![]() Renzo Poleggi |
– Scheda-intervista del candidato sindaco di Viterbo Renzo Poleggi per La mia Tuscia.
I suoi dati anagrafici, professionali e politici.
“Candidato sindaco Renzo Poleggi, nato a Viterbo il 17 aprile 1968, e residente in strada Palanzana 11/a. Consulente assicurativo, precedenti esperienze politiche con TusciaVola”.
Come mai ha deciso di candidarsi?
“Per desiderio di impegnarmi personalmente, per dare il mio contributo diretto per superare questo difficile momento che attraversa la mia Terra e i miei concittadini, a garanzia di un reale cambiamento, all’insegna dell’indipendenza dagli schemi e dai giochi dei vecchi partiti”.
Il suo programma in cinque punti.
“Il nostro programma è basato su dieci punti, tutti ugualmente prioritari e importanti, consultabili sul sito della Mia Tuscia”.
Dove si prendono i soldi per realizzare i suoi progetti?
“Sicuramente non dalle tasche dei cittadini. La maggior parte dei punti del nostro programma non prevedono capitolati di spesa al di fuori della reale consistenza delle casse comunali e, in tutti i casi, una buona parte sono rivolti al cambiamento di situazioni ormai incancrenite da anni e, dove si richiedano finanziamenti, essi dovranno essere principalmente rivolti a quelle situazioni prioritarie per il rilancio e lo sviluppo del territorio”.
Centro storico aperto o chiuso?
“Sicuramente non chiuso tout-court, ma neanche aperto a oltranza. Comunque abbiamo presentato nel 2011 un progetto ampio e articolato su questo argomento”.
Come si risolve il problema dei collegamenti con Roma e Civitavecchia?
“Non ci risulta che questo sia un problema che il sindaco di Viterbo possa risolvere da solo. Troppe e varie sono le realtà interessate a questo problema. Comunque è abbastanza chiaro che una efficiente politica di rilancio del territorio (di cui La mia Tuscia rivendica la paternità già da due anni) possa prescindere da un miglioramento dei collegamenti stradali, con il completamento dell’ultimo tratto della Orte – Civitavecchia ed il completamento del raddoppio della Cassia nel tratto Viterbo – Roma. Il tutto senza trascurare l’annoso problema della linea ferroviaria”.
In che modo pensa di gestire il problema dell’arsenico?
“E’ questo il problema forse più sentito dalla gente. Ovviamente occorrerà impegnare parte delle risorse economiche dell’amministrazione verso una efficace gestione dei depuratori, fino ad arrivare, col tempo, al rifacimento di gran parte delle condotte idriche cittadine ormai vecchie e obsolete. Ovviamente occorrerà inoltre controllare i contratti in essere tra il comune e le ditte operanti in questo settore, al fine di verificare eventuali inadempienze e responsabilità”.
Cosa pensa di fare per favorire il lavoro e l’occupazione?
“E’ alquanto evidente che, al momento, non sono presenti grossi gruppi industriali disposti a creare fabbriche sul nostro territorio; ed è altrettanto evidente che l’unica “industria” attualmente presente nella Tuscia è quella del turismo, con tutto l’indotto che ciò comporta: ricettività, ristorazione, shopping, percorsi eno-gastronomici e culturali. Tutto ciò, seppur in numero non eclatante, può creare qualche opportunità di lavoro, in attesa di tempi migliori. Purtroppo le amministrazioni che Viterbo ha avuto finora hanno fatto poco o niente per sviluppare questa opportunità, spesso beandosi dell’isolamento e dell’immobilismo a cui troppo a lungo Viterbo è stata relegata”.
Che ruolo avranno i quartieri e le frazioni?
“Un ruolo di primaria importanza, nel nostro programma, è la creazione di una consulta dei quartieri e frazioni, una versione rivista e corretta delle vecchie circoscrizioni, ma con un maggiore peso e considerazione da parte dell’amministrazione”.
Un appello agli elettori sul perché dovrebbero votarla.
“Solo le persone che sono abbastanza folli da pensare di cambiare il mondo, sono coloro che lo cambiano davvero (Steve Jobs)”.
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