Latera – Sono passati dieci anni dalla pubblicazione di “Orsorella e gli altri”. Dieci anni tondi-tondi.
Da sei Pietro Moretti non c’è più, dunque non può aver saputo quanto le sue storie abbiano viaggiato. “Orsorellate” le chiamavamo con Alfonso Prota. Andare a ri-raccontare in giro le fiabe che Pietro ci aveva affidato. Eppure una mezza idea di quanto ci fossimo appassionati alle sue storie Pietro doveva esserla fatta. Osservando, per dirne una, con quale caparbietà mantenemmo la promessa fatta la sera della prima performance nella quale avevamo proposto le sue fiabe al pubblico laterese.
Eravamo al museo della terra. Antonello Ricci parlò di Italo Calvino e delle sue “Fiabe italiane”. Pietro si incuriosì tantissimo all’argomento. Ci confessò il suo desiderio. Quello che anche i suoi racconti fossero sottoposti alla stessa filiera di lavorazione alla quale Calvino aveva passato le fiabe della tradizione italiana raccolte a tutte le latitudini della penisola.
Il risultato? “Orsorella e gli altri”, pubblicato appunto nel 2012. Ho vivissimo il ricordo della sera della presentazione del volume. Era dicembre. Il museo gremito come non mai. Pietro – uomo semplice, timido – un poco a disagio, al centro dell’attenzione. Conservo la mia copia di quel libro con la più feroce e al tempo stesso la più dolce gelosia.
Sul frontespizio, in basso a destra, c’è una scritta, una spigolosa firma vergata con la penna rossa: “Moretti Pietro”. Anni dopo, sulla scia di quella esperienza, ci saremo trovati a riflettere su Pietro Moretti e Walter Benjamin in aula blu al Dibaf Unitus, nel nostro master per narratori di comunità. Pietro incarnava l’archetipo del narratore ritratto da Benjamin. Un cerchio sembrava chiudersi, tutto assumeva senso e valore.
Nonostante i cambiamenti apportati rispetto alla prima edizione, “Orsorella e gli altri” 2023 mantiene intatta la sua vocazione originaria. Un libro pensato per il pubblico del museo della terra, per la comunità locale, ma che presenta elementi di interesse – contenutistici e metodologici – anche per gli addetti ai lavori.
L’iniziativa è promossa dal museo della terra di Latera in collaborazione con l’associazione Comunità narranti. Ad animare il patrimonio delle storie lasciate da Pietro Moretti penseranno Alfonso Prota e il musicista Carlo Sanetti, che daranno vita ad una performance narrativa. Partecipazione libera. Info@museodellaterra.it oppure tel. 3913103629
Marco D’Aureli
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