Civitavecchia – (p.cas.) – Sicurezza sul lavoro, Luciani: “Potenziare la tecnologia e abbassare i ritmi”. Il presidente dell’impresa portuale Cilp: “Non bastano le manifestazioni dei sindacati, serve uno sforzo in più”.
Civitavecchia – Enrico Luciani
A poche settimane di distanza dalla tragedia che si è consumata in porto, la morte dell’operaio Alberto Motta alla banchina 25, il tema sulla sicurezza sul posto di lavoro resta particolarmente attenzionato. Enrico Luciani è il presidente dell’impresa portuale Cilp, è stato il numero uno della Compagnia Portuale per tanti anni e conosce lo scalo marittimo come pochi altri.
Civitavecchia – La manifestazione al porto per la morte del giovane operaio Alberto Motta
“Sulla vicenda c’è un’indagine in corso, che accerterà eventuali responsabilità, quindi è necessario aspettare i verdetti del lavoro giudiziario prima di fare delle riflessioni profonde su quanto accaduto. Conoscevo Alberto, un ragazzo d’oro, così come la mamma e il patrigno, con i quali avevo un rapporto antico. Sono arrivato sul posto mezz’ora dopo la tragedia. Una scena che non dimenticherò mai”.
Alberto Motta
In attesa delle prime indicazioni concrete dall’indagine, il tema della sicurezza rimane fondamentale: “Le manifestazioni dei sindacati vanno bene, servono a tenere alta l’attenzione sull’argomento. Ma non bastano – afferma Luciani -. Bisogna fare di più, lavorare sulla tecnologia per esempio, perché a volte serve davvero poco per evitare certe tragedie. E poi gli orari di lavoro, in questo senso sarebbe opportuno abbassare i ritmi. Quando si fanno delle operazioni così delicate è necessario lavorare con serenità, senza pressioni”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY