Luigia Melaragni e Chiara Frontini
Viterbo – “Una comunità della ceramica per la Tuscia”. È questo l’obiettivo dell’incontro di questa mattina in sala regia, palazzo dei Priori, città dei papi. A promuoverlo la Cna di Viterbo e Civitavecchia con il patrocinio dell’Associazione italiana città della ceramica (Aicc) e i quattro comuni della provincia di antica tradizione ceramica: Viterbo, Civita Castellana, Tarquinia e Acquapendente. Il titolo, La ceramica unice la Tuscia.
“Per la prima volta – ha detto la segretaria di Cna Luigia Melaragni – mettiamo insieme sindaci e amministratori delle città della ceramica nella Tuscia. 4 citta’, tutte in provincia di Viterbo, la sola nel Lazio. Tante quante ne hanno Savona e Firenze. In Italia soltanto la provincia di Perugia ne ha 5. Quattro citta’ per la Tuscia sono un risultato importantissimo. E l’obiettivo di oggi – ha aggiunto Melaragni – e’ quello di aprire una riflessione con l’obiettivo di dare vita a una rete capace di sviluppare una progettualità condivisa all’interno di un sistema territoriale. Una vera e propria comunita’ della ceramica per la Tuscia in grado di lavorare tutto l’anno sulla ceramica, con azioni di valorizzazione, promozione e sensibilizzazione sul territorio, a partire dalle scuole”.
Daniela Lai, Luigi Serafini e Paolo Masetti
In sala regia, assieme a Melaragni ci sono anche la sindaca di Viterbo Chiara Frontini, Paolo Masetti, sindaco di Montelupo Fiorentino e vice presidente di Aicc, Luca Giampieri sindaco di Civita Castellana, la sindaca di Acquapendente Alessandra Terrosi, il vicesindaco di Tarquinia Luigi Serafini e la presidente di Cna ceramisti Lazio, Daniela Lai. In sala anche gli studenti dei licei artistici Midossi di Civita Castellana e Orioli di Viterbo.
“Fare rete – ha sottolineato Frontini – moltiplica le opportunità di cooperazione ampliando i nostri orizzonti. La ceramica può trasmettere tutta una serie di valori nelle fasce più giovani. Abbiamo un capitolo del bilancio in fase di approvazione con un piccolo investimento per la ceramica, cosa che per noi significa prenderci un impegno su Viterbo città della ceramica”.
Nel Lazio ci sono 95 imprese e 200 addetti dell’artigianato artistico, con un fatturato di 8 milioni di euro. Nella Tuscia le imprese sono 25 Tuscia e a queste si aggiungono tante partite Iva.
“Ci sono le basi e le possibilità – ha commentato Giampieri – per fare rete. Parlare a Civita Castellana di ceramica significa parlare del suo Dna, da sempre. Nel secolo scorso Civita Castellana è cresciuta in modo esponenziale grazie alla ceramica”.
Luca Giampieri e Alessandra Terrosi
“Un incontro fondamentale per mettere in rete i 4 comuni – ha continuato Serafini -. La nostra è una città che ha una lunga tradizione ceramica, aspetto che ha mantenuto lungo tutta la sua storia. Una tradizione iniziata tremila anni fa”.
“Acquapendente – ha evidenziato Terrosi – è il luogo più piccolo delle 4 città con problemi più generalizzati che hanno colpito le aziende della ceramica. Anche se nell’ultimo periodo stiamo vivendo una forte vivacità dell’artigianato artistico che stiamo accompagnando con manifestazioni e un lavoro storico e scientifico”.
Infine Paolo Masetti. “La nostra è un’associazione che è cresciuta tantissimo in questi anni. E abbiamo un ruolo importante. Siamo riconosciuti a livello nazionale e istituzionale. Con questo evento state dando concretezza a un percorso che porterà molto lontano. Non basta essere solo città della ceramica, ma bisogna fare anche rete”.
Daniele Camilli
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