La presentazione di Aurora, il libro di Giorgio Nisini
Viterbo – “Un romanzo ambientato nella Tuscia, una storia familiare, una fiaba contemporanea”. Così lo scrittore Giorgio Nisini racconta e descrive la sua ultima opera, Aurora, candidata al prossimo premio Strega. Presentata nel fine settimana alla Caterinaccia, Viterbo, associazione che si occupa di donne vittime di violenza. “Aurora – spiega Nisini – è una ragazza di 16 anni del nostro mondo contemporaneo con tutti i problemi di un’adolescente. Le sue storie d’amore, i problemi con i genitori. Una ragazza che all’improvviso si trova catapultata in un universo di sonno”.
Aurora è un retelling della Bella addormentata nel bosco, dove però si va recuperare le versioni più nere e oscure della fiaba da tutta la tradizione medievale. Dalle versioni del X secolo norvegesi passando per i manoscritti francesi del XIV secolo.
Viterbo – Giorgio Nisini
“Quello che mi interessava fare – ha detto Nisini – era vedere quanto una fiaba medievale fosse ancora capace di parlare a un mondo contemporaneo che è passato attraverso l’illuminismo, il positivismo, il razionalismo”.
Una fiaba riesce che parla al mondo contemporaneo, “perché – ha sottolineato lo scrittore – per quanto ci possiamo illudere di essere passati per tutte queste stagioni siamo ancora pieni di componenti medievali che, come la recente pandemia ha dimostrato, ci portano spesso a non credere nella scienza e nella medicina e ad essere attratti dall’oscuro e all’esoterico”.
Viterbo – La presentazione di Aurora, il libro di Giorgio Nisini
Un romanzo contemporaneo ambientato nella Tuscia “che è sempre il mio paesaggio e conosco bene il tessuto socio-antropologico in cui vivo. Un tessuto profondamente medievale. Quindi mi sembrava il più adatto per poter ambientare una storia del genere”.
La storia di una ragazza, Aurora, la protagonista. “Una ragazza di 16 anni del nostro mondo contemporaneo – ha commentato Nisini -con tutti i problemi di un’adolescente. Le sue storie d’amore, i problemi con i genitori. Una ragazza che all’improvviso si trova catapultata in un universo di sonno, in una narcolessia che nessun medico riesce a comprendere. E questo mi ha permesso di parlare dei giovani e dei genitori di oggi, del rapporto padri-figli e delle reazioni che un genitore può avere di fronte a un dramma che riguarda una figlia. E i diversi comportamenti che i genitori hanno, che possono andare, in modo schizofrenico, dalla ricerca del religioso, come fa la madre di Aurora, al padre che inizia ad essere sedotto dall’esoterico, cercando nel passato della propria famiglia possibili misteri”.
Anche una storia familiare. “Quella del padre di Aurora – ha concluso Giorgio Nisini – che è proprietario di un’azienda di lampadine, ereditata dal nonno. Un aspetto che mi attrae, e di cui parlo spesso nei miei romanzi, è quello delle grandi famiglie di industriali. Di chi ha costruito un’azienda partendo dal nulla, perché mi sanno sempre dei grandi visionari capaci di elaborare prodotti che poi segnano la cultura, le mode e il tempo di un contesto. Dunque, dentro Aurora c’è anche una storia industriale che percorre parallelamente la trama principale con la fiaba che si fonde con altri elementi”.
Daniele Camilli
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