Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In merito alle accuse mosse dal consigliere Laura Allegrini, e da altri membri dell’opposizione, alle iniziative espositive che il mio assessorato sta organizzando, occorre, questa volta, specificare alcune questioni. La mia presenza nel governo locale serve a garantire che Viterbo si affermi come luogo dell’arte, facendo sì che gli italiani possano conoscere la ricchezza del suo patrimonio e della sua storia millenaria. Per poter compiere questa missione è necessario investire, proponendo iniziative che permettano alla città di allontanarsi dalla dimensione della provincia, soprattutto dopo aver lanciato la candidatura di Viterbo a Capitale europea della Cultura 2033.
Le mostre che ho organizzato sono esattamente un mezzo utile a perseguire questo obbiettivo e rappresentano precisi valori morali e civili, nello spirito della nazione, secondo cui un comune non è un’azienda, la cui attività si risolve in una produzione che, ogni volta, garantisce un guadagno certo, specie in una città come la nostra non avvezza a questo tipo di iniziative. È curioso, dunque, sentire l’opposizione affermare che le nostre esposizioni siano di seconda mano, proprio in un luogo sterile da questo punto di vista. È mia premura specificare che le mostre sinora inaugurate rappresentano la maniera più agevole di portare la grande arte in città con una spesa contenuta. Ho scelto, difatti, esposizioni già composte che poi ho ricostruito a Viterbo, integrando non replicando, facendo dialogare artisti universali con artisti locali, per esaltare il patrimonio viterbese: ho posto Michelangelo in dialogo con Sebastiano del Piombo – che noi abbiamo finalmente rivalutato, in un impeccabile allestimento nel museo dei Portici e, soprattutto, accostandole all’invenzione del Buonarroti, così come con la mostra Fakes, inizialmente composta in società con Ferrara, proponendo Annio da Viterbo e Omero Bordo e per l’esposizione inaugurata il 7 marzo, in cui ai dipinti di Maria Prymachenko sono stati affiancati quelli di Bonaria Manca, artista che ha vissuto e creato a Tuscania.
Così facendo, la nostra amministrazione ha certamente investito finanziamenti pubblici, ma sempre somme ragionevoli e molto inferiori a quanto sarebbe stato necessario se si fossero portate le opere dalle diverse collezioni. Da qui si può riconoscere, con un semplicissimo ragionamento, l’indubbia originalità delle esposizioni che finora sono state prodotte le quali, tengo a sottolineare, hanno permesso a Viterbo di essere costantemente sulle cronache nazionali, grazie ai contributi della stampa e della televisione, da Mediaset, alla Rai, ai principali quotidiani. Opportunità senza precedenti.
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