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Comune - Barelli (Azione) guarda al nuovo partito che nascerà in autunno ma non dimentica la situazione a palazzo dei Priori e la necessità di costruire un'alternativa

“Frontini è la Raggi di Viterbo, sconta un deficit di competenze ed esperienza”

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo – “Chiara Frontini è la Virginia Raggi di Viterbo, sconta un deficit di competenze ed esperienza”. Giacomo Barelli (segretari provinciale Azione) ha le idee piuttosto chiare su chi è al governo in comune.

“Dovremo costruire un’alternativa per poi cominciare a risolvere i problemi”. Dando per assodato che chi attualmente si trova a palazzo dei Priori non ne abbia i mezzi.

“Come Azione – osserva Barelli – siamo pronti a interloquire con la sindaca. Il deficit di competenze ed esperienza si notano, finora non c’è stata volontà per un confronto, ma questa è una situazione che sta facendo tornare indietro Viterbo”.


Giacomo Barelli

Giacomo Barelli


Per Barelli e il partito di Calenda è una fase di transizione e costruzione. Le elezioni regionali archiviate. “Non siamo soddisfatti dell’esito – ammette Barelli – ma questo ci dà ancora maggiore slancio per andare verso quello che sarà il partito unico con Italia Viva.

A livello provinciale ci sono stati incontri e uno importante, martedì a Roma proprio con Calenda. Per tracciare le linee e arrivare in autunno al nuovo soggetto, che non sarà la somma delle due realtà.

Dovrà essere in grado d’aggregare altre situazioni come +Europa, la Buona destra, i riformisti a sinistra, ma anche quell’area liberale nel centrodestra che oggi è in grande difficoltà. Il nuovo partito dovrà contenere molte sensibilità. Con questo spirito arriveremo al congresso in autunno”.

L’arrivo di Elly Schlein alla segreteria nazionale Pd provocherà qualche spostamento. “Con Schlein si chiarisce il campo d’azione – continua Barelli – noi siamo molto distanti dalle tesi della segreteria, che porteranno il Pd ad avvicinarsi al blocco di sinistra, al Movimento 5 stelle.

Ma non dobbiamo guardare, ripeto, solo agli scontenti del Pd, ma anche a quell’area liberale che è nel centrodestra, evitando estremismi, tanto a destra quanto a sinistra”.

Fra gli scontenti del Pd, il primo è stato Giuseppe Fioroni, l’unico a venire allo scoperto, lasciando il partito. “Ripeto, il punto non è recuperare pezzi che se ne vanno, ma costruire una realtà ben precisa. Comunque Fioroni ha dichiarato di non voler mettere in piedi un nuovo partito e di non guardare al terzo polo”. Argomento chiuso.

“Vogliamo sviluppare tutta una serie d’argomenti che interessano il territorio, dalla cultura al turismo, il termalismo e la vicenda rifiuti. A breve organizzeremo un incontro per fare il punto sulle nostre proposte, perché come dicevo, occorre mettere in campo un’alternativa, che però non può nascere da chi oggi sta all’opposizione, da FdI alla Lega o il Pd.

Dobbiamo metterci al lavoro, anche con il responsabile di Italia Viva Felice Casini, con cui mi auguro a breve d’avere un confronto per stabilire azioni comuni”.

Giuseppe Ferlicca


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4 marzo, 2023

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