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Elezioni comunali 2013 - Il candidato di Insieme per il territorio confida nel voto disgiunto per essere eletto e attacca i suoi concorrenti, cominciando da Rossi: "Caffeina, pura operazione commerciale, serve solo a chi la realizza"

Bonatesta: “Vinco io al primo turno”

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Michele Bonatesta

Michele Bonatesta

Paola Selvaggini

Paola Selvaggini

(g.f.) – C’è chi fa la campagna elettorale sui cantieri aperti per le opere a valle Faul, dall’ascensore alla cavea, dal parcheggio alla zona servizi e c’è chi quei lavori si augura che non partano mai (fotocronaca).

Perché sono un inutile spreco di soldi pubblici.

Michele Bonatesta (Insieme per il territorio) irrompe nella campagna elettorale per il comune e parte facendo i conti in tasca all’amministrazione uscente. Si porta avanti con il lavoro, perché se dovesse arrivare a palazzo dei Priori, sostiene, controllerà ogni singolo centesimo speso negli ultimi cinque anni.

Partendo dall’ascensore che salirà verso il colle del Duomo.

“Tre milioni e ottocentomila euro – spiega Bonatesta – per fare un ascensore che non si capisce bene a cosa serva. Ci sono tante spese da rivedere, speriamo che fondi come quelli per l’ascensore non siano usati”.

Ma sono fondi europei, con quella destinazione precisa, non spendibili per altro. “Magari si perdessero – insiste Bonatesta – perché altrimenti significherebbe buttare all’aria soldi pubblici, ci sarebbe una doppia spesa, per fare e per disfare.

Hanno il terrore che noi possiamo entrare nelle stanze di palazzo dei Priori, per vedere come mai dopo un milione e mezzo di finanziamento per le mura, ora cascano di nuovo, dove sono la metà dei soldi derivanti dalle multe, da impiegare per la sicurezza stradale, mentre le strade sono tutta una buca?”.

Viterbo deve essere città turistica: “Ma non in queste condizioni. Adesso arriva magari qualche persona in più, ma che rappresenta solo un problema in più, se non sono ospitate come si deve”.

Il programma è lungo e per ammissione dello stesso ex senatore, non basteranno cinque anni per attuarlo tutto e si basa su punti precisi: “La città deve presentare i suoi gioielli, come il palazzo dei Papi, non di sicuro come si trova oggi. Un turista arriva, deve sperare di trovarlo aperto e se è fortunato non trova niente dentro.

Ad Avignone, invece, sono organizzati. All’interno deve essere valorizzato, riempite le stanza. Da noi del palazzo se ne parla ogni morte di papa”.

Quindi termalismo, le frazioni: “San Martino, Bagnaia e La Quercia fanno parte della città, sono quartieri e non hanno bisogno di municipi. Devono avere la stessa attenzione degli altri quartieri. Poi le nostre manifestazioni, tra il sacro e il profano e nel primo gruppo ci sono quelle legate a santa Rosa.

Il trasporto della Macchina dura in un giorno tre ore, non è il punto centrale del turismo, va creato intorno altro e non è Caffeina che può essere la soluzione. E’ soltanto un’operazione commerciale, serve solo a chi la organizza e porta solo disordine alla città. Iniziative simili se ne fanno ovunque in estate”.

Sui suoi concorrenti non ci va certo tenero: “Santucci è un vuoto a perdere, non gli interessa governare, lui pensa insieme a Fratelli d’Italia a fare fuori Marini. Volete una prova? Nei manifesti del candidato Federico Fracassini non c’è nemmeno scritto il nome del sindaco Marini .

Pure Filippo Rossi non è interessato a diventare primo cittadino. Scaramuccia, che sappiamo ama Viterbo, non può sputare nel piatto dove mangia.

Adesso pare che stia attaccando Marini, ma è il sindaco ad averlo voluto nel cda dell’Interporto di Orte. Non abbiamo l’anello al naso”.

Tutte le strade, alla fine portano da Bonatesta e pure i sondaggi. “Quello che abbiamo commissionato noi – conclude Bonatesta – parla chiaro. Grazie al voto disgiunto vinco io al primo turno. Noi siamo in ogni caso la sola alternativa”.

 


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9 maggio, 2013

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