Castiglione in Teverina – Il rigore non c’è, il giovane calciatore lo sbaglia apposta e manda il pallone fuori dai pali.
L’episodio di estremo fair play arriva dal campionato Under 14. Dopo notizie di risse, aggressioni e squalifiche per comportamenti scorretti, a riportare sportività sul campo da calcio ci hanno pensato i più giovani. Domenica scorsa, 25 marzo, a Castiglione in Teverina.
Sul rettangolo verde i padroni di casa contro la polisportiva Faul Cimini. Durante il primo tempo, quando le squadre sono sul punteggio di 1 a 1, l’arbitro fischia un calcio di rigore in favore della Faul. Un provvedimento eccessivo, come notato anche dai tecnici, dagli allenatori e dai tifosi presenti.
“Il rigore palesemente non c’era. Se ne sono accorti tutti – spiega l’allenatore del Castiglione, Giovanni Monteforte -. E per la prima in tanti anni di carriera, ho assistito a qualcosa di unico, straordinario, che vale la pena far conoscere alla gente. Il mio collega Roberto Valeri, l’allenatore della Faul Cimini, che aveva appena ricevuto il rigore a favore, ha fatto un semplice gesto. Un cenno con la mano alla sua squadra. E non c’è stato neppure bisogno di parole. Il ragazzo ha preso il pallone, si è posizionato sul dischetto e ha tirato fuori dalla porta. Ha sbagliato il rigore volutamente”.
Un esempio di fair play di quelli che è raro trovare, e per questo degno di nota. “In 33 anni che alleno, quanto accaduto mi ha fatto venire i brividi – spiega mister Monteforte -. È bello vedere come il calcio e lo sport in generale sappiano ancora regalare emozioni se si decide di seguire le regole e di giocare per giocare, senza pensare esclusivamente alla vittoria. Quello che conta è il rispetto per gli avversari e per se stessi”.
Come sia finita la partita, non conta. “E nemmeno ci tengo a sottolinearlo – conclude -. In questi anni ho visto ragazzi attaccati al risultato, attaccati al titolo e alla vittoria. Ho assistito a partite in cui sono successe cose orrende. Domenica ho rivisto il calcio vero. Quello corretto, quello puro. Quello di cui mi sono innamorato”.
Barbara Bianchi
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