Arsenico, credo che sia un argomento importante, visto che riguarda la salute. Credo che non si sia fatto molto per trovare soluzioni, certo è che di soluzioni ce ne sono molte, non sono un tecnico e a differenza di molti non mi sento in grado di trovare quella giusta, sicuramente il nostro impegno sarà massimo per trovare soluzioni come in tutti gli altri casi utilizzando la nostra arma migliore cooperazione e interazione fra le parti.
Certo non condivido la scelta di far ricadere i costi e le azioni di miglioramento alle aziende ed esercizi commerciali, nemmeno posso concordare con un aggravio di costi sugli utenti che già adesso pagano per qualcosa che non hanno, ovvero l’acqua potabile, quindi non avendo ancora visionato ciò che si è posto in atto e ciò che è in via progettuale e di studio chiedo clemenza e il tempo di aggiornami una volta entrato a palazzo”.
Cosa pensa di fare per favorire il lavoro e l’occupazione?
“Il lavoro è sancito come diritto per atto costituzionale, ma non può essere preso come miracolo che altri faranno per noi, allora la ricetta migliore è sempre la stessa, come amministrazione possiamo sicuramente assecondare e aiutare i privati in progetti e percorsi di creazione occupazionale, con una seria e concreta assistenza sia economica che burocratica, con l’ausilio delle associazioni di settore, per uno sfruttamento delle risorse economiche sia europee che nazionali, seguendo e promovendo progetti con finanziamenti e sussidi, sia per quanto riguarda il settore turistico che l’agroalimentare, settori che di conseguenza si portano a seguito e traino il commercio e l’artigianato, per una valorizzazione a 360 gradi delle risorse e bellezze viterbesi”.
Che ruolo avranno i quartieri e le frazioni?
“Quartieri e frazioni avranno un ruolo primario, perché i progetti di miglioramento dei servizi e della fruibilità della città passano anche da loro,. Alcuni esempi possono essere Pilastro, Carmine, Villanova e Murialdo, dove a nostro avviso si possono realizzare strutture per l’accoglienza dei bus turistici e camper, con servizi navetta. Pianoscarano e San Pellegrino sicuramente hanno concreto bisogno di manutenzioni atte alla conservazione e riqualificazione per risplendere come meritano, e così dicendo per altri quartieri.
Diverso impatto e interesse per Santa Barbara e Ponte dell’Elce che hanno bisogno di azioni mirate ma soprattutto concordate con i cittadini, per fare questo necessita la realizzazione di sportelli mirati a basso costo, credo che l’istituzione dei municipi possa essere una realtà positiva per le frazioni non per i quartieri, anche per non modificare la linea di austerity che ci obbliga il momento storico/finanziario. Le frazioni sono realtà diverse fra loro e rispetto alla città, quindi hanno necessità di una gestione amministrativa e di bilancio separata quanto possibile da quella centrale, sempre puntando al risparmio di soldi pubblici”.
Un appello agli elettori sul perché dovrebbero votarla.
“Crediamo che ci sia reale bisogno di rinnovare l’amministrazione quindi noi ci poniamo così come siamo, gente comune con problemi comuni e per questo vicino alle persone e alle imprese, e con le persone e le imprese disposti a scendere in campo in prima persona per cercare soluzioni e collaborare con i soggetti che compongono il tessuto economico/sociale di questa città, noi al cambiamento ci crediamo e per questo abbiamo deciso di metterci la faccia e le risorse personali con la concreta certezza di avere il supporto della gente per la gente”.
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