– Film senza limiti di nuovo sotto sequestro.
Dopo il precedente stop, il tribunale di Viterbo ha fermato per la seconda volta l’attività del sito internet sutrino di indexing. Il provvedimento, come dimostra l’avviso applicato dalla guardia di finanza di Arezzo su ordine della procura della Repubblica presso il tribunale di Viterbo, si è reso necessario per la violazione dell’art. 171 della legge 633/1941 sulla protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio.
Si tratta di una normale indicizzazione, ovvero rendere più semplicemente raggiungibili dei contenuti, non presenti materialmente sui propri server, dei quali quindi non si è responsabili. L’attività del portale è stata bloccata, con molte probabilità, in via definitiva.
Avendo offerto numerosi link alla visione gratuita dei maggiori film in circolazione, la piattaforma tricolore era stata sequestrata già nello scorso febbraio. Dopo il ricorso presentato al tribunale del riesame di Viterbo, l’ordinanza emessa dalla locale procura della Repubblica era stata annullata in assenza dei presupposti legali a procedere.
Il fenomeno dell’indexing e del film sharing non appartiene all’Italia. I siti di indexing, generalmente, preferiscono indirizzi stranieri tipo net o org.
Famose le vicissitudini di Megaupload, enorme portale di Hong Kong, chiuso nel 2012, e l’arresto del suo fondatore, Kim Schmitz in Nuova Zelanda, con una collaborazione tra polizie di più paesi. L’accusa è di aver violato il diritto di autore, provocando un danno superiore ai 500 milioni di dollari. All’epoca dei fatti, a Schmitz e ai suoi collaboratori vennero sequestrati beni per circa 200milioni di dollari.
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